La ragazza d’aria




 Andreea Simionel


Sinossi. Una ragazza in bilico tra due mondi, due lingue, due identità. Aryna ha quindici anni e cammina sulla linea sottile tra ciò che è stata e chi può diventare. È arrivata da due anni a Torino dalla Romania, eppure sente che niente, nel mondo che la circonda, le somiglia davvero. Il nome che porta è troppo difficile per i coetanei italiani, la sua lingua madre ha troppi spigoli, il suo corpo è troppo pieno. Ed è così che inizia a stringere, ogni giorno controlla di più: il pensiero, gli affetti, il cibo. Attorno a lei, i genitori, la sorella e gli amici le paiono distanti. Perché Aryna lotta con il peso delle proprie radici nell’Est, la fame di trovare un posto in un Paese nuovo, l’Italia, e al centro di tutto il suo corpo, che cade, resiste, si rialza. Andreea Simionel scrive una storia toccante sull’adolescenza come terra di confine, l’amore tra sorelle e il rifugio inaspettato nei libri. Con una scrittura che sa farsi vulnerabile e incandescente, ci racconta che, dopo essere scivolati sott’acqua, lentamente si può tornare a respirare, come se fosse la prima volta.


Autrice: Andreea Simionel

Editore: Rizzoli

Genere: Narrativa

Pagine: 352

Data di pubblicazione: 05/03/2026

 
Recensione

di

Barbara Aversa


“È solo che… Sento questo bisogno assurdo di controllare il futuro e sapere come andrà a finire. Cosa farai tu e cosa farò io e come andranno le nostre vite. Come se fossimo già lì.”

Questo è un romanzo speciale per me. Ho avuto l’onore di leggere la bozza in anteprima ed il primo titolo era “Ragazza di vento”.

L’ho tenuto con me, oppure lui mi ha tenuta con sè. Nella versione finale ha cambiato titolo ma sono affezionata ai giorni in cui era sempre nella mia borsa, quasi con la paura di aprirlo e ritrovare baluardi smerigliati di me stessa. Quindi tengo quelle foto perchè per me hanno un senso. Non era un titolo sbagliato ma un “titolo prima”. E mi piacciono entrambi.

Aryna. Un nome che tecnicamente significa portatrice di pace ma che richiama onomatopeicamente all’aria, a ciò che è impalpabile, che fluttua e che si solleva.

Aryna vive in bilico, è sottile il filo sul quale cerca di ritrovare un equilibrio, di costruirsi.

Due mondi, due lingue e un nuovo Natale da inventare con un albero diverso, e due identità perché come dice lei “non è italiana perché non ha la cittadinanza”.

Le radici in Romania, una vita in Italia da cercare. E quella grande fame in fondo al cuore.

Ho letto tantissimi libri negli anni che raccontassero i disturbi alimentari ma mai nessuno è riuscito ad arrivarmi come questo. Perché èun percorso vero quello che facciamo insieme alla nostra protagonista che è pulsante, viva. Vera. E io l’ho riconosciuto.

La prima amicizia con Marco la stravolge, si porta dietro la frenesia di aver scoperto qualcosa, una sensazione vecchia e familiare che non provava da tempo ed è l’unico che prende sul serio la sua serietà.

Si completano, e se a Marco manca una parola è Aryna a prestargliela.

“La nostra amicizia è iniziata dopo il ciao, senza il ciao. Ci siamo trovati su una frequenza che graffiava, abbiamo iniziato a cercare il canale. Da allora, non smettiamo più. Scopriamo il parlare, lo inventiamo. Le parole sono gli aghi con cui cuciamo il mondo”.

Eppure la fine è inevitabile proprio quando torna in Romania, la malinconia è ingestibile, il non trovare il proprio posto nel mondo anche. Non voler mai andare via, non voler mai partire, essere da una parte e voler stare da un’altra.

E poi inizia quella ricerca spasmodica di perfezionismo, correre non perché vuole ma perché deve, come se un demone la costringesse a farlo, senza sosta, diminuendo sempre un po’ di più il cibo, diventando sempre un po’ più invisibile.

È una lotta con il controllo, è un percorso fatto di anime affini ma anche relazioni dolorose.

Forse è lì che inizia il trauma: quando la scissione è troppo forte per potersi vedere intere.

Una sorella da riscoprire, l’amato Ghost il cagnolone con il quale ristabilire sempre una appartenenza, e lottare ogni giorno per non sentirsi un’impostora della vita. 

Riconoscendo il fatto che vivere è spaventosamente bellissimo.

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Andreea Simionel


è nata nel 1996 a Botoșani in Romania e si è trasferita in Italia con la famiglia a undici anni. Ha scritto racconti per varie riviste letterarie italiane. Nel 2022 pubblica Male a est con Italo Svevo Edizioni e nel 2026 il romanzo La ragazza d’aria con Rizzoli.