Pier Lorenzo Pisano
Sinossi. «Noi che ci sentivamo due versioni della stessa identica cosa».
Una lettera d’addio scritta su uno scontrino. Lunghissimo, infinito, che si arrotola su sé stesso e racchiude tutti gli acquisti di una quotidianità ormai scomparsa. Una vera e propria resa dei conti. Ma i conti, quando un amore finisce, non tornano mai. Lui e lei hanno tenuto nota di tutte le spese: il caffè del primo appuntamento, e il gin tonic per rompere il ghiaccio, e la spremuta d’arancia della prima colazione dopo la prima notte insieme. E poi la copia delle chiavi di casa fatta fare dal ferramenta, due confezioni di preservativi scaduti, lo scaffale per l’ingresso comprato su internet, i biglietti dei concerti, le tute da jogging, il trolley sfondato durante le vacanze… Brillante e struggente, La somma delle cose trasforma le tracce materiali di un amore, cose insignificanti, in spaccati di una relazione in cui ognuno ha la sua versione dei fatti, e tutto assume un valore, e un prezzo, nel tentativo impossibile di dare un senso alla fine.
Autore: Pier Lorenzo Pisano
Editore: Einaudi Editore
Genere: Narrativa
Pagine: 160
Anno di pubblicazione: 2026
Recensione
di
Sabrina Russo
Ritrovarsi soli una sera, all’improvviso, a seguito di un abbandono tutt’altro che inaspettato ma percepibile nell’aria, come una fragranza lieve, dal retrogusto amaro, con la consapevolezza che non sarà il distacco in sé la parte più dolorosa, ma ciò che ne consegue, il “dopo”, che lascia destabilizzati con un’immensa sensazione di vuoto, perdita, solitudine.
“Io mi sono svegliato e tu non c’eri, ed è stato come essere da un’altra parte, ritrovarmi in quella stessa casa, ma nel passato, nel tempo prima di te, mi sono rigirato dal tuo lato e ho trovato tanto spazio e un cuscino, nemmeno la tua impronta, niente e anche per il resto della casa continuava questa sensazione”.
“La somma delle cose” di Pier Lorenzo Pisano narra la trama di molti legami che non sopravvivono al tempo, ma rompono gli argini di un sentimento che nasce sotto i migliori auspici di gioia e felicità eterna.
Viviamo fin dai primi momenti la relazione tra Chiara e Mauro: l’incontro sulla terrazza ad una festa di un’amica comune; i goffi tentativi di lui per tentare il primo approccio; la speranza di lei che quel ragazzo interessante si rifaccia vivo, o ci si incontri per caso; poi i messaggi, il primo caffè al bar, i primi baci, le gite in montagna, la quotidianità, e infine il famoso spazzolino lasciato in bagno come preludio alla convivenza.
La storia d’amore tra Chiara e Mauro è il sogno reciproco che si avvera, poiché tutto fa pensare all’amore della vita.
“Per un momento ho pensato che c’è la potessimo fare, che non c’eravamo ancora allontanati troppo, che non avevamo raggiunto un punto di non ritorno”.
Ma qualcosa, con il trascorrere del tempo, verrà a mancare, forse le attenzioni, i non detti, le speranze per il futuro, lasciando, al contrario, troppo spazio ai vuoti emotivi, alle insicurezze, a un bivio in cui le scelte risultano essere troppo diverse per tradursi in una decisione condivisa.
E quella che sembrava una coppia solida e indistruttibile lascia il posto a un addio, lungo come una lista di spese fatte, che ora necessitano di un “risarcimento” per la delusione che si lasciano alle spalle.
“Anche ora quando ne parlo escono tutti i termini economici, di scambio, perché mi sentivo in uno scambio infelice, mi sentivo dentro una fregatura che ogni giorno diventava più grande, ogni giorno mi svegliavo e pensavo che non fosse la relazione che volevo”.
Un dialogo di coppia che perdura fino alle ultime battute e che vede alternarsi le voci narranti dei due protagonisti attraverso una prosa caratterizzata da periodi lunghi, scevri di punteggiatura, catturando e coinvolgendo in vicissitudini, spesso solo accennate, che definiscono la relazione di Mauro e Chiara.
Un romanzo particolare, toccante, una storia d’amore in cui lo scrittore, attraverso un registro narrativo diretto, a volte ironico, essenziale, delicato, permette di immedesimarsi in una storia privata che rispecchia una moltitudine di storie con le stesse sfumature e colori, accomunate dal profondo, seppur spesso vano tentativo di dare un senso alla fine. Il miglior senso possibile.
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Pier Lorenzo Pisano
(Napoli 1991) è scrittore e regista di teatro e cinema. I suoi testi sono tradotti in quindici lingue e rappresentati in teatri e festival internazionali. Ha ricevuto importanti riconoscimenti, tra i quali i premi Riccione, Solinas, Tondelli, Hystrio. Come regista cinematografico ha diretto i corti Cosí in terra (Festival di Cannes 2018) e Antiorario (Locarno Film Festival 2019). Per Einaudi ha pubblicato, Per il tuo bene. Semidei (2023) e La somma delle cose (2026). È attualmente direttore artistico junior del Teatro di Napoli.