Andrew Hughes
Sinossi. Tutti parlano della scomparsa di Emma Harte. Laureata con il massimo dei voti e giovane imprenditrice, è stata vista l’ultima volta nelle prime ore del mattino in un filmato sgranato delle telecamere a circuito chiuso nel centro di Dublino, prima di svanire nel nulla. Mentre infuria il dibattito nazionale sulla sicurezza delle donne, tutti gli occhi puntano sul fidanzato di Emma, Tom, che è introvabile. L’archivista James Lyster è uno dei tanti, in città, che segue la vicenda con quell’interesse quasi morboso che si accende quando un evento diventa improvvisamente virale sui social media. E ne diventa parte attiva nel momento in cui un suo commento in un post su Emma ottiene una visibilità senza precedenti. Così, quasi per caso, si ritrova coinvolto nel gruppo di giovani universitari impegnati come volontari nelle ricerche. Ma quando viene ritrovato un cadavere in un boschetto vicino al suo appartamento, tutto cambia. È una vittima o un assassino? Un alleato della causa femminista o un bugiardo senza scrupoli? Di certo rimane la sparizione di una giovane donna e i molti segreti che ci girano intorno.
Autore: Andrew Hughes
Traduzione: Cristina Cigognini
Editore: 8tto edizioni
Genere: giallo
Pagine: 447
Anno pubblicazione: 2026
Recensione
di
Giusy Ranzini
Ci sono thriller che puntano tutto sull’azione, e altri che invece scavano lentamente sotto la pelle del lettore. La sparizione di Emma Harte appartiene decisamente alla seconda categoria: è un romanzo che non ha fretta, ma proprio per questo riesce a costruire un’inquietudine persistente, quasi viscerale.
La storia parte da un evento che, purtroppo, suona fin troppo reale: una giovane donna brillante, Emma Harte, scompare nel nulla dopo essere stata ripresa da una telecamera di sorveglianza. Da qui, Andrew Hughes non costruisce solo un mistero, ma un vero e proprio ritratto sociale. La vicenda diventa subito virale, accende il dibattito pubblico, divide opinioni e trasforma tutti, personaggi e lettori, in osservatori, giudici, e a volte anche complici.
James Lyster, l’archivista che finisce invischiato nella vicenda quasi per caso, è un protagonista insolito: non è un detective, né un eroe. È una persona comune, con le sue ambiguità, le sue fragilità e una certa tendenza a perdersi nei dettagli. Ed è proprio questa sua normalità a renderlo credibile e inquietante. Hughes gioca abilmente con la percezione del lettore: ci fidiamo davvero di James? Oppure stiamo osservando la storia attraverso uno sguardo distorto?
Non è il classico thriller pieno di colpi di scena esplosivi: qui l’angoscia nasce dal dubbio, dall’ambiguità, dalla sensazione che la verità sia sempre un passo oltre.
Molto interessante anche il tema della narrazione mediatica: social network, opinione pubblica, attivismo e voyeurismo si intrecciano in modo estremamente attuale.
Il romanzo ci mette davanti a una domanda scomoda:
quanto siamo davvero diversi da chi, nella storia, segue il caso con “interesse morboso”?
E quanto facilmente una persona può essere trasformata in colpevole o vittima dall’opinione collettiva?
Lo stile è pulito, preciso: non cerca effetti facili, ma colpisce per la sua capacità di creare atmosfera. La traduzione di Cristina Cigognini rende bene questa essenzialità, mantenendo intatta la tensione narrativa.
Se proprio si vuole trovare un difetto, è che non è un libro per chi cerca azione immediata o soluzioni nette. Qui le risposte non sono sempre rassicuranti, e alcune ambiguità restano volutamente aperte. Ma è anche questo il suo punto di forza.
La sparizione di Emma Harte è un thriller attuale e profondamente umano. Non si limita a raccontare una scomparsa: racconta il modo in cui la osserviamo, la interpretiamo e, in fondo, la consumiamo.
Un libro che lascia una sensazione strana addosso e che continua a farsi domande anche dopo aver chiuso l’ultima pagina.
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Andrew Hughes
Andrew Hughes è nato nella contea di Wexford, in Irlanda. Scrittore, archivista e storico, il suo primo libro, Lives Less Ordinary, raccontava la storia di Fitzwilliam Square, a Dublino, un luogo d’incontro molto popolare della città. Il suo romanzo d’esordio, The Convictions of John Delahunt, è stato selezionato per il Crime Book of the Year agli Irish Book Awards. Il suo secondo romanzo, The Coroner’s Daughter, è stato scelto per il One Dublin One Book 2023. La sparizione di Emma Harte è il suo primo romanzo tradotto in italiano.