HARPER LEE

Sinossi. Dai cortili delle scuole dell’Alabama dell’infanzia di Lee alle tavole calde e ai cinema di Manhattan, dalle sue riflessioni sull’educazione a un delizioso ritratto di Gregory Peck sul set del film Il buio oltre la siepe, La terra del dolce domani amplia la comprensione del talento della leggendaria scrittrice americana permettendo di seguire l’evoluzione del suo stile letterario e del suo pensiero, ancora attualissimo, sulla politica, l’uguaglianza, il Sud degli Stati Uniti, l’amore, l’arte e il significato di una vita creativa e impegnata.
Harper Lee inedita.
«La terra del dolce domani aggiunge una nuova sfumatura all’affascinante e complessa eredità letteraria dell’autrice di Il buio oltre la siepe.» – The New York Times
La pubblicazione di Il buio oltre la siepe di Harper Lee nel 1960 fu un evento memorabile: il romanzo vinse il premio Pulitzer, fu tradotto in quaranta Paesi, vendette quaranta milioni di copie, fu adattato in un film che vinse tre Oscar e diventò un classico della letteratura americana. I suoi protagonisti, Scout, Jem e Atticus, sono tra i personaggi più amati dai lettori di tutto il mondo.
Se la pubblicazione di Va’, metti una sentinella nel 2015 fu un altro evento letterario sensazionale, meno nota fino a oggi è la Harper Lee scrittrice in erba che sottoponeva i suoi racconti alle riviste sperando di vederli pubblicati; Harper Lee, l’amica devota, che accompagnò in Kansas Truman Capote mentre si preparava a scrivere A sangue freddo; e Harper Lee nella sua veste da newyorchese e da appassionata di cinema, che riempì le pagine di “McCall’s” e “Vogue” con articoli arguti e profondi.
La terra del dolce domani, il suo terzo libro, unisce tutti questi aspetti. Contiene racconti inediti scritti a metà degli anni cinquanta, prima che Harper Lee iniziasse a lavorare a quello che sarebbe diventato Il buio oltre la siepe, e una serie di saggi usciti tra il 1961 e il 2006, raccolti qui per la prima volta. Il tutto corredato da un’introduzione di Casey Cep, la sua biografa ufficiale.
Editore: Feltrinelli
Collana: I narratori
Pagine: 192 p., Brossura
Anno edizione: 2025
Recensione
di
Sabrina De Bastiani
“Tua madre non ti ha insegnato a tracciare i contorni delle foto di una rivista?”
“No, ma mi lascia disegnare.”
Miss Turnipseed mi guardò con aria severa. “Dove hai imparato a scrivere?”
“È stata la mamma a insegnarmelo, tanto
tempo fa.”
Miss Turnipseed deglutì visibilmente.
“Sai anche leggere?”
“Sissignora, ma non so…”
Si sedette alla cattedra ed estrasse un foglio di carta azzurra dal cassetto di mezzo.
“Be’, non era compito suo. Diglielo che non era compito suo. Non avrebbe dovuto insegnarti a leggere. Che cosa vieni a scuola a fare se sai già leggere e scrivere?”
Lanciò uno sguardo infuriato al foglio di carta, prese una penna stilografica e iniziò a scrivere.
“Dallo a tua madre quando torni a casa,” disse, piegando il foglio e porgendomelo.
“E non leggerlo,” mi ingiunse con un sogghigno.
Miss Maxwell e Miss Busey avrebbero saputo che mi sarebbe stato impossibile obbedire.
Con La terra del dolce domani, Feltrinelli porta in libreria una Harper Lee inedita, più intima e frammentaria, ma proprio per questo preziosa. Dentro le pagine, racconti giovanili, saggi sparsi, riflessioni di una vita, c’è la voce di una scrittrice che non ha mai smesso di interrogare il male, la giustizia e la memoria.
E se c’è un modo per leggerla oggi, nell’attualità, credo sia proprio in chiave gotica: non nel senso dei castelli infestati, ma di un gotico morale e interiore, radicato nella terra del Sud, tra il caldo, la polvere e le crepe invisibili della società.
Harper Lee è figlia del Sud americano, e lo è in ogni parola che scrive.
Le sue storie respirano lente, come un pomeriggio d’agosto in Alabama, ma dietro quella calma apparente si muove sempre un’inquietudine: il pregiudizio, la paura, la colpa, la vergogna.
È questo il suo gotico. Non l’orrore esterno, ma l’ombra che abita la normalità.
La casa di Boo Radley, nel suo capolavoro Il buio oltre la siepe, era già un simbolo, il luogo chiuso dove si proiettano le paure collettive, e dove invece si nasconde la compassione.
Ne La terra del dolce domani, quella stessa tensione si percepisce nei racconti più giovanili e nei saggi maturi. E’ la consapevolezza che la vera oscurità non viene mai da fuori, ma da ciò che la gente si rifiuta di vedere.
Il titolo stesso, La terra del dolce domani, ha una risonanza quasi biblica: promette un futuro migliore, ma sa bene che per arrivarci bisogna attraversare l’amarezza del presente.
Nei testi raccolti, Lee scrive del Sud e dei suoi fantasmi sociali,la segregazione, la disuguaglianza, il peso delle convenzioni, ma anche di New York, del giornalismo, dell’amore per i libri e per la verità.
E ovunque torniamo lì, in quella tensione tra il visibile e il taciuto, tra la facciata e la crepa.
Harper Lee ha sempre avuto la grazia di dire cose terribili con una voce limpida, quasi innocente. È la sua arma più sottile. Come i grandi autori del gotico del Sud, Flannery O’Connor, Carson McCullers, Faulkner, anche lei scava nel grottesco e nel doloroso, ma senza mai perdere la pietà.
La sua scrittura non condanna, rivela,spalanca le tende di una veranda assolata e lascia entrare l’ombra, per mostrarci che non è poi così diversa da noi.
Questa raccolta, uscita postuma e curata con attenzione, ci mostra una Harper Lee che si sta ancora cercando. Nei racconti degli anni Cinquanta si avverte l’incertezza e la freschezza di chi non sa ancora di essere destinato a scrivere un classico. Nei saggi più tardi, c’è invece la voce di una donna che ha visto l’America cambiare, e non sempre in meglio. È come assistere ala parabola completa di una coscienza morale.
C’è una dolcezza in questi testi, ma è una dolcezza che graffia. È quella della memoria, della nostalgia, ma anche della disillusione. Lee guarda il suo Sud e lo ama, pur sapendo che è un amore ferito, impossibile da idealizzare.
E questa ambiguità, tra affetto e orrore, tra innocenza e colpa, ci obbliga a guardare dove non vorremmo.
La terra del dolce domani non è un libro accessorio.
E’ una raccolta fondamentale che ci fa capire quanto profonda fosse la radice da cui è cresciuto Il buio oltre la siepe.
In un’epoca che ama le grida e le semplificazioni, la sua voce resta un promemoria silenzioso ma fermo, la luce non serve a cancellare l’ombra, serve a capirla.
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Harper Lee
è stata una scrittrice statunitense, vincitrice del Premio Pulitzer nel 1961.
Nata in Alabama, studiò legge e poi lavorò a New York presso una compagnia aerea. Fu grande amica di Truman Capote che le consigliò di mettere per iscritto i racconti della propria infanzia. I due collaboreranno insieme nella scrittura di reportage commissionati dal New Yorker, intervistando gli assassini del quadruplice omicidio della famiglia Clutter. Harper Lee sarà fondamentale proprio nell’ultimazione di A sangue freddo, capolavoro di Capote. Harper Lee scrisse poi il suo primo romanzo, Il buio oltre la siepe (1960), che le valse il Premio Pulitzer l’anno dopo. Dal romanzo fu tratto, nel 1962, l’omonimo film, diretto da Robert Mulligan e interpretato tra gli altri da Gregory Peck.Nel 2006 nel film Infamous – Una pessima reputazione, il suo personaggio è intrepretato sui grandi schermi da Sandra Bullock.Nel 2007 le è stata attribuita la Medaglia presidenziale della libertà, sempre per Il buio oltre la siepe (in Italia edito da Feltrinelli) che secondo la motivazione del premio: “ha influenzato il carattere del nostro paese in meglio. È stato un dono per il mondo intero. Come modello di buona scrittura e sensibilità umana questo libro verrà letto e studiato per sempre”. Nel 2011 per Emons/Feltrinelli è stato realizzato l’audiolibro letto da Alba Rohrwacher. Nel 2015 esce Va’, metti una sentinella (Feltrinelli), il sequel de Il buio oltre la siepe. Harper Lee è morta il 19 febbraio 2016 a Monroeville, in Alabama, dove ha sempre vissuto. Nel 2025 Feltrinelli pubblica in Italia una raccolta di racconti inediti, con introduzione curata da Casey Cep, biografa autorizzata della scrittrice.