Helene Flood
Sinossi. Prima che Erling morisse, c’era stata una serie di “quasi” incidenti piuttosto sospetti. Poi, un giorno, è uscito di casa e non è più tornato: stroncato da un infarto mentre era in bicicletta in mezzo alla strada. Ora Evy, sua moglie per quarantacinque anni, è sola nella grande casa. Ma qualcosa non torna. Oggetti che scompaiono, porte che si aprono da sole – persino quella della cantina, sempre rimasta chiusa a chiave. I figli le nascondono delle cose e lei inizia a dubitare di tutto. Quando un vecchio amico d’infanzia di Erling riappare dopo anni con una storia da raccontare, i sospetti si fanno più concreti: qualcuno voleva davvero far del male a Erling? È possibile che sia stato ucciso? E se chi lo braccava ora fosse sulle tracce di Evy?
Autore: Helene Flood
Traduzione. M. Podestà Heir
Genere: Thriller
Editore: New Compton Editori
Pagg: 320
Pubblicazione: 2026
Recensione
di
Paola Iannelli
La figura della “vedova” fa parte dell’immaginario collettivo, la narrativa ha reso la figura di una donna sola, ricca, con una vita ancora da spendere, protagonista di molti romanzi di successo, basti pensare all’immenso José Saramago e l’inimitabile John Grisham.
Hellen Flood ambienta in un paese nordico la vicenda che vede al centro Evy, una signora che all’improvviso apprende della morte del marito Erling, a causa di un malore mentre era in bici.
La vita della donna viene parzialmente stravolta, il senso di solitudine, una condizione che in fondo non differisce molto dalla routine quotidiana che era solita vivere prima della disgrazia.
Evy era in gioventù una donna brillante, aveva progetti e aspirazioni, tutti seppelliti in nome della famiglia, come la crescita dei suoi tre figli.
L’oblio che accoglie Evy, ripercorre a ritroso i momenti salienti della sua vita, dalle rinunce a un presunto tradimento, una serie di flashback scompagina la linearità del racconto, trasportando il lettore in un ritmo altalenante, su cui si fortifica l’eterna fragilità di Evy.
Durante i mesi che intercorrono dopo la morte del marito, lei scopre molte verità scomode, cerca con disperata ossessione un motivo per continuare a vivere, per poi approdare nella consapevolezza, che per volere del marito defunto, lei era stata dichiarata sua unica erede.
I sospetti sulla casualità dell’incidente accaduto a Erling non la convince del tutto, per cui la vedova inizia a fare ricerche sempre più accurate.
Due incendi, furti, un tentativo fallito di ucciderla le faranno aprire gli occhi, aprendo un varco in che la condurrà verso una deduzione semplice e chiara.
La vedova sarà costretta ad abbandonare le sue dipendenze, fisiche ed emotive, ricuce le ferite e dimostrerà di sconvolgere l’ordinario assetto delle cose, per capire una verità scottante.
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Helene Flood
psicologa, vive a Oslo con il marito e due figli. La terapeuta, il suo primo romanzo, è stato venduto in ben ventitré paesi ancor prima della pubblicazione in Norvegia ed è stato nominato per il Norwegian Booksellers’ Prize nel 2019.