dei leoni di Venezia
Intrighi, sangue e vendetta
nella città che non perdona
Sinossi. Nella Venezia del 1617, all’indomani della congiura di Bedmar, la Serenissima è impegnata in una lotta senza quartiere, volta a identificare i cospiratori spagnoli e a giustiziarli uno dopo l’altro. Nel corso di questa spietata caccia all’uomo, si incrociano i destini del Caigo, lo Spettro di Venezia, l’uomo che veglia sulla città con spada e veleno, della giovane e bella profumiera Rea, della pittrice Chiara Varotari, del capo degli sbirri e degli zaffi Marco Valier, della misteriosa e spietata avventuriera che si fa chiamare L’Invelenada. Nel frattempo, anche la guerra di Gradisca giunge al suo termine e con la pace l’impegno da parte dell’Arciduca d’Austria di smantellare la flotta dei famigerati pirati Uscocchi, ma Venezia ne vuole la distruzione. Così, alle porte di Segna, covo dei corsari, si consuma una battaglia di terra e di mare all’ultimo sangue, mentre il Mangia-Cuori – l’indomito capo dei predoni – sceglie di sacrificare fino all’ultimo uomo pur di non cedere al Leone di San Marco. E mentre il sangue si mescola al sale del mare e l’odore delle calli si confonde con quello del veleno, Venezia non perdona, non dimentica e non si piega. Il Leone ruggisce, e chi osa sfidarlo scopre che la sua ombra è lunga… e letale.
Autore: Matteo Strukul
Editore: Newton Compton
Genere: Thriller storico
Pagine: 320
Anno di pubblicazione: 2026
Recensione
di
Edoardo Guerrini
Un thriller storico ambientato nella Venezia del XVII secolo: Matteo Strukul mi sembra davvero molto abile nel rappresentare tale periodo, attribuendo una serie di ruoli diversi a numerosi personaggi, quasi come se avesse abilmente recepito la lezione di Alessandro Manzoni.
Questo romanzo è la seconda parte de La congiura delle vipere, in cui si era già svolto un tentativo, da parte di un gruppo di spagnoli, di impadronirsi della città di Venezia. Tentativo fallito grazie soprattutto al ruolo determinante del Caigo, anche detto Lo Spettro di Venezia: un uomo che non ha ruoli ufficiali nello Stato veneziano, ma che agisce come una forza segreta, e ha assoluta licenza di uccidere attribuitagli dalle cariche elevate, addirittura anche dal Doge.
Ma questa seconda parte è del tutto autoconclusiva: io non avevo letto la prima, ma nella seconda viene comunque spiegato benissimo quanto accaduto in precedenza.
Non avevo mai letto nulla di Strukul, ma l’impressione che mi ha fornito è stata enorme: creazione di una trama complessa, molto articolata, e di grande approfondimento sull’epoca storica frequentata.
Psicologie dei personaggi rappresentate benissimo, con grande approfondimento, e nascono anche sentimenti importanti fra alcuni di loro: è un thriller molto noir, con tanti eventi sanguinosi, ma non c’è solo voglia di uccidere: c’è anche desiderio di amare.
El Caigo sviluppa una passione fortissima nei confronti di Chiara Varotari, una pittrice ricca di talento che creerà un’opera religiosa molto rilevante sulla crocifissione di San pietro, e che poi verrà rapita da una terribile creatura, l’Invelenada, che odia profondamente El Caigo e vuole usare la ragazza come ostaggio per costringerlo ad arrendersi.
Ma anche Rea, una giovane orfana di origine greca, già nota dalla storia precedente, affidata dal Caigo al profumiere Marco Barbaran, che si innamora, ricambiato, di lei che diventerà un’abilissima profumiera. Sarà poi catturata dal gruppo di congiuratori spagnoli, che insistono nel cercare di impadronirsi di Venezia.
Ma quello che mi sembra l’aspetto più rilevante, sottolineato dal sottotitolo del libro, è la rappresentazione di Venezia: una città che vuole mantenere la propria indipendenza e importanza come potenza marinara in una vasta parte del Mediterraneo; una massa di persone che sono liete di assistere alla pena di morte assegnata ai congiuratori, e un esercito molto coraggioso che combatte un gruppo di pirati, gli Uscocchi, che hanno la loro base in una fortezza, detta Segna, sulle coste croate: un gruppo di gente feroce il cui capo è chiamato Il Mangiacuori, perché quando riesce a vendicarsi e a uccidere i propri nemici, effettua anche questa tremenda forma di cannibalismo.
Quindi ciò che mi ha lasciato il segno più forte in questa lettura non è solo la trama di per sé, ma l’espressione di messaggi espliciti da parte dell’autore sull’etica e sulla giustizia anche negli eventi bellici.
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Matteo Strukul
È nato a Padova nel 1973. È laureato in Giurisprudenza, dottore di ricerca in Diritto europeo e già membro della Historical Novel Society. Le sue opere sono in corso di pubblicazione in quaranta Paesi e opzionate per il cinema. Per la Newton Compton ha esordito con la saga sui Medici, che comprende Una dinastia al potere (vincitore del Premio Bancarella 2017), Un uomo al potere, Una regina al potere e Decadenza di una famiglia. Successivamente ha pubblicato Inquisizione Michelangelo, Le sette dinastie, La corona del potere, Dante enigma, Il cimitero di Venezia, Il ponte dei delitti di Venezia, Tre insoliti delitti, La cripta di Venezia, I sette corvi, La congiura delle vipere e La vendetta dei leoni di Venezia.