Frederick Forsyth
Tony Kent
Sinossi. Che cosa unisce l’omicidio di un senatore statunitense bruciato vivo nella sua casa a Washington, il massacro di un gruppo di tifosi dello Stoccarda da parte di un commando di islamisti e la morte di un anziano assassinato nel reparto demenza di un ospedale tedesco? Questi tre eventi, apparentemente scollegati, si rivelano invece le tappe iniziali di un conto alla rovescia verso l’apocalisse. Da una parte Vanessa Price, giovane e brillante membro dello staff di un senatore degli Stati Uniti, e dall’altra il giornalista e podcaster tedesco Georg Miller iniziano a poco a poco a collegare i puntini e si ritrovano bersagli di assassini professionisti. Le loro indagini, infatti, sono andate a sbattere contro il muro di Odessa, organizzazione clandestina che si credeva smantellata da tempo, ma che ha invece continuato per cinquant’anni a nascondere ex membri delle SS e a infiltrarli in tutti i ruoli strategici della società occidentale con un unico obiettivo: riportare il Führer sul tetto del mondo. Proprio nel momento in cui scopre che i nazisti, da una base militare spersa nella campagna tedesca, mirano addirittura alla Casa Bianca, Georg, con l’aiuto dell’ex membro dell’MI6 Scott Brogan, deve tentare di fermare il più catastrofico degli attacchi prima che cambi per sempre il corso della Storia. La vendetta di Odessa è un thriller potente, che intreccia realtà, attualità politica e grandi scene d’azione. Affiancato dalla penna di Tony Kent, Frederick Forsyth firma questo ultimo romanzo, in uscita a quasi un anno dalla sua morte, caratterizzato dallo stesso ritmo implacabile che l’ha reso celebre. Un romanzo che dimostra come gli errori del passato, se non vengono affrontati fino in fondo, possono sempre ripresentarsi a minacciare il futuro, e l’eredità letteraria di uno dei maestri della spy story e del thriller internazionale
Autore: Frederick Forsyth con Tony Kent
Traduzione: Sara Crimi e Laura Tasso
Editore: Mondadori
Genere: Thriller
Pagine: 432
Anno di pubblicazione: 2026
Recensione
di
Daniele Cambiaso
Frederick Forsyth nel 1972 pubblicò The Odessa File, che sarebbe apparso in Italia l’anno seguente nella collana Omnibus della Mondadori con la traduzione di Marco Tropea e il titolo di Dossier Odessa: fu subito un successo editoriale enorme, al punto che il regista Ronald Neame nel 1974 realizzò un film che divenne subito un cult, grazie anche alle magistrali interpretazioni di Jon Voight e Maximilian Schell.
In quel periodo, il dibattito sugli ex-nazisti e sulle reti di protezione che avevano consentito ad alcuni di loro di rifugiarsi all’estero, in particolare in Sud America, era molto acceso e veniva seguita con interesse l’opera di cacciatori di nazisti come Simon Wiesenthal, che tra l’altro operò in prima persona come consulente per la trasposizione cinematografica.
Circa mezzo secolo dopo, La vendetta di Odessa rappresenta un sequel che attualizza e rende altrettanto inquietanti le domande che avevano accompagnato la lettura del primo romanzo: quanto è ancora vivo e operante il nazismo? Quali forme assume? Quanto è stata infiltrata la nostra società dagli epigoni di questi ideali? Soprattutto: che percezione abbiamo di tutto questo? Siamo in grado di difenderci? Qual è la reazione più efficace?
La narrazione si sviluppa su due storie parallele e vede in azione, da un lato, Vanessa Price, giovane membro dello staff di un politico statunitense di altissimo livello, dall’altro il giornalista tedesco Georg Miller, nipote di Peter, il protagonista del primo romanzo, che fa capolino invecchiato, ma non domo, in diverse sequenze, in una sorta di passaggio di testimone con il nipote.
Strane morti, attentati terroristici, spericolate quanto subdole minacce alla democrazia, finanziamenti occulti, manipolazioni: Odessa c’è, invisibile e potente come non mai, e troverà nei due protagonisti i classici granelli di sabbia in grado di far inceppare un meccanismo sofisticato e perfetto, pronto a colpire sulle due sponde dell’Oceano.
L’opera di indagine e di ricostruzione operata separatamente da Price e Miller convergerà nel portare progressivamente alla luce un complotto di dimensioni planetarie e dai contorni inquietanti, che rimanda abilmente a molteplici situazioni della nostra attualità. È proprio questo uno dei punti di forza del romanzo: il richiamo continuo, quasi martellante, a scenari che abitano la nostra cronaca quotidiana, insinuando il dubbio, forzando le nostre certezze e costringendo a interrogarci, proprio come fanno i personaggi.
E se stesse accadendo davvero?
Si respira odio, in queste pagine: il nucleo pulsante di un’ideologia votata all’annientamento e alla sottomissione si fa materia, parola, gesto attraverso una narrazione serrata, che rende il romanzo agile, ma non superficiale.
Assistiamo, infatti, a una girandola di azioni e colpi di scena, con particolare attenzione per le scene di combattimento, che diventano preminenti quando entra in scena Scott Brogan, ex membro dell’MI6. Rispetto a Dossier Odessa, che potremmo considerare una sorta di matrice, si avverte sensibilmente la mano di Tony Kent, che ha affiancato Forsyth nello sviluppo di questo progetto e lo ha portato a compimento dopo la scomparsa di quest’ultimo nel giugno 2025.
Si riscontra, in particolare, una minore attenzione verso l’approfondimento interiore dei personaggi, delineata con rapidissime pennellate: una scelta narrativa che, nel complesso, funziona in relazione ai protagonisti, mentre il Male tende a mostrare un volto un po’ troppo stereotipato, strizzando volutamente l’occhio a una certa caratterizzazione cinematografica.
Il ritmo tambureggiante agisce, in ogni caso, come una calamita e trascina il lettore verso un finale che spiega, incasella i fatti, ma non tranquillizza del tutto.
Anzi, non rassicura per niente, soprattutto se ricordiamo il pensiero di Schopenhauer:
“Le cospirazioni abbondano non perché le persone siano cattive, ma perché sono umane.”
Sull’umanità e la cattiveria di alcuni personaggi, non solo di carta, ci sarebbe peraltro da interrogarsi a lungo.
Il romanzo di Forsyth e Kent prova a fornire una risposta.
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Frederick Forsyth, Tony Kent
Frederick Forsyth (1938-2025), ex pilota della RAF e giornalista investigativo, ha ridefinito il thriller moderno con il romanzo Il giorno dello sciacallo (1971), descritto da Lee Child come “il libro che ha rotto tutti gli schemi”. Ha successivamente pubblicato una dozzina di altri romanzi diventati dei bestseller internazionali, tra cui Dossier Odessa, I mastini della guerra, Il quarto protocollo, Il pugno di Dio. Le sue memorie sono raccolte in L’outsider. Il romanzo della mia vita (Mondadori, 2015).
Tony Kent è autore di una serie di romanzi bestseller, che attingono alla sua esperienza come uno degli avvocati penalisti più richiesti del Regno Unito e alla sua particolare competenza in materia di terrorismo e criminalità organizzata internazionale, per cui è entrato frequentemente in contatto con Scotland Yard, MI5, Interpol e FBI. Ha fondato e dirige il Chiltern Kills Festival, dedicato alla letteratura crime e thriller.