Andrew Porter

Sinossi. Steven Mills è arrivato a un bivio. Sua moglie e suo figlio se ne sono andati, forse per sempre. Ma nella vita di Steven c’è stato un altro abbandono, anni prima, quando il padre – brillante e carismatico professore universitario – scompare dopo uno scandalo mai chiarito completamente. Steven allora si mette sulle sue tracce, forse come unico appiglio a una realtà che gli sta sfuggendo di mano. Mentre guida lungo la costa della California, alla ricerca degli amici, dei familiari e degli ex colleghi del padre, l’infanzia e l’adolescenza di Steven prendono forma: le leggendarie feste in piscina dei genitori, i film in bianco e nero sul proiettore del cortile, i segreti condivisi con l’amico più caro. Ogni conversazione nel presente rivela un altro strato del passato di suo padre, un’altra intuizione sulla sua assenza. Eppure, a ogni rivelazione, quell’uomo che per un attimo sembra apparirgli finalmente davanti agli occhi, l’attimo successivo scompare di nuovo, costringendo il figlio ad affrontare la verità sulla propria vita.
Traduttore: Ada Arduini
Editore: Feltrinelli
Genere: Narrativa
Pagine: 272
Anno edizione: 2025
Recensione
di
Giuseppe Tursi
La vita immaginata è un romanzo familiare che porta in risalto le fratture, i silenzi, i non detti e le incomprensioni nella famiglia di Steven Mills, che nel 1983 è ancora un ragazzino in California, quando vede la sua famiglia naufragare.
Molti anni dopo, Steven è un uomo, la moglie lo ha da poco lasciato e il rapporto con suo figlio si è ormai deteriorato. Steven vuole scoprire il luogo in cui suo padre ha vissuto la propria esistenza dopo aver abbandonato la famiglia.
Nel ricostruire quell’esistenza spezzata, attraverso i ricordi dei colleghi e dello zio, Steven comprende progressivamente di non aver mai conosciuto davvero l’uomo che lo ha generato.
Il padre emerge come una figura sfuggente, dalle molteplici identità, capace di assumere volti e atteggiamenti diversi a seconda delle persone con cui si relazionava.
La forza del libro risiede nella scrittura: asciutta, precisa, capace di trasformare le fragilità quotidiane in momenti di intensa tensione narrativa. L’alternanza tra passato e presente è gestita con equilibrio, conferendo alla trama un ritmo incalzante e ben calibrato.
Forse il paragone è ambizioso, ma questo romanzo può ricordare i formidabili racconti di Andre Dubus, maestro nel narrare la vita quotidiana delle famiglie e il punto di rottura in cui tutto si incrina e la fiducia reciproca va in frantumi.
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Andrew Porter
Andrew Porter è un professore di inglese e direttore del programma di scrittura creativa presso la Trinity University di San Antonio. È laureato all’Iowa Writers’ Workshop, dove ha studiato con autori di fama come Marilynne Robinson. Porter ha ricevuto numerosi premi, tra cui il Flannery O’Connor Award per la narrativa breve e un Pushcart Prize.