La vita mala




Pierangelo Sapegno

Gianluca Tenti


Sinossi. La storia dolente di un amore tradito e perduto e quella di due amici per la pelle che diventano nemici giurati sono i fili di una trama che si dipana dentro agli intrecci di una saga noir ancora più grande. Sono gli Anni di piombo, ma anche dei sequestri di persona, delle rapine sanguinarie e dei morti ammazzati per strada, quelli in cui un giovanotto di periferia senza arte né parte comincia la sua scalata al Regno della Notte, per diventarne il padrone assoluto. Attorno all’ascesa spietata e cruenta di Dennis Talamone, detto “il Gallo”, si muovono tutti i protagonisti di questo mondo folle e violento: i suoi amici fedeli e quelli che lo tradiranno, sicari e banditi senza pietà, boss della mafia, preti malavitosi, pezzi deviati del potere e terroristi, giocatori d’azzardo, cantanti e attori famosi, squillo d’alto bordo, cronisti d’assalto, poliziotti buoni e poliziotti cattivi. Un mondo dove non esiste innocenza possibile e dove anche l’amore, all’ombra del male assoluto, sembra trovare la sua grandezza solo nella sconfitta.

Il romanzo criminale della Milano anni Settanta.


Editore: Neri Pozza

Genere: Noir

Pagine: 352

Anno edizione: 2025

 Recensione

di

Salvatore Argiolas


Negli anni Settanta e Ottanta a Milano ci furono in media 150 omicidi all’anno mentre, per fare un raffronto, nel 2021 ci furono 10 delitti e in tutta Italia se ne contarono 295 ,dunque quello fu un periodo in cui violenza politica e malavita organizzata spadroneggiava e lo faceva spargendo sangue e dolore senza nessun riguardo.

“I giornali erano pieni di scontri di piazza, atti di terrorismo, personaggi famosi con il loro contorno pruriginoso di starlette e avventurieri da sacrificare alle folle attraverso un uso sapiente delle notizie.

Erano gli anni in cui la droga circolava ovunque; erano gli anni in cui l’attore Walter Chiari e il conduttore Lelio Luttazzi venivano arrestati per detenzione e spaccio di stupefacenti.”

A Milano la vecchia malavita, la cosiddetta “ligera”, quella dei tempi in cui”vigevano ancora le vecchie regole e i duri non avevano bisogno di essere feroci”, veniva soppiantata da giovani delinquenti crudeli che usavano le armi senza nessun rimorso, passando dalla “vita agra”, raccontata da Luciano Bianciardi alla “vita mala” protagonista del romanzo di Pierangelo Sapegno e Gianluca Tenti.

Tra le ragioni dell’esplosione di violenza di quel periodo ci sono il boom economico che vide il capoluogo lombardo come centro finanziario e industriale che attirò tanti personaggi alla ricerca della fortuna facile, il gran numero di armi ancora circolanti dopo la Seconda Guerra Mondiale e l’influenza nefasta di gangster italo-americani come Joe Adonis.

“La vita mala” raffigura questo contesto seguendo la figura di Benny Talamone, ispirato dalle malefatte di Francis Turatello, uno dei protagonisti della Milano violenta degli anni Settanta, che viene seguito sin dalla sua ascesa, segnata dalla volontà di imporsi a tutti i costi, spesso con azioni eclatanti che dovevano rendere chiara la statura di Benny “Il Gallo”.

Doveva accrescere il suo potere. E il potere te lo danno i soldi. Nella sua logica elementare era questa la chiave. La strategia per arrivarci e per conservarlo era molto più complessa. Di sicuro era fondamentale la protezione della mafia attraverso zio Tony e l’alleanza con Ordine Nero, che gli garantiva agganci con i servizi segreti e legami e conoscenze con quel mondo occulto che galleggiava in certe spire della massoneria e delle forze dell’ordine. Il potere cambia tutto, è capace di sovvertire persino le regole e le gerarchie. Quello era il suo obiettivo. Prendere il potere. Servivano, come sempre, i soldi.”

Il romanzo di Sapegno e Tenti narra l’educazione criminale di una generazione, seguendo ascesa e caduta di Benny Talamone che incrocia la traiettoria di due poliziotti romani la cui amicizia è stata spezzata drasticamente da una “femme fatale”.

Sono infatti due le tracce narrative che tendono a influenzarsi e a coincidere, la crescita inarrestabile dell’influenza di Benny e il dissidio tra Mimmo Salzone e Christian Manzetti che porterà ad una vendetta spietata.

Roma e Milano non erano moto diverse ma a al nord comandavano i soldi, i danè, mentre nella città eterna contava di più la politica:

Quello che succedeva a Milano non era tanto diverso da ciò che capitava a Roma. In entrambe le città l’illegalità diffusa permetteva arricchimenti improvvisi e rapaci, in un clima di violenza generalizzata e di guerra civile strisciante, dove solo il più forte aveva ragione. Come aveva giustamente osservato qualcuno, l’Italia era un Guatemala vestito da Armani.”

“La vita mala” ci porta in un girone dantesco popolato da individui a cui importa solo la distanza più corta tra il vendersi e il comprare, tutti preoccupati di superare il ruolo che il destino ha destinato loro ma che la sorte irridente li porterà solo a fronteggiare la sconfitta.

Però pensò a quello che gli aveva detto Lisa. Che non lo voleva tradire perché era un perdente come lei. Che cazzata.

“Guardati” le aveva detto.

“Tu hai perso tutto. Hai perso tutto i sogni, hai perso il figlio e sei tornata da dov’eri partita, che è la cosa peggiore che ci possa capitare. Tu hai perso tutto. Tu, Non lui.”

“Lo sai anche lei che non è vero. Ormai sta camminando verso il baratro. E perderà tutto quello che ha.”

Pierangelo Sapegno e Gianluca Tenti realizzano un vivido ritratto di quell’epoca drammatica della storia italiana con un romanzo affilato come un rasoio e che ha come personaggi principali protagonisti della cronaca criminale del tempo e in particolare viene messa in rilievo la contiguità e l’ambiguità di quello che in seguito verrà chiamato “mondo di mezzo”,

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Pierangelo Sapegno, Gianluca Tenti


Pierangelo Sapegno:  scrittore e giornalista. Inviato di lungo corso a La Stampa, ha seguito tutti i grandi fatti di attualità degli ultimi quarant’anni, dalla cronaca nera allo sport, dagli scandali politici ai disastri naturali, comprese le guerre. Fra i tanti libri, è autore, assieme a Pierdante Piccioni, del best seller Meno Dodici, da cui è stata tratta la fiction di successo Doc nelle tue mani.

Gianluca Tenti: è autore di numerose pubblicazioni, tra cui ricordiamo Firenze, il colore della notte, che gli è valso il Premio Firenze 1993, e ancora Uomini d’onore (1998), Luxor (2003), Mafia americana. Fatti e misfatti dei grandi padrini (2006) e Ridevamo all’inferno (2011).