ROBERTO COLOMBO

Sinossi. Asia, quarantenne, gestisce la discoteca milanese del suo ex fidanzato Francesco, locale molto noto e frequentato da persone facoltose e da coloro che ruotano intorno al mondo della moda.
Caterina, moglie e socia di Francesco, ex modella altezzosa e irascibile, sfoga le proprie frustrazioni sui dipendenti spesso umiliandoli in pubblico, e dopo la sua inopinata sparizione gli eventi seguiranno una china pericolosa e inarrestabile, anche a causa del comportamento inconsueto dei protagonisti. Tra boriosi figli di papà e ragazze disposte a tutto in nome della notorietà, tra giornaliste a caccia di scandali e uomini della sicurezza dall’aspetto poco incoraggiante, l’autore indaga nell’animo dei protagonisti al di là delle luci della ribalta, mettendo in evidenza sentimenti e comportamenti solitamente nascosti dall’immagine pub
Editore: Edizioni della Goccia
Genere: Thriller
Pagine: 353
Anno edizione: 2025
Recensione
di
Giusy Ranzini
L’acquario di carne è uno di quei romanzi che ti entrano sotto pelle in silenzio, senza strattoni, e poi improvvisamente ti accorgi che stai leggendo come se stessi spiando da una finestra appannata un mondo che credi di conoscere, ma che in realtà non hai mai davvero osservato.
Roberto Colombo costruisce un affresco milanese che non è soltanto scenografia: è un organismo vivo, pulsante, a volte tossico, fatto di locali esclusivi, volti bellissimi ma inquieti, ambizioni smisurate e fragilità ben nascoste dietro foto perfette.
Al centro di tutto c’è Asia, una quarantenne che porta sulle spalle un passato irrisolto che continua a respirarle accanto: la discoteca che gestisce non è solo un luogo di lavoro, ma anche il retaggio di un amore finito e mai davvero archiviato. La sua figura è una delle sorprese più riuscite del libro: non è l’eroina classica, né la donna disillusa stereotipata. Asia vacilla, sbaglia, pensa troppo, si lascia trascinare da obblighi che non sente più suoi e, proprio per questo, risulta profondamente reale.
Il vero detonatore della storia è però Caterina, moglie ed ex modella dal carattere affilato come un bisturi. Colombo riesce a tratteggiarla senza pietà, ma anche senza caricature: è arrogante e irascibile, sì, ma dietro la sua durezza si intravede un’insicurezza quasi infantile, un gap insanabile tra la persona e l’immagine che il mondo pretende da lei. La sua sparizione, raccontata con crescente tensione, non è solo un evento narrativo, ma la crepa che fa crollare tutte le maschere. Da quel momento, ogni personaggio inizia a disvelarsi in un modo che, fino a poche pagine prima, non avremmo immaginato.
Il romanzo si muove dentro un ambiente popolato da figli di papà boriosi, ragazze disposte a tutto pur di comparire, giornalisti che annusano lo scandalo come segugi e addetti alla sicurezza dall’aria impenetrabile. Ma è proprio nel mostrare “il dietro le quinte” che Colombo rivela la sua voce più incisiva: non c’è compiacimento, non c’è giudizio morale, c’è solo un interesse autentico per ciò che le persone sono quando la luce della ribalta si spegne o quando nessuno le sta guardando davvero.
La scrittura, senza diventare pesante, sa essere sorprendentemente introspettiva. L’autore sembra dire che, in fondo, ciascuno di noi vive dentro una sorta di “acquario”: un luogo di osservazione continua, dove l’apparenza è parte del gioco e dove, per sopravvivere, si impara a muoversi senza fare troppo rumore.
Il ritmo cresce pagina dopo pagina, accompagnando il lettore verso un esito che non è tanto un colpo di scena quanto una specie di resa dei conti emotiva. Ed è qui che L’acquario di carne mostra la sua qualità migliore: la capacità di rendere credibili personaggi che, in altri romanzi simili, rischierebbero di essere solo sagome glamour. Qui sono invece esseri umani, pieni di contraddizioni, desideri, ferite che non hanno ancora imparato a medicare.
L’acquario di carne è un romanzo che non si limita a intrattenere: scava, osserva, interroga. È una storia che parla di ambizione e di solitudine, di maschere sociali e di identità, ma soprattutto di quella parte di noi che non abbiamo il coraggio di mostrare. E lo fa con una delicatezza e una sincerità che lasciano il segno.
Una lettura consigliata a chi ama i romanzi psicologici ambientati in contesti moderni e scintillanti, ma soprattutto a chi cerca personaggi veri, imperfetti e memorabili.
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Roberto Colombo
è nato nel 1981 in Brianza. Si occupa di tecnologie e strategie commerciali per l’azienda in cui è impiegato a Milano. Adora il nuoto e fin dall’adolescenza è appassionato di pallacanestro, sia come giocatore che come tifoso. Legge prevalentemente gialli e noir, ed è affascinato dalla psicologia umana e dall’osservazione del comportamento delle persone.
Passa molto del suo tempo ad analizzare numeri, ma è da sempre affezionato alle lettere. Per questo motivo ha scritto L’acquario di carne, il suo romanzo d’esordio.