Le escluse




NICOLAS FEUZ


Traduttore: Sergio Arecco

Editore: Baldini + Castoldi

Genere: Thriller

Pagine: 379

Anno edizione: 2025


Sinossi. Svizzera, cantone di Neuchâtel. Una dodicenne vittima di bullismo si suicida. Lo stesso giorno Justine, la sua unica amica, scompare. In una prigione del Vaud, sei detenute subiscono le spietate regole di un’agente di custodia. Sono delle escluse, anime dimenticate alle porte dell’inferno, donne bandite dalla società, dai destini spezzati. Fra di loro, la madre di Justine, accusata di averla rapita per sottrarla al padre, che si rifiuta di confessare dove l’ha nascosta mettendo così in pericolo la sua vita. Ma perché queste donne sono le uniche detenute dell’unità 3? E qual è il misterioso legame che le unisce? Nicolas Feuz ci immerge in un page-turner adrenalinico, lasciandoci avvinghiati a un’indagine dal ritmo serrato e a un racconto della vita in carcere vivido, duro, profondamente umano. Un thriller avvincente, dal finale imprevedibile.

 Recensione

di

Giusy Ranzini


Con Le escluse, Nicolas Feuz orchestra un thriller psicologico di rara intensità, in cui la tensione narrativa si intreccia con un’indagine profonda sull’animo umano, il dolore della emarginazione e delle cicatrici invisibili inflitte da una società che spesso preferisce voltarsi dall’altra parte.

Siamo nel cuore della Svizzera, tra le fredde e austere mura del cantone di Neuchâtel, dove l’apparente tranquillità viene squarciata da un duplice evento tragico: il suicidio di una dodicenne, vittima silenziosa del bullismo, e la scomparsa improvvisa della sua unica amica, Justine.

È il prologo di un romanzo che sin dalle prime pagine afferra il lettore per la gola, lo costringe a guardare negli occhi l’abisso e lo invita a non distogliere mai lo sguardo.

Nel carcere del Vaud, sei donne, anime ferite, vite recise, destini sospesi, si ritrovano recluse nell’unità 3, un reparto oscuro e isolato, governato da una custode crudele, simbolo di un sistema carcerario che spesso si trasforma in gabbia più psicologica che fisica.

Tra queste detenute, figura la madre di Justine, accusata di aver rapito la figlia per sottrarla a un padre ambiguo, e colpevole del suo silenzio più che di qualsiasi gesto provato.

Feuz tesse la trama con mano sapiente e ritmo incalzante, alternando scene di cruda realtà carceraria a flashback rivelatori, scandagliando le relazioni tra le protagoniste con una scrittura densa e vibrante, che non cede mai alla facile retorica.

Le “escluse” del titolo non sono soltanto le detenute, ma tutte quelle figure dimenticate, respinte ai margini della coscienza collettiva: le vittime inascoltate, le madri giudicate, le adolescenti invisibili.

Il tema della violenza contro le donne è affrontato qui con nuove sfumature: vediamo donne che agiscono spinti dall’amore impossibile per un figlio, disperate per riabbracciarlo. È un’evoluzione netta: la carne al fuoco è tanta, e l’autore non ha paura di esplorare i confini più estremi dell’animo femminile.

Lo stile di Feuz è graffiante e privo di concessioni. Le descrizioni sono asciutte ma evocative: senti la freddezza delle celle, il peso della giustizia, l’ansia della scoperta. L’ambientazione svizzera, dal cantone di Neuchâtel al Vaud, è dipinta con autenticità, diventando essa stessa uno dei “personaggi” del romanzo.

Feuz attinge dalla sua esperienza professionale, e lo fa con eleganza. Dalle dinamiche investigative all’approccio autorevole e credibile delle scene carcerarie, ogni dettaglio è curato. Come lui stesso ha raccontato a un giornale svizzero, due terzi della storia sono ispirati a fatti reali: “due troisième de l’histoire sont librement inspirés d’une histoire vraie”  . Questo conferisce al romanzo una marcata verità emozionale, quasi da cronaca, che coinvolge e scuote.

Il mistero si infittisce pagina dopo pagina, sino a un finale inaspettato, di quelli che ribaltano prospettive e costringono il lettore a rileggere retrospettivamente ogni indizio disseminato con discreta maestria.

Le escluse non è solo un thriller: è anche una potente riflessione sull’ingiustizia, sulla colpa e sulla possibilità di redenzione; un romanzo che unisce la tensione poliziesca a un’indagine profonda sulle fragilità e la forza delle donne “dagli invisibili confini”. 

Nicolas Feuz si conferma qui non solo come abile giallista, ma come narratore sensibile e profondo, capace di penetrare nelle pieghe più oscure dell’anima senza mai perdere di vista la dimensione umana.

Se cercate un noir che sappia smuovere, sorprendere, toccare e, talvolta, far male, questo libro merita un posto in cima alla vostra libreria.

Una prova letteraria solida, che conferma Nicolas Feuz come un autore capace di unire rigore investigativo e umanità vibrante.

Una lettura emotivamente coinvolgente, che mette in luce la capacità di Feuz di dare voce a chi di solito resta senza parole; un romanzo che graffia, commuove e, soprattutto, non lascia indifferenti.

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Nicolas Feuz


Nicolas Feuz è nato nel 1971. Alterna la sua attività di procuratore del cantone di Neuchâtel a quella di scrittore.