Cristina Cassar Scalia
Sinossi. Non fosse per i problemi che angosciano i suoi amici più cari, Vanina starebbe attraversando un buon periodo; persino la relazione con il pm Paolo Malfitano pare aver raggiunto il giusto equilibrio. È proprio mentre si sta godendo qualche giorno di riposo con lui che, fra le rovine delle terme dell’Indirizzo, un complesso di età imperiale nel centro del capoluogo etneo, viene ritrovato il cadavere semicarbonizzato di un uomo cui hanno sparato un colpo alla testa. I suoi effetti personali sono andati distrutti, solo il viso, miracolosamente scampato alle fiamme, permette alla polizia di riconoscerlo: è un senzatetto che tempo addietro era stato aggredito dagli scagnozzi di un potente clan mafioso. La direzione delle indagini sembra segnata, ma la Guarrasi non è tipo da fermarsi alla prima ipotesi. Con l’aiuto della sua squadra – per l’occasione rinforzata – e dell’immancabile ex commissario Biagio Patanè, comincia a esplorare nuove piste, che si intrecciano a episodi mai del tutto chiariti, fino a ricostruire una storia sorprendente.
– Dottoressa, le sta vibrando il telefono. Vanina si drizzò sulla sedia, la sigaretta ancora spenta in mano. Afferrò la borsa e la aprí, ma il telefono smise di vibrare. Lo recuperò dalla tasca laterale e, nel silenzio assoluto che s’era creato, lesse la notifica della chiamata. Ispettore capo Carmelo Spanò.
– Persi siamo, – dichiarò Paolo, sbirciando il display. Vanina fece partire la richiamata. L’ispettore rispose subito.
– Spanò, che è successo? – biascicò lei, accendendosi la sigaretta.
– Dottoressa, non sa quanto mi dispiace doverle rovinare la domenica e il compleanno del commissario, ma purtroppo abbiamo lavoro nuovo. Dalla voce costernata traspariva la consapevolezza che, a differenza del solito, stavolta la capa non avrebbe gradito la rogna che stava per comunicarle. Vanina alzò gli occhi al cielo e scosse la testa sbuffando il fumo.
Paolo allargò le braccia, rassegnato. – Persi siamo, – ribadí a bassa voce.
– Ammazzarono a qualcuno, – indovinò Patanè, con lo stesso tono.
Autore: Cristina Cassar Scalia
Editore: Einaudi
Collana: Stile Libero
Genere: Giallo
Pagine: 240
Anno di pubblicazione: 2026
Recensione
di
Bruno Vigliarolo
Ero molto curioso di approcciare, per la prima volta, un’opera di Cristina Cassar Scalia: un’autrice da anni ai vertici delle classifiche librarie. Posso dire che Le terme dell’Indirizzo hanno complessivamente corrisposto le mie aspettative, regalandomi un buon poliziesco intriso di sicilianità.
Nonostante si avverta il ricco trascorso dei prequel, il romanzo riesce a raccordare trame e personaggi in modo abbastanza agile. Vanina Guarrasi è immersa in un momento di relativa tranquillità: un idillio destinato a infrangersi, tuttavia, su un nuovo, intricato caso di omicidio e sulle incombenze del suo compagno, il pm Paolo Malfitano.
Affiancata dall’onnipresente ex commissario Patanè e dal solerte ispettore Spanò, la poliziotta esamina la brutale esecuzione di un senzatetto, avvenuta sullo sfondo delle antiche terme dell’Indirizzo: una rovina tardoantica, incastonata nel centro storico di Catania.
A partire da indizi sbiaditi, e reperti danneggiati da un incendio, la Guarrasi annoderà i fili di un’indagine atipica, resa ardua dall’ignota identità della vittima e da piste apparentemente sconnesse e contraddittorie. Un rompicapo che richiederà l’impegno corale di tutta la squadra investigativa, nonché un frenetico consumo di sigarette – rigorosamente Gauloises.
La scrittura dell’autrice, elegante e pulita, è senz’altro uno dei punti di forza del romanzo. L’uso del dialetto intesse un’atmosfera immersiva e aggiunge vividezza alla caratterizzazione, già molto nitida, dei personaggi. Di contro, la sovrabbondanza di dialoghi e intermezzi, quasi una sceneggiatura teatrale, a tratti tende a limitare il ritmo narrativo, laddove ci si aspetterebbe un cambio di passo.
In conclusione, Le terme dell’indirizzo è giallo un ben costruito, che si lega in modo profondo, quasi inscindibile, all’ambientazione sicula da cui è incorniciato. Al netto di un “contorno” forse un po’ troppo enfatizzato, sento di poter consigliare questa lettura a tutti gli amanti della serie di Vanina e agli appassionati di gialli italiani.
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Cristina Cassar Scalia
è originaria di Noto. Medico oftalmologo, vive e lavora a Catania. Ha raggiunto il successo con i romanzi Sabbia nera (2018 e 2019), La logica della lampara (2019 e 2020), La salita dei Saponari(2020 e 2021), L’uomo del porto (2021 e 2022), Il talento del cappellano (2021 e 2022), La carrozza della Santa (2022 e 2023), Il Re del gelato (2023 e 2025), La banda dei carusi (2023 e 2025), Il Castagno dei cento cavalli (2024 e 2026), Mandorla amara (2025) e Le terme dell’Indirizzo (206) – tutti pubblicati da Einaudi – che hanno come protagonista il vicequestore Vanina Guarrasi; da questi libri, venduti anche all’estero, è stata tratta una serie tv per Canale 5. Per Einaudi ha pubblicato anche il romanzo a sei mani Tre passi per un delitto (2020), scritto con Giancarlo De Cataldo e Maurizio de Giovanni, e Delitto di benvenuto. Un’indagine di Scipione Macchiavelli (2025).