L’epoca felice




CRISTINA COMENCINI


Sinossi. Rosa sa di avere un vuoto nella memoria, un lungo intervallo di tempo che segna con una riga netta la fine della sua adolescenza: la ragazzina vitale, inquieta, fantasiosa è diventata una giovane diligente e fin troppo responsabile. Quei mesi – persi, cancellati – sono gli stessi in cui i genitori, spaventati dalla sua esuberanza e dai cattivi risultati a scuola, l’avevano ricoverata in una clinica del sonno, come usava negli anni settanta. Ora che Rosa è una donna matura, dopo anni trascorsi all’estero in missioni umanitarie, rientra in Italia. Ed ecco che il tempo perduto si riaffaccia da una vecchia fotografia che la ritrae durante una gita in montagna. Da quello scatto, i suoi quindici anni cocciuti e felici la interrogano: dov’è finita la ragazzina che preoccupava tanto i genitori, ormai scomparsi, e che adesso a lei sembra la parte più autentica e vitale di sé? E chi è il ragazzo che ha scattato quella fotografia, perché sente che c’è con lui qualcosa da recuperare, un sentimento da trarre in salvo dall’oblio? Per ricomporre la sua vita spezzata e recuperare il passato, Rosa ha bisogno delle sorelle: Margherita, la maggiore, che quella gita la ricorda bene, e Viola, la più giovane, pronta a scardinare insieme a lei segreti e silenzi di famiglia. È difficile rappresentare il momento fuggevole della felicità, ma Cristina Comencini ci riesce, incastonandola come un prisma nel tempo dell’adolescenza, delle sue turbolenze emotive, dei suoi saliscendi spiazzanti, abbaglianti. L’adolescenza è l’ultima occasione. Se non capiamo cosa ci è successo in quegli anni, rifacciamo continuamente gli stessi errori.


Editore: Feltrinelli

Genere: Narrativa

Pagine: 176

Anno edizione: 2025

 Recensione

di

Antonella Di Fabio


Rosa è un medico, da anni impegnata in missioni umanitarie, è una donna adulta che non ha paura di nulla, è libera, indipendente e sola.

Una vecchia fotografia della sua adolescenza rievoca bruscamente in lei frammenti di un passato lontano e dimenticato che la riportano ai suoi quindici anni, alla sua adolescenza negli anni settanta e ad una breve vacanza in montagna. Quando era spensierata, ribelle e incontenibile.

Un passato frammentato e confuso che Rosa ha ora urgenza di conoscere ma che non riesce a ricomporre da sola. Ha bisogno delle sue due sorelle, dei loro ricordi per conoscere la verità.

C’è infatti una verità da svelare, un passaggio nella sua vita che ha prodotto un baratro tra il prima e il dopo.

La sua incontenibile euforia giovanile, la sua esuberanza e senso di libertà hanno spaventato i genitori al punto da rinchiuderla, a quindici anni, in una clinica del sonno. Due mesi di terapia che hanno generato una nuova Rosa completamente estranea a quella della foto in montagna.  

 L’avevano riparata nel corpo e nella mente, come una macchina a cui si sostituiscono i pezzi.

Inizia un difficile e lento dialogo con le sorelle, catartico e rivelatore.

Margherita la più grande, ora le sembra più fragile. Capace di fare tutto, scrivere, insegnare, cucinare, sposarsi, allevare figli, ma non di ribellarsi ai genitori che la interrogavano né di dire a lei la verità. Non può affrontare le emozioni, ora le è chiaro.

Viola troppo piccola in quegli anni ma pronta ad andare fino in fondo ora.

Bisogna tornare indietro altrimenti come si fa a capire le conseguenze delle azioni, si fugge e basta, tutti i giorni. Il passato ti rincorre comunque, lo nascondi, e poi di colpo eccolo qui…

Rosa e le sorelle intraprendono un viaggio introspettivo che le riporta all’inizio del loro percorso di vita, all’epoca felice in cui l’entusiasmo, la spontaneità, il desiderio di libertà superano ogni ostacolo e ogni tabù.

L’adolescenza è l’ultima occasione, se non capiamo cosa ci è successo in quegli anni rifacciamo continuamente gli stessi errori.

Si può essere felici. La felicità va cercata, scoperta, curata.

La felicità esiste se si riesce a riconoscerla nelle piccole cose, nei momenti, negli affetti, nella bellezza.

Non ci vuole niente a studiare, lavorare, curare, la cosa più difficile del mondo è concedersi la felicità.

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Cristina Comencini


(Roma, 1956), scrittrice e regista, con Feltrinelli ha pubblicato: Le pagine strappate (1991, 2006), Passione di famiglia (1994), Il cappotto del turco (1997), Matrioška (2002), La bestia nel cuore (2004), Due partite (2006, 2015), L’illusione del bene (2007), Quando la notte (2009; anche in audiolibro nel 2011), Lucy (2013), Voi non la conoscete (2014) e, per la collana digitale “Zoom”, La nave più bella (2012). Tra i suoi film, La fine è nota (1992), Va’ dove ti porta il cuore (1996), Matrimoni (1998), Liberate i pesci (2000), Il più bel giorno della mia vita (2002), La bestia nel cuore (2005, nominato all’Oscar per l’Italia; dvd Feltrinelli “Le Nuvole”, 2006), Quando la notte (2011), Latin Lover (2014), Tornare (2019) e Il treno dei bambini (2024). Ha poi pubblicato per Einaudi Da soli (2018), L’altra donna (2019) e, per Feltrinelli, il suo ultimo romanzo Flashback (2022) e i testi teatrali Qualcosa per sé (2024).