Ivan Sciapeconi
Sinossi. Violante Malavasi è cresciuta in una botte per aceto balsamico, davanti al camino della grande osteria di Bastiglia, un piccolo paese in provincia di Modena. Dal fuoco ha ereditato il carattere ingovernabile, al balsamico deve tenacia e istinto. È l’anno zero del Novecento, lei è ormai una ragazza e da Parigi arriva in paese il Favoloso spettacolo portando con sé un funambolo leggero come l’aria, un orfano senza radici. Quando Violante alza gli occhi e vede il giovane Honoré sfidare il vuoto, capisce che non tutti gli uomini sono fatti di terra. Lui, dall’alto della fune, intuisce nella ragazza un’inequivocabile promessa di libertà e una storia a cui appartenere. Malgrado l’ostilità del padre Alfeo, Violante fa conoscere a Honoré l’amore e il balsamico millenario: un medicamento portentoso in grado, si dice, di guarire il corpo, ma anche l’anima; per Alfeo un patrimonio da far fruttare in ogni modo, negli anni in cui l’industrializzazione inizia a decollare. Quando la Grande Storia arriva a Bastiglia portando guerre, Violante si rende conto di quanto sia complicato, quasi impossibile, tenere unita la famiglia. Libero e Ludovico, i suoi figli gemelli, si lasciano trascinare dalle correnti opposte del nuovo secolo, tra sogni di ricchezza e di rivoluzione… e quando gli eventi precipiteranno, ognuno di loro – anche Violante – dovrà prendere una difficile decisione tra il legame di sangue e gli ideali che ha scelto. Una speranza, forse, è nello strano sguardo di Amelie, la figlia più piccola. Ivan Sciapeconi ci consegna con L’eredità del dolceamaro un romanzo avvincente, dalla scrittura avvolgente e calda, che affonda nel cuore dei legami familiari per svelarne luci e ombre, asperità e dolcezze.
In fondo l’amore è così che funziona, come una botte di balsamico, che lascia maturare tutto quello che riceve.
Autore: Ivan Sciapeconi
Editore: Feltrinelli
Genere: narrativa
Pagine: 233
Anno di pubblicazione: 2026
Recensione
di
Giulia Manna
“L’eredità del dolceamaro” è una storia travolgente e passionale di un amore unico. Quella tra Violante e Honoré è quasi un’intesa da favola. Lei, nata libera, in una botte per aceto balsamico ne ha assorbito le sue doti. Lui, un orfano in fuga da Parigi che gira il Paese come funambolo.
Un amore impossibile per l’epoca che riesce a superare la diffidenza del padre di lei, Alfeo. Una storia che si confronta con la vita e che dovrà mettere sulla bilancia scelte sempre più difficili.
L’autore dà potenza a questo racconto con il suo stile poetico e evocativo, superando così il semplice tema della storia d’amore che lotta contro le difficoltà della vita.
Non è il mio genere, diciamo che preferisco storie d’amore meno idilliache, ma questo libro è emotivo al punto giusto, giusto per stuzzicare la forza vitale di Violante e la sua ardente ricerca di tenere unita la famiglia fino all’impossibile.
Buona lettura.
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Ivan Sciapeconi
è insegnante di scuola primaria a Modena e ha pubblicato diversi romanzi per ragazzi con Raffaello Editore, Einaudi Ragazzi e Giunti. Il suo esordio nella narrativa per adulti,40 cappotti e un bottone (Piemme, 2022), è stato tradotto in dieci Paesi. Nel 2023, sempre per Piemme, ha pubblicato Il nome che diamo ai colori.