Jean-Yves Le Borgne

Sinossi. Nel 2070, in un futuro distopico dove ordine e sicurezza sembrano garantire un’esistenza perfetta, Théo vive nella convinzione che una società pacificata e retta da regole ferree a tutela dei cittadini sia la migliore possibile. Eppure uno strano malessere si insinua a poco a poco dentro di lui, finché un giorno un episodio in apparenza banale inizia a incrinare le sue certezze. Un interrogatorio senza fine per un lasciapassare quando decide di sposarsi con Léa, i dubbi sempre più pressanti sulle vere circostanze della morte del padre: Théo scopre delle crepe sottili in un sistema che improvvisamente rivela la sua natura oppressiva. Un impulso silenzioso ma ostinato di ribellione si fa strada dentro di lui, spingendolo a infrangere le regole e a intraprendere una fuga alla ricerca di qualcosa di indefinito e autentico, qualcosa che ha il marchio della colpa ma anche il sapore della libertà. In un romanzo lucido, intenso, ricco di suspense, Jean-Yves Le Borgne ci invita a riflettere sui rischi di una società ipercontrollata, in cui il pensiero individuale soggiace agli imperativi di un benessere superiore che si rivela illusorio.
Traduttore: Bononi Francesca
Editore: Carbonio Editore
Collana: Cielo stellato
Pagine: 300 p., Brossura
Anno edizione: 2025
Recensione
di
Sabrina De Bastiani
Libertà colpevole di Jean-Yves Le Borgne è un romanzo che non consola e non fa sconti, sviluppato dentro una zona grigia dove la libertà non è mai innocente e ogni scelta ha un prezzo. Dove la colpa non arriva dopo, ma nasce insieme al desiderio di essere liberi.
E questo nodo stringe lo stomaco nel suo smascherare un inganno antico, travestito da progresso: l’idea che sicurezza e felicità possano essere imposte, in cambio di un’obbedienza silenziosa.
Nel 2070 immaginato dall’autore tutto sembra funzionare. Ordine, regole, controllo. Nessun caos, nessuna paura.
O almeno così crede Théo, il protagonista, l’uomo perfetto per un sistema perfetto: convinto, razionale, fedele alle regole.
Non un ribelle, non un eroe.
Ed è proprio questo a rendere la sua deriva paradossalmente inarrestabile. Un interrogatorio interminabile per ottenere un lasciapassare matrimoniale, domande che non trovano risposta sulla morte del padre. Piccole crepe, sottili, ma irreversibili.
Il controllo non protegge.
Sorveglia.
Le Borgne scrive con una precisione quasi chirurgica, laddove sotto la lama scorra sangue caldo.
La sua è una prosa che osserva, scava, nitida nel mostrare come l’oppressione più efficace non sia solo quella violenta, ma anche quella che si presenta sotto forma di tutela.
Il disagio di Théo cresce come un rumore di fondo che non si riesce più a ignorare. La sua ribellione è un impulso ostinato, quasi colpevole, verso qualcosa di indefinito, ma autentico.
La libertà.
Quelle che in queste pagine, non è un diritto, bensì una trasgressione.
«Un libro, ecco cosa avrebbe rimesso in ordine le cose, permettendogli di lasciarsi alle spalle quell’atmosfera cupa e l’ombra di una minaccia invisibile. Ma doveva sceglierlo con attenzione; non troppo astratto, perché le idee non avrebbero avuto la forza di competere con la realtà, e sufficientemente ricco di immagini potenti che lo trasportassero altrove, verso l’ignoto, e gli permettessero di dimenticare se stesso, perdersi.»
È una dichiarazione d’amore alla letteratura come rifugio, come fuga necessaria, come uno dei pochi varchi ancora aperti in un mondo che soffoca l’immaginazione.
Ma anche la letteratura, in Libertà colpevole, non è un rifugio comodo. È una soglia. Attraversarla significa perdersi per forse, finalmente, scegliere.
Il romanzo procede con una tensione costante, mai urlata, costruita sulla sospensione e sul dubbio, laddove è il pensiero individuale, represso in nome di un benessere superiore, a diventare l’elemento più sovversivo e la suspense nasce proprio dalla progressiva presa di coscienza.
Libertà colpevole è un romanzo adulto, una riflessione potente, profonda e attualissima sul confine sottile tra scelta e condanna, tra autonomia e perdita.
Non una distopia di maniera, ma è un avvertimento elegante e spietato.
Di quelli che restano dentro.
Necessario.
E un plauso sincero va a Carbonio editore, che conferma una linea editoriale coerente e coraggiosa, proponendo testi che interrogano il presente attraverso il futuro, curati e tradotti con attenzione.
Significa credere davvero nella letteratura e nei lettori.
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Jean-Yves Le Borgne
è uno dei più noti avvocati penalisti francesi. Figura di riferimento del mondo giudiziario e voce autorevole del dibattito giuridico d’Oltralpe, ha pubblicato saggi di rilievo come La garde à vue: un résidu de barbarie (2011), Changer la justice (2017) e Accusés, levez-vous (2022), nei quali indaga i limiti e le contraddizioni della giustizia contemporanea. Libertà colpevole (2025) è il suo primo romanzo.