L’inferno che è dentro di me




‎ Antonio Fusco


Sinossi. È la sera dell’Epifania a Valdenza. In piazza del Duomo famiglie con bambini attendono la discesa della Befana dal campanile, tra luci, risate e promesse di dolci. A pochi metri da lì, in un vicolo buio, una donna viene strangolata. Nella sua borsa, la polizia trova un foglio con una filastrocca e una sequenza di lettere e numeri che potrebbe essere un messaggio cifrato. Quando emergono altri corpi, uccisi con lo stesso rituale, il commissario Casabona capisce subito che non si tratta di un delitto isolato. L’indagine lo conduce verso un luogo che la città ha cercato di dimenticare: l’ex ospedale psichiatrico abbandonato sulle colline, dove decenni prima si sono consumati orrori che venivano fatti passare per cure. Sembra che qualcuno stia regolando conti antichi. Qualcuno che conosce la verità su ciò che è accaduto e dissemina indizi affinché quei segreti vengano finalmente portati alla luce. Mentre insegue l’assassino, Casabona dovrà fare i conti con il ritorno della malattia di Francesca, la donna da cui si è separato ma che non ha mai smesso di amare, e con l’arrivo di una giovane collega da Roma, i cui silenzi rivelano molto più delle sue parole. Cosa lega vittime che non si sono mai conosciute? Chi è il bambino che ha disegnato il proprio inferno sulle pareti di una cella? E soprattutto: quando la legge tace per troppo tempo, chi ha il diritto di farsi giustizia?


Autore: Antonio Fusco

Editore: Giunti Editore

Genere: Poliziesco

Pagine:  312

Anno di pubblicazione: 2026

 Recensione

di

Agnese Manzo


Il male, si sa, soprattutto se ripetuto, gratuito, mai espiato, lascia tracce.  Lunghe tracce che possono trascinarsi per anni, sino al punto di apparire sbiadite, quasi in procinto di cancellarsi e svanire,  lasciando che voci, urla e disperazione di vittime innocenti si spengano nel silenzio, inascoltate, fino a cadere per sempre nell’oblio.

Altre volte, invece, a risvegliare il ricordo di stagioni da incubo di cui neanche si sapeva di serbare memoria basta poco, pochissimo: il suono di accordi struggenti suonati da un pianoforte, i versi ingenui di una filastrocca per bambini, ed ecco che si ricompongono nella mente  immagini che  sarebbe stato meglio dimenticare.

Poche note musicali, il ritmo cantilenante di strofe  infantili e senza senso, basteranno a a far sì che nei pensieri di un bambino ormai cresciuto rinascano i suoni e i colori, e il gelo e l’orrore quotidiano di un’altra età, in cui era inerme e indifeso. Ricordi che reclamano attenzione, crescono, diventano ossessione, lievitano sempre più, si dilatano.

Ricordi che lo spingono a indagare, a non fermarsi sin quando non avrà ricostruito la sua storia e avrà scoperto la verità sul suo passato. Ma per una personalità formatasi in una realtà così particolare non sarà facile padroneggiare il rancore e il senso di privazione.

Sarà quasi inevitabile che diventi preda di un divorante desiderio di vendetta, e che ben presto emetta il suo verdetto: i responsabili di ciò che gli è accaduto dovranno essere puniti con la morte, poco importa se il passato, ormai, non si può cambiare.

Ha inizio così una crudele serie di omicidi, una scia di sangue che sembra non avere fine, e che turberà il sonno del commissario Casabona, che dovrà inoltrarsi in un passato molto remoto per riuscire a ricostruire il percorso che ha condotto alla nascita di un assassino.

Scoprirà l’inferno in terra che era diventato l’ex ospedale psichiatrico del paese; ma non vi è rimedio per ciò che è accaduto, e aggiungere  al male antico altro male non servirà a restituire alle vittime ciò  che è stato loro sottratto: la gioventù, l’innocenza, la libertà, l’amore.

Con umanità e intuito, Casabona dovrà impegnarsi a fondo per spezzare  questa triste e inutile catena di delitti, che solo la disperazione di un bambino tradito poteva ritenere una forma di tardiva giustizia.

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Antonio Fusco


è nato a Napoli nel 1964 e vive a Pistoia, dove è funzionario della Polizia di Stato. Laureato in Giurisprudenza e Scienze delle pubbliche amministrazioni,  si occupa dal 2000 di casi di polizia giudiziaria in Toscana, ed è criminologo forense.  Ha esordito nella narrativa nel 2014 con il romanzo noir Ogni giorno ha il suo male introducendo il personaggio del commissario Tommaso Casabona protagonista al 2020 di sei indagini. Con La pietà dell’acqua ha vinto nel 2016 la quinta edizione del Premio Mariano Romiti.