L’inganno di Magritte




Un nuovo caso

per

l’avvocato Meroni


Sinossi. La vita in carcere non è mai facile, ma se sei donna, se dividi la cella con la tua bambina di cinque anni e se sul verdetto c’è scritto “fine pena mai”, la prigione diventa l’immagine stessa dell’inferno. Ed è per sottrarre lei e sua figlia a quel destino di dannazione che Giacomo Meroni accetta di difendere in appello Nina Shakirova, accusata di aver ucciso il ricco consorte. La donna si è sempre dichiarata innocente e continua a sostenere che il marito si è avvelenato in un gesto di disperazione: peccato che i giudici non le abbiano creduto e che tutto lasci pensare a un omicidio camuffato da suicidio. L’avvocato che ha difeso Nina in primo grado ha operato con la diligenza di uno scolaretto, ma senza quell’amore per la verità che da sempre anima Giacomo. Così tocca a lui mettersi alla ricerca di prove che scagionino la giovane donna; ma siamo nel 2020 e tutto si complica all’improvviso. Il covid-19 riporta gli umani alle loro antiche paure e la data del 9 marzo mette tutti di fronte a una realtà mai sperimentata e a una parola inedita: lockdown. Anche se nulla si può fermare davvero: Rossana, la moglie di Giacomo, deve continuare a preparare i suoi studenti per l’esame di maturità, Giulia, la praticante di studio, deve fare i conti con il suo primo processo d’appello e Giacomo deve provare che Nina è innocente. Ma nella città deserta e atterrita, cercare la verità può essere molto pericoloso.

Autori: Perissinotto & D’Ettorre 

Editore: Mondadori

Genere: legal thriller

Pagine: 285

Anno edizione: 2025

 Recensione

di

Antonella Di Fabio


In una Torino deserta e silenziosa in cui la vita risulta sospesa per il lockdown imposto a causa della pandemia da covid-19 l’avvocato Giacomo Meroni tenta di sottrarre alla prigione una giovane donna accusata di omicidio e la sua bambina.

Il caso è complesso e nasconde insidie e trabocchetti ma Meroni è un avvocato con un passato da carabiniere e accanto al senso della giustizia conserva intatto il gusto della verità.

Aiutato dall’assistente Giulia e dalla moglie Rossana riesaminerà ogni particolare della vicenda svelando l’inganno che si cela dietro una messinscena ben orchestrata.

È l’inganno di Magritte che disegna una pipa, che assomiglia in tutto e per tutto a una pipa vera. Ma mentre qualsiasi pittore iperrealista avrebbe enfatizzato la somiglianza con il vero, con l’oggetto reale, lui ci scrive sotto “Questa non è una pipa”; sottintendendo: quel disegno è un inganno, non lasciatevi ingannare dalle immagini, le immagini non sono la realtà.

Giacomo vuole riparare quella che ai suoi occhi appare un’ingiustizia perché questo è il compito di un avvocato penalista. Si immerge nelle indagini con il suo animo da carabiniere e con tenacia e determinazione tesse la trama di un appassionante processo che lo vedrà trionfare.

All’indagine si affianca la vicenda personale in una sorta di storia parallela che lo vede ossessionato alla ricerca del pirata della strada che anni prima ha costretto sulla sedia a rotelle l’amata Rossana.

Un legal thriller ben orchestrato in cui gli autori sanno creare una narrazione fluida e coinvolgente che prende per mano il lettore introducendolo nel mondo complesso ed affascinante della giurisprudenza.

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Perissinotto & D’Ettorre 


Alessandro Perissinotto: (Torino, 1964), professore di Storytelling all’Università di Torino, ha esordito nel 1997 con il romanzo poliziesco L’anno che uccisero Rosetta (Sellerio), al quale hanno fatto seguito numerose opere che hanno attraversato diversi generi letterari e sono state tradotte in molti paesi europei e in Giappone. Con Piemme ha pubblicato Semina il vento (2012), Le colpe dei padri (2013, secondo classificato al premio Strega), Coordinate d’Oriente (2014) e Quello che l’acqua nasconde (2017). Con Mondadori ha pubblicato Il silenzio della collina (2019, vincitore del premio internazionale Lattes Grinzane), La congregazione (2020). Insieme all’avvocato Piero d’Ettorre ha dato vita, sempre per Mondadori, alla serie di legal thriller con protagonista Giacomo Meroni (Cena di classe, 2022, e Il figliol prodigo, 2023).

Piero D’Ettorre: (Torino, 1965), avvocato penalista patrocinante in Cassazione, è socio di un importante studio torinese. In trent’anni di professione ha guardato dentro le profondità oscure della Giustizia e ha visto vicende di incredibile umanità. Adesso ha deciso di raccontarle, prestando la sua esperienza all’avvocato Meroni.