L’internato




‎ Sebastian Fitzek


Sinossi.

Un bambino è scomparso.

È trascorso un anno.

Chi potrebbe sapere la verità tace.

Till Berkhoff è condannato all’atroce agonia di non sapere cosa sia successo davvero a suo figlio. Il piccolo Max è svanito nel nulla ormai da un anno, e senza un colpevole, una sentenza, una verità che possa restituire pace o giustizia, il dolore dei suoi genitori è diventato insopportabile. Un uomo, recluso in un ospedale psichiatrico dopo aver confessato due orribili infanticidi, potrebbe essere responsabile anche della scomparsa di Max, ma non sarà facile ottenere la sua confessione. Quando ogni pista si esaurisce, quando le indagini si arenano in uno straziante silenzio, nella mente di Till si profila un’idea tanto audace quanto inquietante: l’unica speranza di ottenere la verità… è guardare in faccia l’orrore.

Tra i corridoi claustrofobici di una clinica psichiatrica di massima sicurezza, il confine tra verità e follia si assottiglia pericolosamente. E più Till si addentra in questo universo disturbante più è costretto a chiedersi quanto è disposto a sacrificare per trovare le risposte che cerca.

L’internato è un viaggio tra gli abissi della psiche umana, l’odissea emotiva di una mente in fuga dai propri mostri. Con il ritmo incalzante e i colpi di scena che lo hanno reso uno dei maestri del thriller psicologico moderno, Sebastian Fitzek intesse una trama che tiene il lettore costantemente con il fiato sospeso, giocando con le paure più profonde di ognuno di noi e con l’irresistibile anelito alla verità che abita la nostra anima.


Autore: Sebastian Fitzek

Editore: Fazi Editore

Genere: Thriller

Pagine: 360

Anno di pubblicazione: 2026

 Recensione

di

Sabrina Russo


“Signor Berkhoff, crede che Guido Tramnitz abbia ucciso anche suo figlio Max? Secondo lei confesserà l’omicidio? Che cosa farebbe all’imputato, se avesse la possibilità di incontrarlo?”

Immaginate di essere la madre o il padre di un bambino scomparso e di sapere che la persona responsabile (ma nonintenzionata a confessare i reali accadimenti) sia al momento rinchiusa in un ospedale psichiatrico. 

Che cosa fareste, a questo punto? 

Scegliereste di diventare voi stessi un internato per avvicinarvi al killer

E’ questo il quesito che non lascerà scampo al protagonista del nuovo romanzo di Sebastian Fitzek, “L’internato”.

Till Berkhoff è un padre la cui vita sembra non avere più nessun senso dal momento in cui il figlio Max è scomparso. Dopo un anno di ricerche, solo il silenzio è ciò che resta di un ‘indagine ormai agli sgoccioli. Sarà la disperazione di un padre a condurlo tra le inespugnabili mura della Steinklinik, edificio isolato su una penisola del lago di Tegel, dove risiedono alcune tra le menti più pericolose e violente della Germania.

Questa sarà l’ultima possibilità, l’ultimo disperato tentativo di dare pace a cuore e anima, “definendo” il destino capitato al piccolo Max, così da poter finalmente scrivere la parola fine.

“Lo so che è morto. Ma io devo vedere il suo corpo, lo devo seppellire, capisci? Devo avere la certezza!”.

La clinica psichiatrica è un luogo che si respira, si percepisce come elemento fondamentale della narrazione: assume sembianze umane, trasmette ansia, angoscia, i muri si stringono attorno al lettore fino quasi a togliere il respiro. 

Il protagonista, Till, vive sensazioni raccapriccianti, non lesina sulla sua sorte, non accetta sconti, nessun dolore, sia fisico che psicologico, sembra porre limiti alla sua estenuante ricerca della verità

Sarà, infatti, la sofferenza profonda, totalizzante, sia interiore che esteriore, a definire questo thriller psicologico duro, a tratti spietato, che mette a nudo e in primo piano la disperazione e l’amore incondizionato di un genitore per il proprio figlio.  

“Dopo quella telefonata Till era sicuro che sarebbe riuscito a sopportare qualunque sofferenza si fosse presentata sulla sua strada verso la vendetta”.

I personaggi sembrano voler celare la loro identità, trasmettendo dubbi e una costante sensazione di mistero in un perfetto amalgamarsi di realtà e finzione, fino all’incredibile, inaspettato colpo di scena in cui colpevoli e innocenti saranno costretti a mostrare il loro vero volto, giocare finalmente a carte scoperte. 

Si riuscirà a scorgere un flebile spiraglio di luce alla fine del tunnel?

Fitzek magistralmente amalgama una trama dal ritmo incalzante ad una costante suspense che terrà il lettore con il fiato sospeso, in un susseguirsi di paura, violenza, angoscia, tormento

Un viaggio disperato nei reconditi meandri della psiche umana, nel tentativo di estromettere il mostro che vi si è stabilito, impedendo così di porre un limite al dolore e accantonare, anche solo momentaneamente, l’atroce patimento del passato.

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Sebastian Fitzek


è autore di una serie di romanzi (genericamente definibili psychothriller) di incredibile successo. I suoi libri sono tradotti in tutto il mondo. Tra i titoli in edizione italiana ricordiamo Il ladro di anime (Elliot, 2009), Il bambino (Elliot, 2009), La terapia (Rizzoli, 2007 – Elliot, 2010), Schegge (Elliot, 2010), Il gioco degli occhi (Elliot, 2011), Il cacciatore di occhi(Einaudi, 2012), Il sonnambulo (Einaudi, 2013), Noah (Einaudi, 2014), Portami a casa (Fazi, 2024), Mimica (Fazi 2025), L’internato (Fazi 2026).