L’orizzonte della notte




Gianrico Carofiglio


Sinossi. Un romanzo poderoso e commovente sulla ricerca della felicità. Una donna ha ucciso a colpi di pistola l’ex compagno della sorella. Legittima difesa o omicidio premeditato? La Corte è riunita in Camera di Consiglio. In attesa della sentenza l’avvocato Guerrieri ripercorre le dolorose vicende personali che lo hanno investito nell’ultimo anno. E si interroga sul senso della sua professione, sull’idea stessa di giustizia. Un’avventura processuale enigmatica, dal ritmo impareggiabile, che si intreccia a un’affilata meditazione sulla perdita e sul rimpianto, sulle inattese sincronie della vita.

«Non so dire se avessi deciso già quella mattina, al momento di andare in tribunale, che sarei rimasto in aula ad aspettare la sentenza. Forse sì o forse no. Mi sedetti sulla sedia del pubblico ministero, su quella di un giudice popolare, su quella del presidente, poi entrai nella gabbia degli imputati. Per vedere il mondo attraverso le sbarre».


Autore: Gianrico Carofiglio

Editore: Einaudi

Genere: giallo legale

Pagine: 288

Anno di pubblicazione: 2026

 Recensione

di

Silvana Meloni


L’orizzonte della notte è l’ultimo romanzo, pubblicato in cartaceo dalla Einaudi, di Gianrico Carofiglio. In realtà una prima edizione eBook era già stata pubblicata nel 2024. Non so se il romanzo, in questa edizione, abbia subito modifiche o se l’editore abbia rinnovato soltanto la copertina. In ogni caso la recensione riguarda l’ultima edizione.

Un romanzo un po’ diverso dagli altri della serie dell’avv. Guido Guerrieri, maggiormente orientato sugli aspetti psicologici che sul legal crime.

Infatti, si sviluppa su due piani paralleli: l’introspezione del protagonista, attraverso le sedute con il suo psicoanalista (dal nome emblematico, Carnelutti, come il famoso giurista), e lo svolgimento di un processo per omicidio.

Lo sviluppo è quello del dualismo junghiano tra luce e ombra, tra rifiuto o accettazione di tutti i lati della nostra personalità, anche la parte più buia che non ci piace e che, per tutta la vita, abbiamo cercato di nascondere, soprattutto a noi stessi.

Ci troviamo dunque immersi nel dolore di un momento di crisi psicologica di Guerrieri, crisi che nasce dal percepire un “vuoto di senso” della sua esistenza.

Guerrieri è alla soglia dei sessant’anni, momento di bilancio della vita passata e di dubbi su un futuro che, ovviamente, non può che avere meno chances, anche in virtù di una banale conta degli anni che restano da vivere. Ecco che incombe la paura, paura della morte innescata dalla lettera d’addio di una sua vecchia amica, e il crollo psicologico che lo porta a iniziare la terapia col dott. Carnelutti.

Il processo che ci viene raccontato si muove sulla stessa linea di sviluppo: nell’analisi della personalità dell’imputata che, nonostante le risultanze dell’indagine, non appare mai sicuramente colpevole, ma neanche sicuramente innocente. Si cammina su un filo teso tra due burroni, nella tensione che un passo falso potrebbe far precipitare la situazione da una parte o dall’altra. Peraltro, la vittima è una pessima persona mentre l’imputata è proprio una brava persona. Ancora dualismo tra luce e ombra.

A me il romanzo è piaciuto, ma dirò di più. Ho empatizzato assai col protagonista: anche io, qualche anno fa, ho attraversato un momento di “vuoto di senso” e, peraltro, facevo la sua stessa professione, l’avvocata. Non so se sia un percorso comune a tutte le persone che hanno conferito alla propria professione il ruolo del centro dell’esistenza, o se è la crisi che, arrivati a una certa età, colpisce tutti noi. Superata la mezza età, l’approssimarsi della fine del percorso, i figli che crescono e la riduzione delle necessità di accudimento familiare, è quasi un obbligo il chiedersi se è ancora valido l’entusiasmo professionale che ci ha mosso per tanti anni.

Io ho risolto il mio vuoto di senso rivoluzionando la mia vita.

Non vi racconterò se e come Guido Guerrieri ha risolto i suoi problemi, né come è andato alla fine il processo che ci ha raccontato. Per saperlo dovrete leggere il romanzo.

Un romanzo che, come nello stile di Carofiglio, si snoda con un linguaggio lineare e semplice anche se sviluppa concetti piuttosto complessi, sia dal pinto di vista giuridico che psicologico.

Lettura consigliata, a mio avviso, per un pubblico non più giovane, che apprezzi l’introspezione psicologica oltre che la trama del legal crime.

Gianrico Carofiglio


già Magistrato e parlamentare della Repubblica italiana, ha scritto racconti, romanzi, saggi. I suoi libri, sempre in vetta alle classifiche dei best seller, sono tradotti in tutto il mondo. Ha creato il popolarissimo personaggio dell’avvocato Guido Guerrieri. Per Einaudi ha pubblicato il racconto La doppia vita di Natalia Blum raccolto nell’antologia Crimini italiani (Stile libero 2008), Cocaina, con Massimo Carlotto e Giancarlo De Cataldo (Stile libero 2013 e e Super ET 2014), Una mutevole verità (Stile libero 2014, Super ET 2016 E Super ET 2018, Premio Scerbanenco), La regola dell’equilibrio (Stile libero 2014, Super ET 2016 e Super ET 2018), Passeggeri notturni(Stile libero 2016 e Super ET 2017), L’estate fredda (Stile libero 2016 e Super ET 2018),Le tre del mattino (Stile libero 2017 e Super ET 2019), La versione di Fenoglio (Stile Libero 2019 e Super ET 2020), La misura del tempo (Stile Libero 2019 e Super ET 2022),Rancore (Stile Libero 2022 e Super ET 2023), Non esiste saggezza. (Edizione definitivaStile Libero 2020 e Super ET 2022) e L’orizzonte della notte (Stile Libero 2024 e Super ET 2026). Sempre per Einaudi, ha inoltre pubblicato, con Francesco Carofiglio, il graphic novel Cacciatori nelle tenebre (2022), con Giorgia Carofiglio, L’ora del caffè. Manuale di conversazione per generazioni incompatibili (2022 e 2024) e Elogio dell’ignoranza e dell’errore (2024).