L’Orso della California




‎ Duane Swierczynski


Sinossi. IL “KILLER”: Jack Queen è stato scagionato e scarcerato grazie all’agente in pensione della polizia di Los Angeles Cato Hightower

L’EX POLIZIOTTO: Cato Hightower, poliziotto in pensione, ha in mente una missione speciale per l’ex detenuto…

LA RAGAZZA DETECTIVE: Matilda Finnerty, 15 anni in ospedale per una leucemia improvvisa, vuole scoprire se il padre Jack è davvero un assassino;

GENE JEANIE: Jeanie, l’ex moglie di Hightower, genealogista curiosa e coraggiosa, sta per scatenare la sanguinosa ira di…

…L’ORSO DELLA CALIFORNIA, un serial killer inafferrabile e spietato, tornato a uccidere dopo un lungo letargo. Questa volta, non si accontenterà di sfuggire alla giustizia..


Autore: Duane Swierczynski

Traduzione: Stefano Ternavasio

Editore: TimeCrime

Genere: Thriller

Pagina: 389

Pubblicazione: 2026

 Recensione

di

Giusy Ranzini


C’è qualcosa di profondamente disturbante nei thriller che non si limitano a raccontare una caccia al serial killer, ma scavano nelle crepe emotive dei personaggi fino a renderli vulnerabili quanto le vittime. Questa storia appartiene esattamente a quella categoria: un noir feroce, stratificato, dove nessuno può davvero considerarsi innocente e dove il passato torna a reclamare il sangue che gli spetta.

Il primo grande merito del romanzo è la costruzione dei personaggi.

Jack Queen, “il killer” appena scarcerato, sfugge subito alla figura stereotipata del colpevole redento. È ambiguo, stanco, rabbioso, e il suo rapporto con Cato Hightower, il poliziotto in pensione che lo ha aiutato, diventa il motore morale della vicenda. Non c’è amicizia tra loro, né fiducia: solo debiti, sospetti e necessità reciproca. Ed è proprio questa tensione costante a rendere ogni dialogo una potenziale esplosione.

Ma la vera sorpresa è Matilda. La giovane detective, quattordicenne e malata di leucemia, evita miracolosamente il rischio di diventare un personaggio costruito per suscitare pietà. Al contrario, è il cuore lucido e ostinato del romanzo. La sua indagine personale sulla colpevolezza del padre aggiunge una dimensione intima e devastante alla storia. Ogni sua scelta pesa il doppio, perché il tempo potrebbe esserle nemico.

Anche Jeanie Hightower è scritta con grande intelligenza: una genealogista che ricostruisce il passato degli altri ma non riesce a salvare il proprio presente. Il simbolismo dietro il suo mestiere funziona perfettamente e si intreccia con il tema centrale del libro: l’eredità della violenza. Nessuno qui riesce davvero a sfuggire alla propria storia familiare o alle conseguenze delle proprie omissioni.

E poi c’è lui: l’Orso della California. Un serial killer che aleggia sul romanzo come una leggenda maledetta, quasi una creatura mitologica più che un uomo. Il ritorno di questo assassino dopo quarant’anni trasforma il thriller investigativo in qualcosa di ancora più inquietante: una riflessione sul male che sopravvive al tempo, cambia pelle e aspetta pazientemente il momento giusto per tornare.

Lo stile punta su capitoli serrati, cambi di prospettiva e una tensione continua, con atmosfere da crime americano classico contaminate da un’oscurità moderna e psicologica. La sensazione dominante è quella di una discesa progressiva nell’incubo, dove ogni risposta apre una ferita nuova.

Ho apprezzato molto, il modo in cui l’autore gioca con il dubbio:

chi sta dicendo la verità?

Jack è davvero innocente?

E soprattutto: quanto male può sopravvivere nascosto dentro una comunità prima di tornare a divorarla?

Un thriller cupo, cinematografico e umano, che mescola l’intensità emotiva dei drammi familiari con la brutalità dei migliori serial killer novel. Una storia che non promette eroi, ma soltanto sopravvissuti.

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‎ Duane Swierczynski


(Filadelfia, 22 febbraio 1972. È celebre per i suoi thriller dal ritmo serrato (hardboiled e pulp), per i fumetti Marvel e DC, e per le collaborazioni con James Patterson.