Robert Dugoni
Traduttore: Roberta Marasco
Editore: Indomitus Publishing
Genere: Thriller
Pagine: 476
Anno edizione: 2025

Sinossi. L’ex agente della CIA Charles Jenkins è un uomo a un bivio: poco più che sessantenne, ha una famiglia, un bambino in arrivo e un’attività di consulenza sulla sicurezza sull’orlo della bancarotta. Quando il suo ex capo si presenta a casa sua con un nuovo rischioso incarico – viaggiare sotto copertura a Mosca e localizzare un agente russo che si ritiene stia uccidendo i membri di una cellula americana clandestina di spionaggio conosciuta come le sette sorelle – Jenkins, alla disperata ricerca di denaro, accetta la missione e si dirige nella capitale russa. Ma una volta trovato l’agente che ha architettato gli omicidi – l’ottava sorella – realizza che non si tratta minimamente di chi o cosa è stato portato a credere. Peggio ancora, nessuno è ciò che sembra in questo mortale gioco del gatto col topo.
Inseguito da un tenace ufficiale dell’intelligence russa, Jenkins tenta un’audace fuga attraverso il Mar Nero, solo per ritrovarsi abbandonato dall’Agenzia per cui presta servizio.
Con la propria famiglia e libertà a rischio, Jenkins si troverà impegnato in una disperata lotta per sopravvivere. Lotta che lo porterà contro il suo stesso paese.
Recensione
di
Giusy Ranzini
Robert Dugoni, maestro del thriller giudiziario e del crime investigativo, si cimenta iin un’opera che fonde spionaggio, politica internazionale e tensione emotiva, dando vita a un romanzo avvincente e sorprendente, capace di tenere il lettore incollato dalla prima all’ultima pagina. Con questo libro, l’autore inaugura una nuova serie con protagonista Charles Jenkins, ex agente CIA, uomo ordinario travolto da eventi straordinari.
Il protagonista, Jenkins, è descritto fin dalle prime pagine come un uomo segnato dal tempo e dalle scelte del passato. Ha lasciato la vita da spia, si è costruito una famiglia, una casa, e ha avviato un’attività di consulenza che però si trova sull’orlo del fallimento. Questo elemento rende Jenkins immediatamente umano e vicino al lettore: è un uomo che cerca di proteggere ciò che ama, ma si ritrova costretto a fare i conti con le sue vecchie vite e con dilemmi morali sempre più complicati.
Quando il suo ex superiore bussa alla sua porta con una proposta apparentemente semplice ma pericolosa – recarsi in Russia per identificare un traditore all’interno di una rete segreta di spionaggio americana nota come “Le sette sorelle” – Jenkins accetta, spinto non da eroismo ma dal bisogno disperato di denaro. E qui comincia un viaggio oscuro, intricato, che mette a nudo le ambiguità del mondo dello spionaggio: le alleanze sono labili, la verità è manipolata, e ogni decisione può costare la vita.
La Russia descritta da Dugoni è fredda, grigia, ostile, e attraverso una narrazione ricca di dettagli l’autore riesce a restituirci la sensazione di claustrofobia e pericolo costante. I movimenti di Jenkins sono seguiti da vicino da un agente dell’FSB (i servizi segreti russi), figura implacabile che sembra sempre un passo avanti. Ma è proprio in questo gioco del gatto col topo che emerge la vera forza del libro: la tensione narrativa è costante, il ritmo serrato, e i colpi di scena – mai gratuiti – si susseguono con maestria.
Il titolo, L’ottava sorella, si rivela essere una chiave narrativa fondamentale: la figura che Jenkins deve scovare si dimostra essere molto diversa da quella che gli è stata descritta. Dugoni gioca abilmente con le aspettative del lettore, capovolgendo più volte la percezione di chi sia il nemico, chi l’eroe, chi il traditore. È un racconto in cui la verità è mutevole, manipolabile, e le istituzioni che dovrebbero proteggere i propri agenti non esitano a sacrificarli quando politicamente conveniente.
Una delle parti più intense del romanzo è la fuga di Jenkins attraverso il Mar Nero – una sequenza ad alta tensione che ricorda i migliori momenti della spy fiction classica. Ma la vera svolta arriva quando, tornato negli Stati Uniti, Jenkins scopre di essere stato abbandonato dalla CIA e accusato di tradimento. Il romanzo assume allora i toni di un legal thriller, in cui l’ex agente deve difendersi non solo dai nemici esterni, ma anche dal sistema che lo ha usato e poi scaricato.
In questa seconda parte, Dugoni dimostra ancora una volta la sua abilità nel trattare tematiche giudiziarie con precisione e coinvolgimento, portando il lettore dentro le dinamiche di un processo che sembra scritto per condannare, non per fare giustizia. Qui emerge un altro livello del romanzo: non solo azione e intrigo, ma anche riflessione sulle contraddizioni del patriottismo, sul prezzo della lealtà, e sull’abuso di potere da parte delle istituzioni.
L’ottava sorella è un thriller elegante e intenso. Dugoni costruisce una trama intelligente, credibile e profondamente umana, in cui il protagonista si muove in un mondo ambiguo, dove non esistono buoni e cattivi netti, ma solo persone con motivazioni spesso inconfessabili. Charles Jenkins è un personaggio destinato a lasciare il segno: non un eroe invincibile, ma un uomo che sbaglia, soffre, e lotta con tutto se stesso per fare la cosa giusta.
Consigliato a chi ama i thriller di spionaggio con un’anima, a chi cerca storie in cui l’azione si accompagna a un’autentica profondità emotiva, e a chi non si accontenta di una semplice caccia al colpevole, ma vuole esplorare le zone grigie del potere e della coscienza.
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Robert Dugoni
Robert Dugoni è autore di numerosi thriller di successo. I suoi libri sono stati paragonati a quelli di Scott Turow e Nelson DeMille ed è stato definito “il re indiscusso del legal thriller” e “l’erede al trono letterario di Grisham”. Il primo romanzo della serie di Tracy Crosswhite, Non ho paura del buio, è stato in vetta alla classifica di Amazon e fra i bestseller del New York Times e del Wall Street Journal, ed è stato definito uno dei migliori thriller dal Library Journal e da Suspense Magazine.