L’ultimo incarico




‎ a Parigi


Sinossi. Parigi, fine anni ’30. Madeleine Grant, giovane londinese brillante e idealista, crede di aver trovato la felicità tra le braccia di Giles Martin, giornalista francese e uomo di grande carisma. Insieme crescono il loro bambino, Olivier, sotto il cielo della Ville Lumière. Ma quando le ombre della guerra si allungano sull’Europa, la loro vita va in frantumi.
Giles sceglie di restare a combattere nella Resistenza. Madeleine, costretta a fuggire in Inghilterra con il figlio, si rifugia nella fragile illusione della normalità. Finché la tragedia non bussa con violenza alla sua porta: Olivier viene portato via in un istante e con lui ogni certezza. Ma Madeleine non è fatta per arrendersi. Quando il ministero britannico le offre un incarico clandestino nella Francia occupata, accetta senza esitare. Il dolore si fa forza. La speranza si fa arma. E la vendetta diventa missione. In una Parigi spezzata dalla paura, Madeleine affronterà il tradimento, la crudeltà dei nazisti e il peso insostenibile della memoria. Ma ogni passo che compirà la avvicinerà alla vendetta. E, forse, alla possibilità di ritrovare almeno Giles.


Autore: Rhys Bowen

Traduzione: Roberta Maresca

Editore: Indomitus Publishing

Genere: Romanzo storico, spionaggio

Pagine: 446

Anno di pubblicazione: 2026

 Recensione

di

Salvatore Argiolas


Rhys Bowen è una brava giallista di cui avevo apprezzato tempo fa “Evan Evans e la miniera stregata” e di cui ho alcuni Gialli Mondadori della serie di Lady Georgiana.

“L’ultimo incarico a Parigi” è invece un romanzo storico, genere in cui è particolarmente versata, con diversi inserti spionistici.

La protagonista di questo libro ambientato prima e durante la Seconda Guerra Mondiale è la giovane Madeleine Grant, figlia di un inglese e di una francese che si reca a Parigi per un periodo di  perfezionamento alla Sorbona all’inizio degli anni Trenta.

La “Ville Lumiere” nel primo dopoguerra è una città affascinante e tentatrice, specie per una ragazza che viene dall’Inghilterra e che ha sempre tenuto un comportamento molto rispettoso delle regole sociali non scritte.

Madeleine nel primo mese pensa solo a studiare e a rendere il padre, vedovo e risposato con una donna piuttosto velenosa,  orgoglioso della figlia, pupilla dei suoi occhi ma, incontrando un giovane disinvolto e amante della vita, si trova di fronte a una scelta e decide di seguire l’istinto e amare Giles Martin, uomo forte e volitivo, impegnato in politica ma non molto fedele.

Quando nasce un bambino, Olivier, tutto cambia e, malgrado le difficoltà quotidiane, tutto pare andare molto bene, finché scoppia la guerra, mostro dagli occhi di bragia, che sconvolge la vita di milioni persone e Madeleine scappa in Inghilterra con il figlioletto mentre il marito si impegna nella lotta partigiana.

Per le donne la guerra è un periodo in cui possono esprimere il loro effettivo valore in quanto molti posti restano scoperti dai richiami bellici degli uomini riservisti e volontari per cui si aprono molti spiragli di nuove e impegnative carriere.

La vita però ha riservato a Madeleine tragiche circostanze in quanto viene informata della morte del figlio Olivier in seguito al bombardamento tedesco del treno su cui viaggiava per mettersi in salvo.

Madeleine si trova allo sbando, con il marito in Francia di cui non ha più notizie, con una situazione familiare ricca di tensioni con la nuova moglie del padre e con il dolore lancinante della morte del figlio perde ogni voglia di lottare, ma quando i servizi segreti la contattano per una pericolosa missione in Francia, visto che conosce la lingua e ha vissuto per diversi anni a Parigi, accetta anche per vendicare Olivier.

Sottoposta a un durissimo addestramento non desiste anche perché ha il sogno segreto di ritrovare Giles, il suo grande amore parigino che alcune voci non confermate danno ancora vivo.

Coronando con successo il corso di training, dove stringe un forte legame, forgiato dalle difficoltà, con alcune donne che hanno il suo stesso destino, Madeleine viene inviata nella Francia occupata dai nazisti per fungere da osservatrice, messaggera e punto di riferimento per i partigiani che stanno organizzando la lotta armata.

Sulle prime il suo compito viene svolto con notevoli risultati ma in seguito a una soffiata  subirà una svolta drammatica e solo con un aiuto inaspettato riuscirà a capovolgere il destino e diventare da preda a cacciatrice.

“L’ultimo incarico a Parigi” ha come protagonista una donna che le circostanze fanno diventare forte, determinata e incrollabile ed è un simbolo per riconoscere il giusto valore a tutte le donne che durante la Seconda Guerra Mondiale hanno lavorato dietro le trincee e anche in missioni spionistiche come quelle di Madeleine ma anche nelle fabbriche, in tutte le posizioni rimaste sguarnite dall’afflusso continuo di soldati nelle zone calde del conflitto per poi alla fine della guerra ritrovarsi senza quel riconoscimento che avevano meritato per tornare alle occupazioni precedenti.

Rhys Bowen nel suo romanzo mette bene in evidenza quanto dura e pericolosa fosse la vita durante la Seconda Guerra Mondiale e quanto lo spirito indomabile di uomini e donne, con coraggio e resilienza sia riuscito a sconfiggere l’orda nazista che sembrava inarrestabile e attraverso la figura di Madeleine partecipiamo a una crescita di consapevolezza e di autostima che le consentono di compiere azioni che non avrebbe mai neanche pensato di poter fare.

Parallelamente si svolge una sottotrama ambientata in Australia che mette in luce fatti e comportamenti criminali nelle “fattorie” di riabilitazione che l’autrice ha romanzato ricavandole da tante testimonianze e resoconti giornalistici.

“L’ultimo incarico a Parigi” ha il fascino delle storie personali che incontrano e si intrecciano alla grande Storia dove una cornice tragica come la Seconda Guerra Mondiale contiene tanti drammi e itinerari di vita, che mostrano coraggio e viltà dell’animo umano, capace sempre delle migliori azioni come dei più turpi comportamenti.

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Rhys Bowen


è autrice bestseller del New York Times, nota per le sue serie di gialli storici e per romanzi storici tradotti in oltre 30 lingue. Nata a Bath e formata alla London University, oggi vive tra California e Arizona. Ha ricevuto nomination per tutti i principali premi del mystery e ne ha vinti venti, tra cui cinque Agatha.

Scrive due serie molto diverse:

Molly Murphy Mysteries, ambientata nella New York di inizio Novecento, con protagonista un’immigrata irlandese; una serie complessa e pluripremiata, oggi co-scritta con la figlia Clare Broyles.

Lady Georgie, più leggera e ironica, segue una nobile squattrinata durante la Grande Depressione, con tono brillante e satira del sistema delle classi britannico.

Le sue prime esperienze in Galles hanno ispirato la serie dedicata al constable Evans, ambientata a Snowdonia.