Mandorla amara 




Cristina Cassar Scalia 


Sinossi. Sette cadaveri su uno yacht alla deriva. Causa della morte, avvelenamento. Un delitto quanto mai insolito che spalanca un abisso di ipotesi, sospetti e stranezze in cui Vanina Guarrasi, nonostante il difficile momento personale, è pronta a calarsi. È una calda mattina di luglio quando l’avvocata Maria Giulia De Rosa e il medico legale Adriano Calí, usciti per una gita in mare, ascoltano alla radio un avviso della capitaneria di porto: nelle acque in cui stanno navigando c’è una grossa imbarcazione che potrebbe trovarsi in difficoltà. Il loro tentativo di soccorso si rivela però inutile, a bordo di quello che è un vero e proprio panfilo sono tutti morti. Calí, con la sua esperienza, ci mette poco a capire che a uccidere quelle persone è stata una dose di cianuro, forse mescolata a del latte di mandorla. E chiama subito l’amica vicequestore. Vanina, che si era allontanata per qualche giorno, rientra immediatamente nel capoluogo etneo per immergersi in un’indagine serratissima. Com’è ovvio, non le mancherà il sostegno del commissario in pensione Biagio Patanè. L’anziano poliziotto stavolta potrà aiutarla solo per telefono: si trova a Palermo accanto all’amata moglie Angelina, che ha appena subito un delicato intervento al cuore.


Editore: Einaudi

Genere: giallo

Pagine: 272

Anno edizione: 2025

 Recensione

di

Antonella Di Fabio


Nel nuovo romanzo, “Mandorla amara”, Cristina Cassar Scalia descrive in maniera magistrale la bellezza della Sicilia e delle sue isole. Leggendo sembra di sentire sulla pelle il caldo sole di luglio, di percepire il rumore del mare e il suo odore salmastro.

Largo spazio viene riservato all’arte culinaria tanto da far venire l’acquolina in bocca. Il territorio diviene protagonista, non solo sfondo della decima indagine di Vanina Guarrasi che si apre con il ritrovamento su uno yacht di sette cadaveri. 

Il medico legale Adriano Calí, con la sua esperienza, ci mette poco a capire che a uccidere quelle persone è stata una dose di cianuro, forse mescolata a del latte di mandorla.

Un delitto quanto mai insolito che spalanca un abisso di ipotesi, sospetti e stranezze in cui Vanina Guarrasi, nonostante il difficile momento personale, è pronta a calarsi.

Sebbene ci siano le premesse per una storia intrigante l’indagine si dipana in maniera prevedibile e poco coinvolgente con un finale sbrigativo che non mi ha soddisfatto completamente.

Il vicequestore Vanina è una donna forte e affascinante. Ha un’anima profonda e dietro i suoi modi burberi nasconde un’anima gentile e comprensiva. È perseguitata dal suo passato che le complica la vita e mette a dura prova la relazione con il magistrato antimafia Paolo Malfitano. 

Non si può smettere di vivere per la paura di morire.

Così le dice l’uomo prima di allontanarsi per una pausa di riflessione.

Le vicende personali di Vanina e i tanti compagni di viaggio con le loro storie e problematiche sono parte integrante delle indagini e danno spessore ai romanzi della Cassar Scalia.

Peccato che in “Mandorla amara” questa parte sia marginale e poco sviluppata.

Nell’insieme il romanzo si legge volentieri. La scrittura fluida e scorrevole è impreziosita dall’uso frequente del dialetto che gli infonde brio e colore. 

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Cristina Cassar Scalia


Cristina Cassar Scalia: è originaria di Noto. Medico oftalmologo, vive e lavora a Catania. Ha raggiunto il successo con i romanzi Sabbia nera (2018 e 2019), La logica della lampara (2019 e 2020), La salita dei Saponari (2020 e 2021), L’uomo del porto (2021 e 2022), Il talento del cappellano (2021 e 2022), La carrozza della Santa (2022 e 2023), Il Re del gelato (2023 e 2025), La banda dei carusi (2023 e 2025), Il Castagno dei cento cavalli (2024 e 2026) e Mandorla amara (2025) – tutti pubblicati da Einaudi – che hanno come protagonista il vicequestore Vanina Guarrasi; da questi libri, venduti anche all’estero, è stata tratta una serie tv per Canale 5. Per Einaudi ha pubblicato anche il romanzo a sei mani Tre passi per un delitto (2020), scritto con Giancarlo De Cataldo e Maurizio de Giovanni, e Delitto di benvenuto. Un’indagine di Scipione Macchiavelli (2025).