Mani sbagliate




‎ Mark Billingham 


Sinossi. In una Blackpool stancamente turistica, teatro di scorribande criminali e rifugio di senzatetto, i detective Declan Miller e Sara Xiu, costretti a lavorare insieme, imparano a conoscersi mentre si trovano a risolvere un caso bizzarro. Due ladri da strapazzo sono entrati in rotta di collisione con il temibile Wayne Cutler, ritrovandosi in possesso di una valigetta che contiene le mani mozzate di un rivale troppo intraprendente. Cutler ha commissionato l’omicidio a un killer metodico, dai mille nomi e con la passione delle liste, che adesso è sulle tracce di uno dei due ladri, il quale pensa bene di consegnare la valigetta a Miller. Inanellando una serie di mosse pericolose e come al solito poco ortodosse, il detective si mette in cerca della verità, sostenuto dalle conversazioni notturne con il fantasma della moglie Alex, che chiede ancora giustizia. Così le indagini sul proprietario delle mani mozzate lo portano dal mondo dei panini con la salsiccia a quello delle squallide pensioncine sul lungomare, per poi ricondurlo alla sala da ballo gestita dall’ex drag queen Ralph Massey, arcirivale di Cutler, il quale, forse, gli rivelerà cos’è successo la notte in cui Alex è morta. Senza mai perdere il senso dell’ironia surreale che lo contraddistingue e l’amore per… il foxtrot.


Autore: Mark Billingham 

Traduzione: Sabina Terziani

Editore: Fazi Darkside

Genere: Thriller

Pagine: 378

Anno di pubblicazione: 2026

 Recensione

di

Marco Lambertini


Mani sbagliate è la seconda indagine del detective Declan Miller dopo L’ultimo ballo. Siamo davanti a un crime di prim’ordine, più che a un thriller, costruito nella migliore tradizione britannica, ma raccontato da Billingham con una scrittura molto visiva, ritmata e, per certi aspetti, vicina ad alcune serie create da Guy Ritchie.

Tutto inizia con il furto di una valigetta da parte di due piccoli teppisti, ignari di aver messo in moto una vicenda molto più grande di loro. La valigetta finisce casualmente nelle mani di Miller e il suo contenuto è tutt’altro che quello che ci si potrebbe aspettare: due mani mozzate. Da qui prende avvio un’indagine che porta Miller ancora una volta dentro la realtà criminale di Blackpool, tra vecchie conoscenze, la detective Xiu e una malavita fatta di personaggi spesso al limite tra il grottesco e il pericoloso.

E proprio qui Billingham dimostra di saper costruire un crime nel senso più autentico del termine: una storia nella quale tutto sembra avere una causa, una conseguenza, una concorrenza di eventi e soprattutto i giusti incastri. Non c’è bisogno di forzare la narrazione con continui colpi di scena da thriller: la vicenda procede attraverso situazioni, personaggi e connessioni che finiscono per trovare il loro posto, con un ritmo che rende la lettura sempre piacevole.

Ma il vero centro del romanzo rimane Declan Miller.

La sua ironia caustica era già uno degli elementi più riusciti de L’ultimo ballo e qui Billingham la porta ancora più al centro della storia. Miller è un detective attento e capace, ma anche profondamente eccentrico, capace di passare da un interrogatorio a pensieri sui suoi topi domestici Fred e Ginger o a una personalissima dissertazione sui diversi gusti di patatine, arrivando alla conclusione che i ciccioli di maiale sono comunque lo snack migliore.

Il paradosso è che questa ironia non diventa mai soltanto una gag. È il modo stesso con cui Ceclan Miller guarda il mondo e affronta anche le situazioni più dure. Dietro il personaggio caustico e apparentemente svagato c’è infatti un uomo che continua a portare con sé la morte della moglie Alex, anche lei detective.

Ed è proprio la vicenda di Alex a costituire l’altro grande filo narrativo del romanzo. Dopo cinque mesi l’indagine ufficiale sulla sua morte non ha prodotto praticamente nulla: nessuna prova concreta, nessun sospettato credibile. Miller, naturalmente, non si rassegna e continua a cercare una risposta per conto proprio.

Ma questa ricerca lo mette davanti a una scelta tutt’altro che semplice: fidarsi di un boss della malavita che lascia intendere di avere informazioni sulla morte di Alex, in cambio dell’arresto di un rivale, oppure continuare a fidarsi di colleghi che sembrano brancolare nel buio. Miller sceglie di rischiare, perché forse, come si chiede lui stesso, quali altre opzioni aveva?

È una scelta che rende ancora più interessante il personaggio, perché la ricerca della verità sulla morte di Alex non è una semplice sottotrama: è una parte fondamentale del percorso di Miller e, alla fine, lo porterà a scoprire la verità sull’assassinio della moglie e sul suo mandante.

E poi c’è il ballo.

Quello di Miller e Alex non è soltanto una curiosa parentesi del loro rapporto, ma diventa una caratteristica originale, quasi una cifra dei due personaggi. E, forse non casualmente, il ballo sembra riflettersi anche nella scrittura di Billingham: una narrazione ritmata, che accelera e rallenta, cambia direzione, procede per scarti e movimenti, ondeggiante come un perfetto ballo a due.

I dialoghi sono rapidi, le scene hanno una forte componente visiva e i personaggi sembrano muoversi dentro la storia con una naturalezza che rende il romanzo quasi cinematografico.

Alla fine, quello che rimane è la sensazione di aver letto un crime perfettamente costruito, nel quale le diverse vicende trovano il loro giusto incastro senza mai perdere il piacere della lettura. Ma rimane soprattutto Declan Miller, un protagonista originale, ironico, imperfetto e profondamente umano, che Billingham è riuscito a rendere ormai riconoscibile.

Se L’ultimo ballo  ha  fatto conoscere Declan Miller, Mani sbagliate  lo fa  apprezzare ancora di più.

E allora non resta che augurarsi una cosa: che Declan Miller torni presto.

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Mark Billingham


Nato a Birmingham, è uno degli scrittori di gialli più acclamati e popolari del Regno Unito. Ex attore, autore televisivo e cabarettista, grazie alla serie con l’investigatore Tom Thorne come protagonista, dalla quale è stata tratta una serie TV, ha vinto due volte il Theakston Old Peculier Crime Novel of the Year Award e lo Sherlock Award per il miglior detective creato da un autore britannico, oltre ad aver ricevuto sette nomination per i CWA Daggers Awards. Il suo romanzo d’esordio, Collezionista di morte, è stato inserito da «The Sunday Times» tra i 100 libri che hanno segnato il decennio. Tutti i suoi romanzi sono stati nella top ten dei bestseller di «The Sunday Times». I suoi libri hanno venduto sei milioni di copie e sono stati tradotti in venticinque lingue. Insieme a Val McDermid, Chris Brookmyre, Stuart Neville, Doug Johnstone e Luca Veste è membro dei Fun Lovin’ Crime Writers, una band di rocker frustrati che uccide canzoni per divertimento nei festival letterari di tutto il mondo. Vive a Londra con la moglie e due figli. Fazi Editore ha pubblicato anche L’ultimo ballo (2025), il primo libro della serie con il detective Declan Miller come protagonista.