Crime Academy 2
Sinossi. Quando una donna scompare insieme alla figlia di tre anni, lasciando dietro di sé un biglietto inquietante, Roma entra in uno stato di allerta. Lungo le rive del Tevere prende forma un’indagine complessa, dove nulla è come sembra il confine tra protezione e possesso si fa pericolosamente sottile. Alla Crime Academy, il gruppo guidato da Angela Di Cori si trova ad affrontare un caso che mette alla prova non solo le competenze investigative, ma anche le certezze morali di chi indaga. Fragilità mentale, violenza domestica, legami familiari e scelte estreme si intrecciano in un noir psicologico teso e contemporaneo, ambientato nella Roma più cupa e vulnerabile. Mia scava nelle zone grigie della giustizia, dove il bene assoluto non esiste e ogni decisione ha un prezzo.
Autore: Elisabetta Flumeri e Gabriella Giacometti
Editore: Independently published
Genere: Noir
Pagine: 284
Anno di pubblicazione: 2026
Recensione
di
Salvatore Argiolas
“La funzione del romanzo noir è di impedire alle persone di dimenticare l’orrore che regna.“
scrive il grande scrittore Derek Raymond nell’ autobiografia “Stanze nascoste” e questo è anche il credo di Elisabetta Flumeri e Gabriella Giacometti che nei loro libri hanno sempre dato molto spazio ai temi più scottanti della società contemporanea.
“Mia” è un libro difficile” scrivono le due autrici nei ringraziamenti, “doloroso, ma purtroppo molto attuale e si cimenta con una realtà disturbante ma che non può essere ignorata.”
Secondo Friedrich Dürrenmatt il noir è la letteratura dell’inquietudine e in “Mia” non ci sono omicidi ma forse i crimini raccontati sono ancora peggiori perché, come scrisse lo scrittore svizzero nel romanzo breve “Il sospetto”:
“In generale ci sono un sacco di crimini a cui nessuno bada solo perché sono un po’ più estetici di un omicidio, che salta all’occhio, e per giunta finisce sui giornali, eppure tutti sortiscono lo stesso risultato, se vi si pone mente con attenzione e fantasia.”
Il titolo “Mia” richiama il nome di una collaboratrice della Crime Academy, scuola di alta specializzazione per criminologi, ma soprattutto è un riferimento diretto al pronome possessivo che troverà una spiegazione drammatica nello svolgimento della trama, che riprende fili pendenti ereditati dal primo atto della serie, “Nessun perdono”, ma che poi evolve in maniera totalmente autonoma.
La psicologa investigativa Angela Di Cori, che guida l’Accademia, viene contattata dal suo amico avvocato Paolo Benassi per indagare sulla scomparsa della moglie e della figlia del suo facoltoso cliente Donato Massoni.
Il caso si prospetta difficile perché l’uomo vuole ottenere l’affido della piccola Anya a causa dei problemi psicologici della donna che accusa di aver picchiato la bimba rompendole un braccio.
Anche se Massoni afferma di avere in video che conferma le sua accuse, Angela di Cori affronta il suo compito con molta prudenza perché sa che i problemi familiari hanno mille sfumature e tanti pericoli di fraintendimenti che abbisognano di tutti i possibili approfondimenti.
L‘indagine di Angela si complica drammaticamente quando viene ritrovato l’orsacchiotto della bambina su una banchina del Tevere, fatto inquietante in quanto Anya non si separava mai dal suo giocattolo preferito e che tutta la vicenda faccia pensare ad una tragedia.
Le indagini della Crime Academy nel frattempo fanno intravedere una verità alternativa, con il sospetto che il video sia stato creato con l’intelligenza artificiale ponendo in seria discussione i supposti torti della moglie di Massoni mentre l’intuito di Angela Di Cori la pone in grado di ipotizzare una sconvolgente teoria alternativa.
Nel frattempo la psicologa viene coinvolta in una vicenda che la costringe a fare i conti con il suo passato e le vicissitudini familiari che aveva fatto di tutto per rimuovere e deve lottare con tutte le sue capacità per non farsi manipolare, perché “Ci sono maschere che diventano una seconda pelle”.
Le ricerche dei ragazzi dell’Accademia rendono edotti anche i lettori su un ambiente tanto turpe quanto diffuso e trasversale in tutti le classi sociali che un romanzo duro ma necessario come “Mia” fa emergere in tutta la sua pericolosità.
Con la consueta bravura Elisabetta Flumeri e Gabriella Giacometti costruiscono un plot di estremo interesse che calamita l’attenzione su tematiche delicate ma trattate con estrema sensibilità, cifra stilistica che le contraddistingue in tutta la loro produzione narrativa.
Con “Mia” infatti Flumeri & Giacometti posano un nuovo tassello nella costruzione di un mosaico che raffigura la complessità dei nostri tempi, presentando trame molto plausibili con personaggi decisamente realistici che vengono a contatto con il male, estrinsecato nelle sue svariate manifestazioni esercitato anche dalle persone più insospettabili e anche quando chiudiamo il libro la sensazione di turbamento continua ad aleggiare.
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Elisabetta Flumeri & Gabriella Giacometti
sono da anni una collaudata coppia creativa. Esordiscono come autrici di romanzi sentimentali e fotoromanzi, per poi passare a scrivere per la radio, la pubblicità e le riviste femminili e per ragazzi. Pubblicano anche diverse guide per gli Oscar Mondadori e successivamente lavorano come sceneggiatrici televisive di lunga serialità, affrontando generi diversi, dalla commedia al sentimentale, dal giallo al dramma in costume. Nello stesso tempo operano come editor e supervisori di fiction tv e tengono corsi di scrittura creativa per insegnanti e alunni delle scuole elementari e medio superiori. Dal 2013 sono tornate al mondo dell’editoria e hanno pubblicato con Sperling & Kupfer ( i diritti de’ L’amore è un bacio di dama sono stati acquistati da USA, Spagna, Germania, UK, Polonia, Francia, Bulgaria e Israele) e Emma Books. Nel settembre 2013 fondano EWWA, European Writing Women Association, un’associazione di donne che opera nel mondo della scrittura. Per il 2015 sono state nominate ambasciatrici per We Women for EXPO. Nel 2019 esce per Amazon Publishing Chiedi al passato, secondo volume della serie gialla “Emma&Kate”.