Emanuela Valentini
Editore: Piemme
Genere: Thriller
Pagine: 368 p., R
Anno edizione: 2025

Sinossi. Miriam è cresciuta sulle montagne. Ha imparato le leggi della natura e degli uomini guidata da un padre amorevole, Libero, e da uno zio gentile, Primo. Ma non ha mai conosciuto altre persone. Sa del profumo buono di Libero, dopobarba e tabacco, e degli odori del bosco, che conosce uno per uno. Sa anche che alcune domande non vanno fatte: a volte i suoi due protettori litigano, diventano bruschi o violenti, e allora sa di dover rintanarsi nel silenzio. Un silenzio che è grande, lontano dalla città e dagli altri esseri umani. Eleonora, ricercatrice in antropologia, trasforma lo studio del caso di Chiara Ricci, una ragazza scomparsa, in una vera ossessione. Esplora le terre d’Appennino intorno a Rieti, cerca di individuare una pista. Ma brancola nel buio: Chiara è scomparsa da tre giorni nel Cicolano. Sono ettari di foreste e tonnellate di roccia. Forse nessuno la rivedrà viva. Lola è una giovane donna ricoverata in un ospedale psichiatrico dopo un Tso. Santo, lo psichiatra che la prende in cura, si impegna a costruire un legame sincero con lei, ma trova davanti un muro. Lola parla di ragazzine da salvare e divinità che muoiono sulla montagna. Nessuno la capisce. Le vicende delle tre donne, apparentemente separate, si intersecano e riportano all’eremo di Miriam, luogo impervio e misterioso. Perché sulla montagna si annida un tremendo e scandaloso segreto che le attende da anni. “Morte di un Dio” è un viaggio inquietante attraverso l’abisso della psicologia umana, una storia avvincente in cui ogni filo narrativo conduce a un clamoroso colpo di scena.
“…ora sa qualcosa che fino a qualche giorno fa ignorava. E cioè che tutte le parole che stanno dentro i libri sono state messe lì da qualcuno che prima di scrivere ha vissuto. Ha visto, sentito, toccato, annusato. E che tutti i concetti che si trovano nei libri, e pure i fatti, e pure le scoperte scientifiche, sono esperienze che qualcuno ha provato sulla propria pelle o su quella della propria immaginazione, filtrate dall’anima e dal corpo di chi le ha vissute, o di chi le ha raccontate. Ora sa che la vera verità sta soltanto nella vita stessa e nell’azione, nella scoperta, e che ogni verità possibile sarà sempre e solo una verità soggettiva, parziale.
Perché c’è qualcosa di più grande.
Ora sa che l’assoluto esiste solo al di fuori dell’essere umano.”
Recensione
di
Loredana Cescutti
L’abilità di Emanuela, l’avevo già verificata leggendo “Le segnatrici” (Piemme 2020) e “Le lacrime delle sirene (Piemme 2022), entrambi recensiti sul nostro sito.
La sua capacità è quella di creare suggestioni che riesci a percepire sulla tua pelle.
Il dolore, i profumi, la sofferenza, la follia.
“… sa che ci sono storie che strisciano lungo i battiscopa sotto gli occhi di tutti. Storie come insetti neri e lucidi che l’occhio umano registra di sfuggita e rifugge con orrore. Sono cose fastidiose. Sono cose brutte. Hanno molte zampe. Si allontanano velocemente, inutile preoccuparsene più di tanto. Strisciano lungo il battiscopa. Una spruzzata di veleno e via.
Non ci sono già più.
Non si vedono, almeno. Non turbano la sensibilità degli abitanti della casa, del quartiere, con la loro piccola, oscena vita. Con il loro respiro di fogna.”
Tutto ti rimane, tutto si attacca, tutto ti illude che sia irrealistico, se vogliamo ma, in verità solo fino a quando giungerà quel momento in cui riuscirà a stravolgere e sconvolgere le tue certezze.
Sì, perché Valentini sa raccontare, descrivere, gestire i tempi e i silenzi ma, quando giungerà l’ora, il colpo si abbatterà su di te, portando sorpresa, shock, incredulità, stupore.
Perché, tenetelo bene a mente, Emanuela Valentini scrive comunque e indiscutibilmente thriller.
Silenzio, ciack, zoom, azione.
“Tu non sei una diagnosi, Lola. Vorrei che questo fosse chiaro. Non sei un disturbo, non sei una patologia, okay? Nessuno di voi è una diagnosi.
E allora che…
E allora sei la somma di quello che ti è successo. Sei il risultato di un percorso più o meno sbagliato che ti ha portato a soffrire, a stare male, a non riuscire più a vivere la tua vita.
La mia vita è stata tutta sbagliata.”
Questo libro è un continuo cambio di scena.
Me lo sono immaginata come una docu-serie a più voci, a più visi, con più emozioni differenti.
Sembrerà di leggere più storie, fino a quando l’unico bandolo dell’intera matassa non sarà ritornato naturalmente al suo posto.
La scrittura restituisce ogni cosa.
I tempi sono lenti perché, a ogni scena è stato concesso il giusto spazio.
L’atmosfera che sprigiona la penna di Valentini è illusoria, strana, incantatrice.
Ti porta a spasso fra le parole e le voci dei suoi personaggi.
Un attimo che si trasforma in anni, anni che si trasformano in un soffio.
“… davvero, basta. Giustificare chi ci fa del male è un gesto di autolesionismo allucinante. È come continuare a trattare noi stessi come siamo stati trattati, e cioè male.”
Ricordi, illusioni, che, come schegge impazzite, cercano di trovare un loro posto nella storia e nei luoghi.
E poi c’è la montagna che si assume il ruolo di protagonista muta ma osservatrice, uno scrigno di segreti da non raccontare.
Le voci narranti si susseguono e fino alla fine, l’impressione di aver perso un pezzo determinante dell’intera vicenda ti accompagna.
Il male che si cela assieme al dolore qui viene eviscerato e scomposto in ogni singolo pezzetto, nel tentativo di capire il PERCHE’ di ciò che è accaduto e, nel COME cercare di guardare e curare il dopo.
Una storia sicuramente potente, straziante, che prova a mettere in luce le conseguenze del male, quello subito e, quello inflitto.
“Non è certo che sia la fatica a far battere il suo cuore così rapidamente.
Che sia la vita?
Sono vivo? Pensa. Sono qui, ora? E da quando? Era questo che intendeva dirmi mia madre? E dunque è questo il mondo? È questa la vita? Qualcosa che ti salta addosso nell’unico istante in cui smetti di pensarci e di volerlo. Di chiederti cosa sia stato a chiuderti gli occhi nel tempo, cosa sia stato a chiuderti nel bozzolo che ora, correndo, hai sfracellato?”
Quel filo sottile, dove male e bene si confondono, per un tempo indefinito, lasciando la vittima in un limbo impreciso dove riconoscere il bene e il male diventa una sorta di sogno confuso.
Una scrittrice, Emanuela Valentini, che ha saputo, di nuovo, dar vita ad una storia thriller corale, profondamente umana, intensa, che cede la parola a vittime e carnefici e tenta di capire, senza giustificare, le motivazioni alla bese di ogni gesto.
“Esiste. Non solo perché è stata amata, ma perché ha saputo vedere l’amore.
E questa è l’unica verità possibile.”
Che dire ancora, complimenti all’autrice e ci ritroveremo, spero presto, con il prossimo romanzo.
“… per sopravvivere alla vita l’unico mezzo è vivere.”
Buona lettura!
Acquista su Amazon.it:
Emanuela Valentini
Vive e lavora a Roma come editor freelance. Ha vinto numerosi premi per la narrativa breve e ha pubblicato in digitale il serial Red Psychedelia. I suoi racconti sono stati tradotti in varie lingue. Scrive per Wired Italia. Pratica per hobby la fotografia di paesaggi naturali e urbani. Amante della cultura underground, a volte dipinge sui muri. Le segnatrici (Piemme – 2020) è il suo debutto nel thriller, in corso di pubblicazione in diversi Paesi del mondo. Le lacrime delle sirene (Piemme – 2022) è il suo sendo thriller.