Mariano Sabatini
Sinossi. Nel cuore di una Roma oscura e corrotta, Leo Malinverno, audace giornalista investigativo, è pronto a sfidare di nuovo l’abisso. Il Tatuatore è tornato. Sfuggito alla giustizia, questa volta non esita e non sbaglia mira: un attacco brutale riduce Malinverno in fin di vita. Ma il male non attende. Mentre il giornalista lotta per rimettersi in piedi, un nuovo orrore squarcia la capitale: la decapitazione del celebre scrittore Petronio Grigo, maestro dei bestseller e divo mediatico, ma anche burattinaio invisibile di intrighi malavitosi. E non è che l’inizio: una catena di omicidi si dipana, rivelando ipocrisie letali, invidie, violenze e inganni sepolti nei mutevoli nascondigli dell’animo umano, dove il confine tra vittima e carnefice si dissolve. Tra dolori lancinanti, ferite dell’anima, nostalgie che divorano e assenze che urlano, Malinverno dovrà fronteggiare anche i demoni del suo ambiente: slealtà professionali e rivalità con giovani colleghi affamati di scoop. Riuscirà a riaccendere il fuoco interiore per smascherare la rete di corruzione in cui rischia di smarrirsi? Nell’attesissimo terzo capitolo della serie con protagonista Leo Malinverno, Mariano Sabatini tesse un thriller mozzafiato, duro e scioccante, dove anche il lettore finirà per non fidarsi di nessuno.
Autore: Mariano Sabatini
Editore: Indomitus Publishing
Genere: Noir
Pagine: 308
Anno di pubblicazione: 2026
Recensione
di
Bruno Vigliarolo
Di recente, ho avuto la possibilità di leggere diversi noir ambientati nella Città eterna. Il sottobosco criminale dell’Urbe, le sue ramificazioni verso i palazzi del potere, sono da sempre materiale ben sfruttato e ampiamente esplorato nella narrativa di genere.
In Mutevoli nascondigli, ultima opera di Mariano Sabatini, nonché terzo capitolo dedicato al giornalista detective Leo Malinverno, ho però trovato una durezza e un’intensità senza precedenti.
Il romanzo si apre subito in medias res, descrivendo la terrificante apparizione del Tatuatore, efferato serial killer, nel retrovisore della Lambretta guidata da Maliverno. Il violento incidente che ne consegue mette fuori gioco il nostro protagonista, costringendolo a una lenta e faticosa convalescenza. Tra musica jazz, cucina romana e salaci battute col vicequestore Guerci, il giornalista riannoda i fili della sua carriera, ancora ignaro dell’oscurità che va addensandosi.
Parallelamente, agili cambi di regia immergono il lettore in contesti che sembrano distanti e scollegati tra di loro. Cos’hanno in comune Petronio Grigo, facoltoso scrittore di successo, e Omar di Tillio, losco imprenditore dedito a spregiudicate attività criminose? La risposta, tanto per gli inquirenti, quanto per la stampa, è da ricercare negli orridi omicidi che affiorano, senza un chiaro movente, in varie zone della città.
Dal serpentone di Corviale fino al centro storico, passando per i villini della Garbatella e gli attici di Roma Nord, l’autore plasma una storia che fonde ritratti antropologici, spaccati sociali e ritmi da inchiesta di cronaca nera. Il tutto accompagnato da un alone oscuro e sanguinolento: un registro narrativo che descrive scene crude, atti feroci, mettendo in luce l’atrocità delle pulsioni e delle ambizioni umane.
La scrittura di Sabatini è notevolmente funzionale all’economia del romanzo, diventando un tutt’uno con lo sviluppo sincopato della trama. Scorrevole ma densa nei contenuti, arricchita da un lessico ampio e particolareggiato, riesce a spaziare dal gergo colloquiale dei bassifondi fino a picchi di pura letterarietà.
In conclusione, Mutevoli nascondigli è senza dubbio un noir di alto livello, che restituisce l’immagine di una Roma cupa, avida e spietata. Un’opera tentacolare, stratificata, che non procede in linea retta, prediligendo piuttosto la digressione, il verismo, l’ampliamento dell’orizzonte narrativo. Consigliata a chi cerca una storia ruvida, che non lascia spazio all’assoluzione.
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Mariano Sabatini
nel 1971 è nato a Roma, dove vive. Ha scritto per i maggiori quotidiani, periodici e per il web, ha firmato programmi televisivi di successo (“Tappeto volante”, “Campionato di lingua italiana”, “Parola mia”, “Uno Mattina”, etc.) per la Rai e altri network nazionali privati. Ideatore e conduttore di rubriche radiofoniche, continua a frequentare la Tv come commentatore e scrive novelle per riviste popolari. Ha partecipato a diverse antologie con i suoi racconti. Dopo diversi libri saggistici – tra cui “La sostenibile leggerezza del cinema”, “Trucchi d’autore”, “Ci metto la firma!”, “Scrivere è l’infinito”, “Ma che belle parole! Luciano Rispoli Il fascino discreto della radio e della Tv” – con “L’inganno dell’Ippocastano” (2016), suo primo romanzo, ha vinto il premio Flaiano e il Romiti; “Primo venne Caino” (2018) si è aggiudicato invece tra gli altri il Giallo Ceresio e Premio Città di Como. Entrambi sono tradotti all’estero. Nel 2021 ha proposto il suo primo testo per bambini dal titolo “Una cagnolina non vola mica”.