Ne fodias




Nuove avventure

del protagonista de

I Misteri di Rue La Bruyère


Sinossi. Non scavare, qui ci sono dei morti di peste: così è scritto nel cimitero di un’isola disabitata vicino a Venezia, dove un quadro è stato trovato, nascosto in un pozzo. Roberto Carli è storico dell’arte, deve identificare l’autore. Per Valérie, sua moglie, quel nudo sensuale di un uomo è un ritratto, parla di desiderio, l’ha dipinto una donna. Sbaglia, nel Settecento le pittrici non potevano assistere alle lezioni di nudo, i modelli erano uomini, le donne non imparavano a dipingere i nudi. Roberto scaverà dov’era proibito, e scoprirà una storia dimenticata. Nel secondo racconto torna alla luce un’altra storia speciale, appresa anni prima dal conte Dolfin. Un avo infelice del conte, prigioniero in Turchia, usciva ogni giorno per incontrare una ragazza a Venezia. Il conte aveva otto anni, inventava, erano le fantasie di un bambino. Per fortuna Roberto crede alle favole, hanno il potere di rimediare al dolore. Quell’avo usciva davvero dalla prigione…


Autore: Vittorio De Martino

Editore: La Lepre Edizioni

Genere: Narrativa

Pagine: 157

Anno edizione: 2025

 Recensione

di

Edoardo Guerrini


Alla mia prima lettura di un libro di Vittorio De Martino, mi sono subito immerso volentieri nell’ambientazione veneziana di questi due racconti lunghi.

Il protagonista, Roberto Carli, è uno storico dell’arte, quindi evidentemente un alter ego dell’autore che ha le medesime competenze.

L’ambientazione veneziana, invece, pur non essendo anch’essa parte integrante della storia di vita dell’autore, come da lui stesso spiegato nelle note finali, è stata evidente frutto di uno studio molto approfondito e accurato da parte sua, che lo ha portato a descrizioni perfette e anche ad approfondimenti, a mio parere molto corretti e pertinenti, sulla cultura e sui modi di fare e di vivere dei veneziani: un popolo che conosco anch’io piuttosto bene da un po’ di tempo, causa anche dell’affetto che nutro nei confronti di questa bellissima città.

Una doverosa segnalazione: nella sinossi, che evidentemente manifesta una precedente differente intenzione di ordine di stampa dei due racconti, viene riportata prima la sinossi della storia relativa al ritrovamento di un quadro nascosto in un anfratto di parete di un pozzo dell’isola di Poveglia, e poi si cita come secondo racconto l’altra storia relativa al palazzo dei conti Dolfin e alle vicende del piccolo loro discendente, un bimbo di otto anni.

In realtà nel libro i due racconti sono del tutto invertiti: il primo è quello sul palazzo Dolfin, e il secondo è quello sul quadro raffigurante un Gesù crocifisso, ovviamente privo di vestiti.

Ma, a parte questo chiarimento che mi sembra necessario ma che non comporta alcun giudizio negativo, le due storie sono del tutto indipendenti e autoconclusive, per cui l’ordine in cui vengono esposte non ha grande rilevanza: anche se evidentemente l’ordine in cui vengono riportati è lo stesso in cui sono stati scritti, anche perché nel primo racconto si incontra per la prima volta una coprotagonista, la suora Piuchebella, che poi si ripresenta nel secondo racconto e infatti il lettore la conosce già.

Si tratta, in entrambi i casi, di narrativa con forti competenze e approfondimenti storici, ma che comportano da parte del protagonista delle vere e proprie indagini: quasi fosse un giallo, anche se non c’è alcun omicidio; ma ci sono in effetti dei misteri, che vengono svelati grazie all’attenzione e alla forza prestate dal protagonista, spesso aiutato anche da molti altri personaggi.

Nal caso dei Conti Dolfin il tema centrale è la vicenda passata subita da Marcantonio Dolfin, un conte che fu preso prigioniero dai turchi nel 1646 durante una guerra, e passò tutto il resto della sua vita in tale condizione di prigionia; ma tale vicenda viene in qualche modo rivissuta da un bimbo suo discendente, e in questo racconto il tema del maltrattamento di un minorenne viene a essere forte e immersivo per il lettore, che ringrazia Roberto Carli e la suora Piuchebella che aiutano questo bimbo a uscire da questo dramma; un ruolo rilevante lo prende anche il virus vissuto ai tempi della pandemia, che evidentemente ha accompagnato l’autore nel periodo della creazione di questa storia.

Il secondo racconto diventa anch’esso un’indagine assai complessa che porta Roberto a cercare di identificare la persona che ha dipinto l’opera ritrovata nel pozzo, un dipinto che gli appare di grande qualità e originalità e su cui la ricerca porta a tanti passi complessi, che richiedono ricerche d’archivio storico, condotte con competenza perfino ritrovando dei documenti in una biblioteca viennese, dove erano stati venduti dagli originali detentori veneziani. 

Una trama evidentemente sviluppata dall’autore utilizzando le proprie competenze scientifico/umanistiche di storico dell’arte, ma che lo portano a creare un’invenzione letteraria che conduce a valorizzare in particolare la figura della persona che aveva dipinto la Crocifissione e anche diverse altre opere, persona che ovviamente non voglio spoilerare, essendo svelata nel finale e poi identificata col suo vero nome nella nota finale.

Un protagonista interessante questo Roberto Carli, che ha anche un bel rapporto con sua moglie Valérie, e l’ambientazione veneziana, sia nel meraviglioso palazzo dei conti Dolfin, sia nella misteriosa isola di Poveglia, dove venivano “isolati” i malati di peste: tutto raccontato e descritto in modo che comporta notevole attenzione e condivisione.

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Vittorio De Martino


storico dell’arte specializzato nelle arti decorative francesi del XVIII secolo. Ha vissuto a lungo a Parigi. Ha pubblicato con la Lepre un romanzo storico, Calma e quieta è la notte, vincitore del Premio Nicola Zingarelli (2020) e il romanzo giallo I Misteri della rue La Bruière – una casa dimenticata a Parigi il cui protagonista, lo storico dell’arte Roberto Carli, torna in No Fodias. Il percorso professionale di Vittorio de Martino è eterogeneo: è stato danzatore al Teatro della Scala, assistente di Eduardo De Filippo, regista d’Opera, autore di programmi televisivi, guida turistica.