Antonio Boggio
Sinossi. L’estate è lontana, e a Carloforte, nel sud della Sardegna, sono rimasti quasi esclusivamente i residenti, il pomeriggio in cui approda un peschereccio con a bordo alcuni migranti soccorsi in mezzo al mare. Proprio per questo, quando la mattina successiva su una spiaggia vicina viene ritrovato il cadavere della diciannovenne Brigitta, in tanti insorgono, certi che il colpevole sia uno dei profughi, fuggito durante la notte dal centro di accoglienza. L’indagine finisce sul tavolo di Alvise Terranova, che sta attraversando un personale mare in tempesta, diviso tra i ricordi del passato e le paure del futuro. Quando si parla di omicidi, Alvise è allergico alle soluzioni facili, e ancora di più a quelle che danno voce agli istinti più bassi dell’essere umano. Come sempre all’inizio di un’indagine, si concentra prima di tutto sulla vittima, quasi che solo lei possa dirgli dietro quale volto si cela il proprio assassino. Presto, capisce che Brigitta nascondeva segreti davvero insospettabili, e che forse questa volta la verità si annida negli angoli più neri del cuore delle persone – anche quelli che disegnano nel Mediterraneo rotte che non esistono sulle carte… Antonio Boggio, nuova voce della narrativa crime sarda, torna in libreria insieme al suo commissario Terranova, anima inquieta e allo stesso tempo empatica e umanissima, che indaga nella splendida cornice dell’isola di San Pietro.
Autore: Antonio Boggio
Genere: Giallo
Editore: Mondadori
Pagg: 456
Pubblicazione: 2026
Recensione
di
Paola Iannelli
Spesso pensiamo che un crime sia il prodotto di una macellazione della narrazione romantica, una destrutturante operazione di frammentazione della parentesi narrativa dedicata a eroi invincibili e dolci dame.
In effetti ciò che dipinge lo sfondo di una storia nera è l’ineguagliabile abilità del suo creatore nel preciso incastro di elementi apparentemente lontani, per poi unirli con sapiente abilità in un puzzle perfetto.
Nero Mediterraneo prende spunto da un racconto vero, a mio parere, che ha dell’orrido nella mancanza di umanità dei predatori che hanno pensato di eliminare un soggetto disturbante.
La vicenda si svolge nella terra sarda. Che come tutte le isole vive una dimensione di perenne sospensione, dovuta forse alla posizione geografica, che senza alcun dubbio la separa dal continente. Il mare è un elemento vivo, tangibile una tavola su cui far scivolare le storie, annegarle, rimestarle, celarle.
L’inizio della storia poliziesca nasce con il rinvenimento del cadavere di una giovane ragazza, al limitare di una spiaggia, il suo nome è Brigitta. Bella, disinibita, brillante negli studi, una sorta di Lolita post moderna.
Il commissario Alvise Terranova è incaricato dalla PM Spanu di condurre le indagini, le quali proseguono secondo i canoni classici, ma nel bel mezzo del procedimento investigativo sarà proprio lui che riuscirà a venire a capo di un complesso sistema di messaggi criptati, con i quali la vittima dialogava.
La vita del commissario è a un passo da un bivio, diviso tra i ricordi e la consapevole amarezza di non poter riavvolgere il nastro del passato, in cui ritrova un amore proibito.
La squadra che lo affianca è composta da soli uomini, ognuno con delle peculiarità fisica e caratteriali ben precise, l’unica a fargli tremare il bavero è la PM, che con sincero e voluttuoso atteggiamento cerca di sedurlo.
Terranova sta per diventare padre, un evento che lo allieta e lo sconvolge, mettendo in subbuglio il suo equilibrio.
La trama ricorda molto da vicino la triste vicenda della giovane trovata cadavere sulle sponde del lago di Bracciano, un episodio che sconvolse l’opinione pubblica per la giovane età della vittima.
L’anello che forse unisce queste due storie non coincide nei dettagli, Brigitta è una ragazza che gioca con la seduzione, sa di essere bella e questa la rende appetibile. Sarà l’ossessione altrui, non la sua libertà, a condurre alla tragedia.
Altro dato non trascurabile è il traffico illecito di migranti e di pescato, argomenti che sembrano molto lontani fra loro rispetto all’omicidio della ragazza, ma che invece sono il fulcro sul quale poggia tutta il focus di questo intrigante romanzo giallo.
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Antonio Boggio
nato nel 1982, è cresciuto a Carloforte, nell’isola di San Pietro, una piccola isola a sud-ovest della Sardegna. Attualmente vive e lavora a Cagliari. Alcuni suoi racconti sono apparsi in antologie pubblicate da piccole case editrici: Paranoie (Cenacolo di Ares, 2014).