Noir IA




MASSIMO VILLA


Sinossi. Ernesto Palmieri è uno scrittore genovese sulla cinquantina, specializzato in saggi sportivi sul padel. Il suo editore, Corradi, gli comunica che il mercato è saturo di racchette e palline, dovrà scrivere un romanzo noir, genere in cui Ernesto non ha alcuna esperienza. Soprattutto da quando l’astro nascente del noir italiano, Macrì — suo rivale editoriale e personale — continua a umiliarlo anche sul campo da padel. Disperato e senza idee, Ernesto accetta l’aiuto del suo amico Davide, un informatico brillante e paranoico, che gli propone di usare Noir IA, una nuova intelligenza artificiale sperimentale capace di generare trame complesse. All’inizio tutto sembra filare liscio: l’IA inizia a scrivere un noir ambientato nella Germania del 1954 con una misteriosa macchina narrante. Ma ben presto, qualcosa non torna. Ma Noir IA non si limita a suggerire storie. Vuole raccontarne una ben precisa.


Editore: All Around

Collana : I flipper

Pagine: 224 p., Brossura

Anno edizione: 2025

 Recensione

di

Sabrina De Bastiani


Massimo Villa si muove davvero bene, e  coinvolge i lettori, in quel territorio di confine dove il noir incontra la filosofia della narrazione  e dove le parole non descrivono solo il mondo, lo costruiscono.

Noir IA, fresca uscita per i tipi di All Around, ne è ulteriore fulgida prova. 

Il romanzo si apre con una tesi che è già una dichiarazione di intenti

… la storia è fatta per rispondere alle narrazioni

Non per registrarle, non per subirle.

Per rispondervi. 

È il cuore segreto di Noir IA, ed è ciò che lo rende un noir che guarda oltre la sua stessa ombra.

L’innesco è irresistibile nella sua follia programmata

 «L’idea era folle ma affascinante: creare un sistema in grado di generare realtà attraverso la narrazione strutturata. Niente magia. Solo parole, struttura, ritmo. Narrazione come meccanismo attivo».

Villa prende questa ipotesi e la maneggia con precisione chirurgica, come se fosse la cosa più naturale del mondo chiedersi cosa succeda laddove il linguaggio smetta di raccontare e inizi a incidere, modificare, plasmare.

E allora ecco la domanda che ogni personaggio, e ogni lettore, finisce per porsi

 «Quindi…  se lo scrivi succede?»

Il romanzo lavora proprio su questo punto di cedimento,  quando la finzione smette di essere un gioco e diventa un motore.

L’autore non rinuncia a punte di ironia fulminante, tra le tante, che garantiscono risate intelligenti e di cuore

 «tu sei come un bridge in una canzone dei Rolling Stones: non serve, ma quando c’è ti cambia il pezzo»

È quel tipo di ironia che spezza la tensione senza smontarla, e ricorda che l’essenza dell’umano, difettosa, imprevista, emotiva, è ciò che sfugge a qualsiasi algoritmo narrativo.

«Se siamo solo personaggi… perché ci sentiamo reali?»

La risposta, quasi sussurrata, è uno dei twist più belli del romanzo 

«Forse tutti i personaggi si sentono reali. Finché qualcuno non chiude il libro»

Una frase che potrebbe stare anche in un trattato di estetica narrativa, ma che nel romanzo esplode con la forza emotiva di chi scopre, anche, una verità su di sé.

Nel secondo atto,  i protagonisti di questa vicenda, vicende?,  travolgente e originale capiscono che l’unica via per sbrogliare la matassa di situazioni nelle quali sono finiti invischiati,   è abbandonare la perfezione formale per tornare al caos umano.

«Facciamo la cosa che sappiamo fare meglio: essere umani».

Ed è qui che Noir IA si svela e si rivela definitivamente.

Il noir diventa metafora, la trama diventa laboratorio, i personaggi diventano specchi.

Ma la creatura che dà il titolo al romanzo non può seguirli. È programmata per ordinare, prevedere, generare in modo lineare. 

E allora Villa le mette davanti l’unica cosa che nessuna macchina può maneggiare davvero: l’assurdo.

«Noir IA esitò. Non capiva. Non poteva scrivere l’assurdo. Non poteva prevedere la casualità vera».

In quel momento, la differenza tra umano e artificiale non è più una questione di logica, ma di letteratura. Una macchina può simulare il senso, ma è l’irrazionalità, quella intuizione storta, quel gesto immotivato, quel “perché no?” che nessuna stringa algoritmica può anticipare, a fare di noi ciò che siamo.

Noir IA è un romanzo che riesce a essere noir, saggio, gioco meta-letterario e riflessione sul futuro della scrittura. È una storia che corre sul filo dell’invenzione e della coscienza, e che lascia addosso la sensazione strana, ma profondamente umana, che forse anche noi, ogni tanto, stiamo provando a sfuggire alla nostra stessa pagina.

Massimo Villa firma un’opera brillante, inquieta, intelligente, così come lo è la sua scrittura e ci consegna un libro che parla, anche, di applicazioni, ma è di fatto un inno al caos meraviglioso dell’essere vivi.

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Massimo Villa


Massimo Villa nasce a Genova con la musica in corpo come fosse una seconda pelle. Si occupa di eventi per una grande catena libraria italiana e riempie i fogli digitali del computer con parole che sfociano in saggi e articoli sui videogiochi, racconti gialli e fantastici, romanzi di fantascienza e biografie musicali. Tra i suoi libri ricordiamo lo sci-fi umoristico di Frigo leader (Erga, 2018) e Tutti i conigli feriscono (Robin, 2022), l’analisi del trend ludico in Gioco dunque sono. Filosofia del videogamer (Melangolo, 2020) e l’excursus musicale Necrodeath. The Shining Book (Arcana, 2021).