Daria Bignardi

Sinossi. Come si fa oggi a stare nel mondo? In questo mondo. A trovare un modo, un posto adatto a noi che siamo consapevoli di essere privilegiati ma dobbiamo fare i conti anche coi nostri, di traumi, piccoli o grandi, oltre che con quelli giganteschi di chi è sotto le bombe, di chi è oppresso, povero, svantaggiato. Ci si vergogna a dire che ci si sente soli, ma lo siamo sempre di più. Daria Bignardi lo dice con sincerità, ironia, coraggio. Sente che la solitudine può essere una prigione ma anche un posto da cui ascoltare il battito del cuore del mondo. Il mondo la chiama e lei parte. Va in Cisgiordania, a Hebron, a parlare coi prigionieri palestinesi rilasciati nell’ultimo scambio. A At-Tuwani, il villaggio di No Other Land, conosce i volontari internazionali che ogni giorno accompagnano a scuola i bambini perché i coloni non gli sparino addosso. È a Gerusalemme, nella Chiesa del Santo Sepolcro, il giorno in cui muore Papa Francesco. Va in Vietnam, l’unico paese che ha sconfitto gli Stati Uniti, dove scopre quanto è inquinato il Mekong. Assiste all’operazione al cuore di un neonato in Uganda. Vuole lasciare i social media perché intuisce che lì dentro c’è qualcosa che sfrutta malignamente la nostra solitudine, ma non riesce a rinunciare alla partita quotidiana a Wordle con le nipoti, al cazzeggio con le amiche, a flirtare con gli amanti. Morde la solitudine con passione. Capirà cosa cerca nello sguardo di un gorilla che incontra in Uganda e di tutti gli animali che incrocia sulla sua strada: i cani Giulio, Fix, Brillo, i gatti, le galline, un pappagallo.
Editore: Mondadori
Genere: Narrativa
Pagine: 168
Anno edizione: 2025
Recensione
di
Giuseppe Tursi
In un mondo sempre più iperconnesso diventa paradossalmente difficile condividere le nostre paure, le nostre ansie, le nostre fragilità con persone reali. Mostrare le emozioni, cercare conforto nelle parole di un altro, sembra quasi impossibile.
Siamo tutti impegnati a esibire la parte migliore di noi e a condividerla sui social. Daria Bignardi, con la sua voce inconfondibile, racconta invece la sua solitudine, una solitudine personale che diventa, inevitabilmente, anche globale.
Sente il bisogno di abbandonare i social, ma fatica a rinunciare a pratiche quotidiane ormai radicate nella nostra vita. Nel libro ci porta poi dentro ai suoi viaggi, tra cui quello in Cisgiordania, dove vuole intervistare alcuni prigionieri palestinesi liberati nell’ultimo scambio.
Il passaggio a Hebron, luogo in cui è ambientato No Other Land, è particolarmente toccante. In quelle zone Daria trascorre alcuni giorni con i volontari di Operazione Colomba, un’ONG italiana: accompagnano i pastori al pascolo per proteggerli dal rischio di essere colpiti dai coloni.
A proposito di solitudine, scrive un’osservazione che resta impressa:
“La solitudine qui non è un peso: lo è, al contrario, la mancanza di spazio e momenti per stare da soli a pensare. Lo è per le famiglie, che dormono anche in dieci in una stanza. Lo è per i pastori e i contadini accerchiati dai coloni e dai soldati.”
Un altro passaggio potente è l’incontro con Suad Amiry, scrittrice nata a Damasco e vincitrice del Premio Viareggio 2004 con Sharon e mia suocera. Amiry rivolge a Daria una domanda che dovrebbe essere posta a tutti i politici:
“La distruzione di Gaza, tutti questi bambini morti, sono un trauma che rimarrà per sempre. Io non stimo più l’Occidente, sapete? Come avete potuto permettere che succedesse tutto questo?”
Una domanda semplice e devastante, a cui è impossibile dare torto.
Nostra solitudine è un libro che affronta temi attualissimi, guerra, social network, isolamento, con una leggerezza mai superficiale, a volte persino ironica. È un testo che ci mette davanti a interrogativi difficili e mostra la ferocia della guerra e delle oppressioni che genera.
Daria Bignardi ha uno stile tutto suo, una voce subito riconoscibile. Ed è bello lasciarsi accompagnare da quella voce, perdersi per qualche ora tra le pagine di questo libro.
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Daria Bignardi
Vive a Milano dal 1984 e in questa città ha iniziato la sua attività di giornalista. Nel 1988 entra a Chorus, mensile di Leonardo Mondadori. Diventata giornalista professionista nel 1992, ha collaborato con varie testate: Panorama, Sette, La Stampa. Già dall’anno precedente iniziava a lavorare per radio e televisione, prima con Gad Lerner, poi con Gianni Riotta per la trasmissione Milano Italia su RaiTre. Ha diretto per due anni il mensile Donna di Hachette. Da aprile 2005 scrive e conduce il programma Le invasioni barbariche per La7, quindi su Rai Due il programma Era glaciale. Ha ricevuto molti riconoscimenti, tra i quali il Premio Flaiano, due Telegatti (nel 2000 e nel 2007), due Oscar tv (nel 2001 e nel 2007), il Premiolino, l’Oscar del Riformista, il Premio Ideona e il Premio Alghero. Nel 2008 pubblica con Mondadori il suo primo romanzo, intitolato Non vi lascerò orfani (che vince il Premio Rapallo, il Premio Elsa Morante per la narrativa e il Premio Città di Padova), al quale farà seguito nel 2010 un secondo libro, Un karma pesante. Due anni dopo esce, sempre per Mondadori, Un’acustica perfetta. Del 2014 è L’amore che ti meriti; del 2015 Santa degli impossibili. Per più di 10 anni Daria Bignardi ha tenuto una rubrica di libri su Radio Dee Jay intitolata “la Mezz’ora di Daria”. Collabora con varie riviste, tra cui Vanity Fair, e i suoi libri sono tradotti in varie lingue. Altre sue pubblicazioni: Oggi faccio azzurro (Mondadori, 2020), Libri che mi hanno rovinato la vita e altri amori malinconici (Einaudi, 2023), Ogni prigione è un’isola (Mondadori, 2024), Nostra solitudine (Mondadori, 2025).