Ogni nostro castigo




Fabrizio Roncone


Sinossi. L’inverno sta finendo e il Carnevale arriva a Roma sotto una pioggia incessante che minaccia di far esondare il Tevere. Un pomeriggio, una giovane e splendida americana varca la soglia della vineria Mezzolitro, dietro Campo de’ Fiori, per raccontare a Marco Paraldi una storia antica e avvincente. Travolto da stupore e curiosità, e sempre sensibile al fascino femminile, l’ex cronista diventato vinaio si ritrova così invischiato in un’indagine che non ha cercato, ma alla quale non può sottrarsi. Nel tentativo di svelare il mistero che avvolge la giovane donna, si addentrerà, sfidando i lampi di un diluvio che non dà tregua, nei fantasmagorici e pericolosi labirinti della città eterna: tra circoli esclusivi dove si decidono affari e carriere e periferie dimenticate nelle quali si sopravvive con espedienti e minacce, tra sfarzose feste in maschera organizzate nei tenebrosi palazzi del centro storico e il Transatlantico di Montecitorio, luogo di ambizioni sfrenate, in cui il bene e il male si sovrappongono, fino a diventare indistinguibili. Accompagnato da Chicca, la principessa romana che si ostina ad amarlo, in questa inchiesta Paraldi incontrerà figure tormentate e ambigue come il giovane figlio di un potente uomo di legge con troppi segreti, un talentuoso calciatore marocchino che nasconde la propria identità per resistere in un ambiente ostile, una donna intrappolata in un gioco di ricatti e violenze e un mago che raccoglie confidenze compromettenti. Con il suo stile inimitabile, Fabrizio Roncone ha scritto un noir serrato e avvincente, che svela una città dove niente è come appare, l’amore può ancora essere un peccato mortale e la verità un lusso che in pochi possono permettersi.


Editore: Marsilio Editori

Genere: noir

Pagine: 240

Anno edizione: 2025

 Recensione

di

Bruno Vigliarolo


In questo nuovo capitolo dedicato a Marco Paraldi (ex giornalista nonché proprietario della bottiglieria Mezzolitro), Fabrizio Roncone tesse un noir dal grande ritmo e dalla forte impronta territoriale: perché Ogni nostro castigo è uno di quei romanzi in cui l’ambientazione trascende il ruolo di cornice, divenendo a tutti gli effetti personaggio comprimario del racconto.

In una Roma flagellata dalla pioggia e minacciata dalla possibile esondazione del Tevere, Paraldi conduce la sua nuova vita senza particolari rimpianti per la vecchia carriera di cronista. Una vivace routine scandita dall’ambigua relazione con la bella Chicca, da storiche amicizie, da una smodata passione per l’As Roma, il guanciale e il Franciacorta.

Uno scenario che subisce presto un piacevole scossone, quando Charlotte, procace turista americana, si presenta in bottiglieria con una storia tanto inconsueta quanto intrigante: un dettagliato racconto – risalente alla seconda guerra mondiale – che ha per protagonista il nonno di Paraldi.

Folgorato dall’apparizione e dalle parole della donna, l’ex giornalista riesce a ottenere il suo numero di telefono e trascorre le successive ore in un’impaziente attesa; come un adolescente speranzoso di ricevere una chiamata o un messaggio di risposta. Ma la risposta tarda ad arrivare, e ben presto l’uomo intuisce che la sparizione di Charlotte nasconde un ché di allarmante.

Parallelamente, il lettore viaggia attraverso scene estemporanee degne di un romanzo di spionaggio. Filoni secondari, in apparenza scollegati dalla trama principale, che immortalano il cosiddetto “mondo di mezzo”: quell’intreccio torbido tra politica, criminalità e imprenditoria che si insinua nei meandri più oscuri della Città Eterna, mietendo vittime innocenti.

Come già preannunciato, infatti, Roma è protagonista assoluta della narrazione, grazie a fotogrammi che non si limitano a ritrarne la millenaria maestosità. Ogni nostro castigo non è solo un’indagine nella grande bellezza dell’Urbe, nella sua indolente mondanità, nel fulgore barocco delle sue chiese; ma piuttosto un vortice che ne esplora anche l’anima più cupa, spietata, con personaggi che condensano – dietro eleganti completi sartoriali – la quintessenza della malvagità.

La scrittura di Fabrizio Roncone è molto incisiva, briosa e scorrevole. Dialoghi e descrizioni si alternano con grande efficacia, in una polisemia lessicale che spazia da accenti impressionistici fino a colorite locuzioni dialettali. Sempre ben presente, e altrettanto riconoscibile, la voce narrante, con i suoi tocchi graffianti, intrisi di sarcastica ironia.

In conclusione, Ogni nostro castigo è un noir intenso, che si risolve in un finale ben orchestrato. Un epilogo che, pur lasciandosi indovinare con un certo anticipo, è funzionale a rafforzare il vero fine dell’autore: svelare il dietro le quinte dell’azione criminosa. Ritrarre (con rigore giornalistico) quel pericoloso crocevia in cui convergono interessi politici, economici e irrefrenabili pulsioni della mente umana.

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Fabrizio Roncone


è inviato speciale del Corriere della Sera. Tra le sue pubblicazioni ricordiamo il saggio politico Razza poltrona (Solferino 2021) e, insieme ad Aldo Cazzullo, il giallo Peccati immortali (Mondadori 2019). Per Marsilio sono usciti Non farmi male (2022, premio NebbiaGialla), Il potere di uccidere (2023) e La paura ti trova (2025), tutti appartenenti alla serie con protagonista Paraldi.