Un caso
per il commissario
Vagner Rindi
Autore: Emiliano Pianini
Editore: Frilli
Genere: Noir
Serie: Vagner Rindi #1
Pagine: 384 p. R.
Anno edizione: 2025

Sinossi. Nel gennaio del 1974, il rapimento e l’uccisione del figlio tredicenne di Vittorio Reggi, un noto commerciante, sconvolgono una tranquilla cittadina dell’Alto Tirreno. Le indagini condotte dal commissario Vagner Rindi portano alla cattura di Arturo Parenti, un uomo che ha sempre nascosto la propria omosessualità dietro una vita familiare apparentemente perfetta. Il sospettato e i frequentatori della spiaggia, un posto dove spesso si consumano amori proibiti, vengono dati in pasto all’opinione pubblica, mentre l’ombra della pedofilia si allunga sulla piccola comunità. Alcuni, però, non credono alla storia raccontata dalle cronache. Reggi ingaggia Diego Lanza, un giornalista del Nord Italia che sarà costretto a inoltrarsi nei meandri di un caso molto complesso. La verità è più lontana di ciò che sembra e affonda le radici nella Milano, distrutta dalla guerra del 1944. Lì, in una “Villa Triste”, uno dei molti luoghi di tortura usati dai nazifascisti, si cela l’origine dell’odio. Rindi, logorato dai sensi di colpa per un arresto che non ha mai approvato, e Lanza, spinto dalle proprie ambizioni, dovranno percorrere una strada piena di segreti e ipocrisia.
“La vendetta più crudele è il disprezzo per ogni vendetta possibile.” (Goethe)
Recensione
di
Loredana Cescutti
L’effetto Pianini, o Rindi, o Lanza, o degli altri, decidete voi, si è rivelato esplosivo.
Un vero colpo di fulmine per una penna fresca, innovativa e stilisticamente impattante.
Pure la signora Flavia, marginale nella storia, si è conquistata il suo ruolo e ha saputo tenerselo ben stretto.
Anzi, personalmente l’ho adorata.
“Non sapere che strada prendere è assai peggio che incamminarsi sulla via sbagliata…”
Le tematiche sono forti e spinose.
Si parla di diversità e pregiudizi che da soli sono in grado di togliere dignità e libertà, finendo per accanirsi troppo spesso con innocenti che a parte essersi “macchiati” dell’onta di non essere come gli altri, non hanno colpa alcuna.
E poi c’è la STORIA, quella nera che preme, passata ma ancora presente, fin troppo tangibile.
Un nemico mai messo a dormire, che continua a colpire.
Vittime, carnefici, entrambi… non ci saranno distinzioni, perché in tutti colpe e sensi di colpa saranno presenti, opprimenti, soffocanti, reali.
Perché chi più e chi meno, tutti avranno il loro fardello sulla schiena da portare.
La scelta stilistica nel narrare l’intera vicenda, abbracciata dall’autore, però, ha reso la lettura di tutto ciò che viene raccontato, a dir poco irresistibile.
Vi dico solo che quasi quattrocento pagine di libro cartaceo stampate con caratteri piccolissimi, sono state divorate, da me medesima, che non vede a un palmo dal naso, in meno di quattro giorni.
Sicuramente, mentre sto scrivendo ho ancora gli occhi a girella ma, ne è valsa la pena.
“Non lasciare che la situazione condizioni la tua ambizione…”
Un timing perfetto, che ha sapientemente saputo mischiare mistero, salti temporali, la Storia e le storie dei personaggi, ironia e tanto altro, fra cui l’umanità.
Perché, quando si riesce a far passare anche determinati messaggi, senza appesantire più del necessario la lettura, allora sicuramente si è riusciti nello scopo.
In una Versilia veramente nera su più fronti, si consumerà questa storia che parte da lontano e che, attraverso la penna di Pianini tenterà di riemergere in superficie assieme alle molteplici verità.
“… garantire le libertà di alcuni significava sacrificare quella di altri.”
Delle verità che nessuno avrebbe voluto riportare a galla, o quasi e che potrebbero essere la miccia di tutta questa storia.
Un autore che ha saputo trovare la chiave di lettura giusta, fondamentale per presentare la sua storia a noi lettori, con la tranquillità di sapere che non ne saremmo rimasti delusi.
“La pena, qualunque sia lo scopo che le si vuole attribuire, è il prezzo da pagare per il male che si è fatto.”
Salti temporali, un passato e un presente aggrovigliati, legami profondi, motivazioni difficili da accettare anche se in parte comprensibili, un’atmosfera che nonostante tutto accoglie il lettore e lo fa sentire a casa.
Un modo di scrivere che mi ha conquistata nella sua schiettezza, una profondità nel raccontare i personaggi che va oltre, come fossero parte di un mondo reale che l’autore ha realmente conosciuto, un finale a sorpresa e comprensibile, che tiene con il fiato in sospeso fino alla fine, poiché seppur nella consapevolezza della situazione, sarà difficile chiudere la storia nel modo in cui ha deciso di farlo l’autore.
Difficile, ma inevitabile.
Insomma, un romanzo che non posso far altro che continuare a consigliare a gran voce e, un autore che spero torni presto in libreria con nuove avventure per il suo commissario, così pratico ma anche decisamente riflessivo e umano.
“L’uomo era arrivato sulla luna, ma era ancora incapace di entrare nell’animo di un proprio simile.”
Buona lettura!
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Emiliano Pianini
è nato a Carrara nel 1974 e da oltre sedici anni svolge la professione di avvocato. Ha una passione per la storia e per l’Inter. Quella per la scrittura risale al primo anno di scuola media, quando l’insegnante di italiano organizzò una piccola biblioteca: ognuno avrebbe dovuto portare un libro da scambiare con i compagni. L’incontro con La famosa invasione degli orsi in Sicilia, di Dino Buzzati, primo romanzo che gli capitò tra le mani, fu per lui decisivo. Nel 2021 ha pubblicato con successo il romanzo HO UCCISO (Newton Compton).