Omicidi Srl




Alessandro Robecchi


Sinossi. Ammazzare la gente per soldi, pianificare, contenere le spese, gestire una piccola azienda di eliminazioni, con due principi basilari: «La sicurezza prima di tutto» e «Deve sembrare un incidente». Il Biondo e Quello con la cravatta sono killer professionisti, e hanno gli stessi dubbi e le stesse difficoltà di ogni professionista. Questioni etiche e questioni pratiche, dubbi esistenziali e dubbi tecnici su come onorare i contratti, modi, tempi, risvolti morali dell’ammazzare qualcuno. Niente di personale, è solo lavoro. Questa volta sono alle prese con un contratto inedito che li pone di fronte a una questione morale: accettare l’incarico, molto ben pagato, o cedere ai loro dubbi etici? Proprio per questo, per chiedere consiglio a una collega, coinvolgono la loro «stagista» Francesca Aroldi. Parte quindi una sequenza di contrattempi, infortuni, difficoltà, piani falliti, svolte e testacoda, incidenti di percorso, problemi familiari e pistole da pulire. Una trama di impicci e sviluppi a sorpresa, in cui, nell’azienda dei killer, si confrontano due scuole di pensiero: la pianificazione scientifica dell’omicidio che tende al delitto perfetto, e l’improvvisazione; lo spartito rigoroso fatto di piani infallibili, e il free jazz. Il Biondo e Quello con la cravatta giocano sul cinismo e sul disincanto, come anche cinico e disincantato è l’ambiente in cui si muovono, che attraversano, che descrivono in dialoghi veloci e fulminanti. Una società avida, senza scrupoli, che i due soci osservano con implacabile sarcasmo immersi in una Milano sgangheratamente ricca.


Autore: Alessandro Robecchi

Genere: Crime

Editore: Sellerio

Pagg: 370

Pubblicazione: 2026

 Recensione

di

Paola Iannelli


La vena comica che accompagna la narrazione di questo romanzo è esilarante, l’inadeguata coscienza dei due compagni di merenda, impegnati a uccidere su commissione, rasenta quasi la paranoica costruzione del mistery perfetto, che tutti i giallisti sperano di creare.

Ci troviamo di fronte a due personaggi che non hanno niente a vedere con gli assassini spietati e stereotipati dei grandi autori crime. Qui siamo al cospetto di una strana coppia, cinica e solidale, unita dalla sfrenata ossessione del guadagno facile.

L’anello debole di questa unione è l’entrata in scena di una giovane collaboratrice, una persona che agiva da sola e che i due ingaggiano per uno strano scherzo del destino.

Fughe rocambolesche, appostamenti, bugie, false illusioni, tutto sapientemente condito da uno humor a tratti britannico, il Biondo e Quello con la cravatta si alternano nelle scene e nei dialoghi con un ritmo compassato, simile alle note di una romantica e struggente melodia jazz. 

In realtà i due killer non si sporcano quasi mai le mani, agiscono secondo piani ben elaborati, muniti di strumenti ad alta tecnologia, capaci di scovare e catalogare dettagli utili alla successiva messa in scena, ovvero la causa accidentale della vittima di turno.

Come nelle migliori commedie drammatiche però, i due killer sono costretti a fare i conti con un imprevisto, un incidente di percorso che li obbligherà a mutare il loro modus operandi.

La logica che struttura i loro piani di azione subisce un contraccolpo, tale da mettere in gioco nuove alleanze, con cui portare a termine l’ennesimo omicidio.

Ciò che sorprende in questo crime è la spaventevole leggerezza con cui i due killer montano le strategie di azione, a tratti i loro dialoghi sono così divertenti, tanto da avvicinarsi al lettore con estrema simpatia, se non fosse che  sono nella realtà due spietati assassini.

I loro pensieri, i punti fermi del vivere quotidiano, i mille travestimenti ci fanno riflettere sulla banalità in cui è collassata la loro coscienza, un labirinto oscuro dove l’unica fonte di luce è l’ossessiva corsa verso il benessere materiale.

Non si scorge il minimo appiglio verso la redenzione, semmai ci si rende conto della pochezza delle loro anime, pervase da un’incontinente esigenza materialistica, che mostra il lato peggiore degli esseri umani.

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Alessandro Robecchi


Alessandro Robecchi è stato editorialista de Il manifesto e una delle firme di Cuore. È tra gli autori degli spettacoli di Maurizio Crozza. È stato critico musicale per L’Unità e per Il Mucchio Selvaggio. In radio è stato direttore dei programmi di Radio Popolare, firmando per cinque anni la striscia satirica Piovono pietre (Premio Viareggio per la satira politica 2001). Ha fondato e diretto il mensile gratuito Urban. Attualmente scrive su Il Fatto QuotidianoPagina99 e Micromega. Ha scritto due libri: Manu Chao, musica y libertad (Sperling & Kupfer, 2001) tradotto in cinque lingue, e Piovono pietre. Cronache marziane da un paese assurdo (Laterza, 2011). Con questa casa editrice ha pubblicato Questa non è una canzone d’amore (2014), Dove sei stanotte (2015), Di rabbia e di vento (2016), Torto marcio (2017), Follia maggiore (2018), I tempi nuovi (2019), I cerchi nell’acqua (2020), Flora (2021), Una piccola questione di cuore (2022) Cinque blues per la banda Monterossi (2023), Pesci piccoli (2024), Tallone da killer (2025), Omicidi Srl (2026).