MARIO CAPELLO
Editore: Bompiani
Genere: Narrativa
Pagine: 208
Anno edizione: 2025

Sinossi. Marco e Lara si incontrano sotto la luce soffusa di un ristorante di Stoccolma mentre fuori avanza la lunga notte nordica. Lui è nato a Torino, è cresciuto in Puglia e ora vive in Svezia. La sua esistenza è fatta di domande più che di risposte. Disincantato e introspettivo, scrive poesie, nutre una singolare passione per le apocalissi e si occupa di importazione di vini italiani. Quella che da fuori potrebbe sembrare una confortevole vita da expat risulta a lui stesso neutra, indecisa, scomoda. Anche Lara è un’italiana trapiantata in Svezia: ha lasciato qualche anno prima il suo lavoro da programmatrice a Perugia e crea app in una tech company in rapida espansione. Ha un figlio, Oscar, un bambino acuto e solitario che cresce da sola. Lara è brava nel suo lavoro: da poco ha messo a punto un’app per gli incontri, ed è proprio grazie a quella che conosce Marco. Marco e Lara hanno una cosa in comune: entrambi fuggono da un Paese e da una realtà con cui non riescono a scendere a patti. Da questo incontro nascerà un amore senza per sempre, senza promesse, forse impossibile: un’ansia indefinita li consuma, la stessa che li ha condotti lontano, che li spinge sempre oltre, che muta il loro quotidiano in una routine che non li appaga, dentro una città che ha fama di essere accogliente ed equa ma comincia a mostrare sorprendenti moti razzisti e la capacità di isolare chi non si conforma. Una città di lunghe ore blu, con cieli tersi e gelidi, strade innevate, teorie di alberi, un senso di eterno crepuscolo che comincia a gettare ombre sul mondo del futuro.
Recensione
di
Giuseppe Tursi
È un romanzo generazionale, quello di Mario Capello: uomini e donne alla ricerca di una propria identità, disposti a lasciare il paese d’origine pur di trovarla.
Marco e Lara si conoscono in Svezia grazie a un’applicazione sviluppata dalla stessa Lara. Marco si occupa di importazione di vini dall’Italia, ma la sua vera passione è la poesia: le parole in prosa lo aiutano a mettere ordine in un mondo che sente di non comprendere fino in fondo, come se non gli appartenesse davvero.
Lara, invece, ha lasciato Perugia per trasferirsi in Svezia. Lavora in una tech company, crea app e cresce da sola suo figlio, Oscar. Tra lei e Marco nasce un sentimento profondo, forse più legato a un senso di appartenenza a una condizione comune di espatriati che a un amore puro, libero da vincoli.
Un legame che li trascina in un vortice di emozioni, non sempre positive. Una sorta di ansia generale, come una coltre di fumo, offusca i sentimenti, facendo perdere la percezione di sé e dell’altro. C’è una continua, affannosa rincorsa verso un amore che pare sempre sfuggente, inafferrabile.
Inafferrabile è anche la logica del Paese che li ospita: una Svezia che da un lato tende la mano agli emigrati, ma dall’altro sembra non accettarli del tutto se non sono disposti a integrarsi e conformarsi. Un Paese in cui il razzismo avanza in modo subdolo e preoccupante, scavando un solco profondo tra le culture.
Mario Capello ci trascina nella quotidianità di Lara e Marco con una scrittura limpida, capace di sondare in profondità le emozioni che li attraversano.
Ci rende partecipi di un malessere generazionale, alimentato anche dai cambiamenti climatici, che incombono come un’ombra silenziosa. Un’ombra che si espande, crea panico e amplifica l’ansia.
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Mario Capello
è uno scrittore e traduttore italiano. Dopo la laurea e il biennio della Scuola Holden, ha iniziato a lavorare in campo editoriale. Il suo primo romanzo, I fuochi dell’86, è del 2009. In seguito, ha alternato l’attività di traduttore, principalmente per titoli editi da Einaudi, e di autore. Ricordiamo Ospiti (Bompiani 2025).