Piccoli crimini giapponesi




‎ Nishimura Kyōtarō


Sinossi. Poliziotti esemplari con vizi insospettabili, furbi patentati travestiti da vittime ingenue, anziani indifesi che si rivelano disinvolti assassini. I protagonisti di questi crimini – piccoli, ma non per questo meno crudeli – si ritrovano alle prese con dilemmi morali più o meno scomodi, sullo sfondo di un Giappone attraversato da bizzarri contrasti e curiose presenze: Nishimura conosce la formula perfetta per il cozy crime alla giapponese.

L’agente Shibata è sempre stato un poliziotto modello, fino al giorno in cui inizia a rubare… per compiere una buona azione. Il suo altruismo, però, si trasforma nel peggiore dei vizi. Il dottor Miyoshi farebbe di tutto per i suoi assistiti, e non si tira indietro quando una timida e affascinante paziente lo implora di aiutare un vicino con tendenze suicidarie. Ma anche le migliori intenzioni possono dissimulare un inganno perfettamente orchestrato. Un imprenditore di successo si fa coinvolgere suo malgrado in una dubbia pratica chiamata «gioco della carità». Un passatempo che di misericordioso ha ben poco e che presto gli si ritorcerà contro. Oppure, un truffatore che da un posto lontano anni luce (letteralmente) arriva in un prestigioso quartiere di Tokyo per seminare il panico tra i residenti, senza accorgersi di essere continuamente raggirato. E ancora, un giovane che accetta di andare a casa di un anziano signore un po’ misterioso incontrato in un locale, non sapendo che si tratta di un invito a cena con delitto. Quale, o meglio chi, sarà il piatto forte? Cinque racconti acuti e graffianti per altrettanti piccoli, strambi crimini: Nishimura Kyotaro, vera e propria leggenda del giallo giapponese, firma questa raccolta originale e raffinata, in cui i delitti più efferati sono narrati con una punta d’ironia, un pizzico di humour nero, e nipponica nonchalance.


Autore: Nishimura Kyōtarō

Traduzione: Anna Specchio

Editore: Einaudi

Genere: narrativa, spionaggio

Pagine: 132

Anno di pubblicazione: 2026

 Recensione

di

Giulia Manna


Dal mio recente viaggio in Giappone, mi è rimasta una gran voglia di tornarci. Ecco perchè ho scelto questi piccoli e brevi racconti che vengono definiti gialli, ma come tutto ciò  che è giapponese è molto diverso dal nostro concetto di identificazione di un genere come tale.

Diciamo che sono più quesiti morali dove il giapponese viene messo a dura prova. Situazioni limite… per loro. Il fascino della loro cultura si rinnova nelle mie vene grazie anche a questa visione della letteratura.

Premetto anche che ho scelto questo libro di petto, senza ricordarmi che tale autore è uno degli scrittori più amati del Giappone e ha anche un museo a lui dedicato. Un po’ come la nostra Agatha Christie, anche se come stile non sono paragonabili.

I cinque racconti sono brevi, si leggono facilmente soprattutto grazie al fascino della questione morale alla giapponese che è ferrea, finchè non viene portata all’estremo.

Così sarà per l’agente modello Shibata, per il dotto Miyoshi, per un truffatore di professione, per  un giovane qualunque che cerca un posto dove stare e per un misterioso imprenditore appassionato del “gioco della carità”.

Dopo questo libro, la mia voglia di continuare a esplorare quella parte di mondo, i loro usi e costumi è peggiorata estendendosi a quella parte di  letteratura di cui ammetto, senza tanti giri di parole,  la mia ignoranza.

Ma è un motivo in più per alternarla a quella che già conosco, perchè non si deve mai finire di esplorare.

Buona lettura.

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Kyōtarō Nishimura


Kyotaro Nishimura (西村京太郎, Nishimura Kyōtarō, pseudonimo di Kihachiro Yajima) (Tokyo, 6 settembre 1930 – Yugawara, 3 marzo 2022) è stato uno scrittore giapponese di romanzi gialli. I suoi romanzi hanno venduto circa duecento milioni di copie[1] e sono stati tradotti in diverse lingue tra cui italiano, inglese e francese. La sua fortunata serie ambientata sui treni, iniziata con Il treno dei misteri, lo ha reso celebre con il nuovo sottogenere “giallo di viaggio” in cui l’ambientazione è articolata tra il viaggio e i luoghi ad esso collegati (stazioni, treni, mezzi di trasporto, ecc).