STORIA DI ANNA
Autore: Andrea Romano
Editore: Ubagu press
Genere: Memorie, narrativa
Pagine: 170
Anno edizione: 2025

Sinossi. Tarquinia, 18 maggio 1976. Anna Francia, in Romano, e Stefano Mecarini viaggiano insieme a bordo di una 127 verde. Non si conoscono, non hanno mai scambiato neanche una parola, a farli sedere uno accanto all’altra in quel caldo pomeriggio primaverile è stato un colpo del destino. Lei è un’elegante signora borghese, moglie di un diplomatico spesso in missione all’estero. Lui è un sedicenne con molti problemi, che porta su di sé il peso di un inestinguibile complesso di inferiorità. Si trova su quell’auto solo perché suo nonno gli ha chiesto di aiutare la donna in un trasloco. Nessuno dei due sa ancora che da quell’incontro scaturirà un brutale femminicidio, che vedrà in lei la vittima e in lui il carnefice.
Avvenuto a distanza di qualche mese e a centocinquanta chilometri dal delitto del Circeo, l’assassinio di Anna non ha certo la stessa eco sui giornali, anzi pare da subito attivamente dimenticato. Stefano, minorenne, viene giudicato «immaturo» e se la cava con una pena lieve. La tragedia, però, ha conseguenze molto profonde su tutte le persone coinvolte, e da essa dipenderà in un certo senso anche la nascita di Andrea Romano, figlio del diplomatico che si risposerà dopo la perdita della prima moglie.
Ora, a quasi cinquant’anni di distanza, Andrea prova a riannodare i fili di un delitto che ha stravolto per sempre una famiglia, e ne ha creata indirettamente una nuova. Un racconto personale che coinvolge e commuove, un femminicidio che ci porta dentro l’Italia degli anni Settanta, tra pregiudizi radicati e istanze di cambiamento nella società.
Recensione
di
Kate Ducci
I romanzi che raccontano fatti di cronaca nera, più o meno recente, fanno parte di uno dei generi più attuali, in un’epoca in cui il True crime è il protagonista delle cronache e delle trasmissioni televisive più diffuse, alcune addirittura nate appositamente per affrontare questo tipo di storie.
Sono abituata a leggerne e a seguirne i risvolti mediatici, fin troppo spesso andando incontro a delusioni, sensazionalismi, voyeurismo e suggestioni che infastidiscono chi è in grado di ricordare che queste storie hanno come protagonisti vittime reali e secondarie, persone che hanno perso la vita e famiglie che le rimpiangono.
Andrea Romano riesce a distinguersi in questo panorama popolato da personaggi che vogliono per la maggior parte cavalcare l’onda e instillare dubbi, con l’unico evidente scopo di ricevere attenzione, di ottenere ascolti.
E questo non solo perché l’autore è stato uno dei protagonisti silenziosi di questa orrenda storia, un bambino sfiorato da una tragedia i cui dettagli ha potuto conoscere solo in età adulta, ma che lo hanno costretto a crescere con domande alle quali non trovava il coraggio di pretendere risposte.
Anna, giovane moglie di un diplomatico, non era solo la protagonista di un terribile fatto di cronaca, ma anche la madre di due bambini che diverranno i fratelli di Andrea, la donna la cui tragica morte ha permesso ad Andrea di venire al mondo, di far parte di una famiglia costruita a seguito di un enorme lutto.
E Andrea Romano vuole bene ai suoi fratelli, al punto da volerne sapere di più su quella giovane madre che li aveva tanto amati, su quella donna che fa parte anche del suo passato, alla quale si sente legato da un filo invisibile quanto potente.
Il romanzo è una cronaca fedele, dolorosa, una ricostruzione dettagliata di fatti e personaggi, un’indagine giornalistica a ritroso di eventi familiari che hanno diviso e unito, che hanno permesso a un uomo di conoscersi e conoscere, a tre fratelli di andare per mano incontro alla verità.
Ne consiglio caldamente la lettura.
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Andrea Romano
è nato a Roma nel 1982. Giornalista professionista, scrive per Il Foglio, Il Fatto Quotidiano, Panorama, Tempi, l’Ultimo Uomo.