Scacco al re




Le indagini

dell’ispettore Nico De Luca


Autore: William Bavone

Editore: Newton Compton Editori

Genere: Giallo

Pagine: 256

Anno edizione: 2025


Sinossi. Vincenzo, Monia e Diego sono una famiglia felice. Lui lavora in banca, lei è una interior designer di successo e Diego sta decidendo il proprio percorso universitario. Tutto perfetto, fino a quando Vincenzo inizia una partita a scacchi online con un misterioso avversario, Faber37. Mossa dopo mossa, il gioco si sposta presto dal computer alla vita vera, e ogni errore ha conseguenze paurosamente reali. L’ispettore Nico De Luca, invece, è alle prese con diversi casi e un nuovo membro della squadra suo fan: il giovane Filippo De Vitis. Il Salentino Albino si muoverà tra delitti passionali e sparizioni misteriose, ma qualcosa lo spinge a interessarsi alle vicende di Vincenzo. Il tempo stringe, la partita a scacchi sta volgendo alla fine. Chi vincerà tra la vita e la morte?

«Una lettura gialla perfetta per l’estate.»
Corriere di Bologna

«Bavone consegna un nuovo mostro alla storia della crime fiction.»
Gazzetta di Parma

«Per William Bavone, la ricerca del suo ispettoreva oltre la risoluzione del giallo, “è una ricerca dell’umanità, perché gli anni che viviamo non hanno bisogno di eroi, ma reclamano la riscoperta di sé stessi con pregie soprattutto difetti reali”.Le pagine portano il lettore a empatizzarecon la pulsione di verità, fino a terrorizzarsi.»
Corriere del Mezzogiorno

Una partita a scacchi iniziata per gioco. Una famiglia perfetta sull’orlo del baratro. Quando ogni mossa può costarti la vita, chi sarà il vero vincitore?

La posta in gioco: la vita. Una Bologna spietata. Un nuovo caso per Nico De Luca.


 Recensione

di

Bruno Vigliarolo


William Bavone torna il libreria con un secondo capitolo dedicato all’ispettore Nico De Luca: Scacco al Re, un romanzo che fin dal titolo rivela la stretta connessione con l’affascinante universo scacchistico – ricalcando pure il tipico schema a tre fasi che caratterizza l’andamento di una partita (apertura, medio gioco e finale).

L’autore costruisce, infatti, un incipit che somiglia a una lunga fase di apertura: un doppio filone narrativo che procede senza fretta, su binari paralleli. Da un lato ritroviamo l’ispettore felsineo-salentino e la sua squadra, in una Bologna agitata da crimini sanguinosi, enigmatici. Dall’altro scopriamo la vita apparentemente realizzata di Vincenzo Galimberti: un invidiabile lavoro in banca, un matrimonio appagante, un figlio adolescente già ben inquadrato.

Il lettore si trova così a seguire i molteplici casi che approdano sulla scrivania della Mobile, in quella che si rivela essere una sorta di silloge poliziesca. Contestualmente, un’ombra indefinita aleggia sul tran tran quotidiano di Vincenzo, fra tensioni lavorative, oscure vicende legate a un passato opaco, e uno spleen che l’uomo prova a scacciare attraverso gli scacchi: una passione giovanile che si rinvigorisce, spostandosi da una vecchia scacchiera in bosso a un’app telefonica.

Il “medio gioco” del romanzo inizia proprio in quel momento: quando un misterioso avversario (nickname Faber37) lancia un guanto di sfida e avvia una partita inglese che assorbirà tutta l’attenzione di Vincenzo – risucchiando la sua stessa vita in un gioco dalla posta ben più alta. Perché il vero duello non si combatte su una scacchiera virtuale, ma in un mondo reale che inizia a vacillare, a scricchiolare, fino a collassare su se stesso come un castello di carte.

La prosa di William Bavone è molto scorrevole e pulita. Periodi brevi, incastonati in capitoli concisi, affiancano un lessico ricco, e il risultato è una scrittura che risulta al contempo veloce ed evocativa. Molto nitida nel descrivere vicoli, portici e frammenti della città emiliana; estremamente efficace nell’affrescare la psiche e le emozioni dei personaggi travolti dalla paranoia.

La domanda di fondo che serpeggia tra le pagine non attiene solo alla sfera del “chi”. Ma ricade, inevitabilmente, su quella del “perché”. Lo sa bene l’ispettore De Luca, che indaga stando sempre un passo indietro, defilato, rispetto ai colleghi addetti agli interrogatori. Rischierà di capirlo troppo tardi Vincenzo, alle prese con un attacco scacchistico e personale di rara spietatezza.

Lasciando al lettore il piacere di scoprire il finale del romanzo e della partita, posso dire che l’autore gioca ad armi pari con il suo pubblico, disseminando indizi che possono essere colti e soppesati. Nel mio caso ho intuito la direttrice giusta con largo anticipo, ma ciò non ha comunque inficiato la soddisfazione per un epilogo intenso e ben costruito.

Sento di poter consigliare Scacco al Re a tutti gli amanti di storie che (con ritmi non troppo accelerati, e in chiave originale) mescolano elementi polizieschi e sfumature thriller. Una lettura che sarà ancor più apprezzata, poi, da chi subisce il fascino dei trentadue pezzi schierati sulla scacchiera.

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William Bavone


Classe 1982, è salentino di nascita e parmense d’adozione. Laureato in Economia, ha al suo attivo saggi di geopolitica, romanzi, novelle per bambini e vari racconti inseriti in diverse antologie e pubblicati singolarmente. La Newton Compton ha pubblicato Il morso del varano e Scacco al re.