Kerryn Mayne
Sinossi. Lenny Marks è bravissima a non avere una vita. Insegnante alla scuola elementare locale, possiede trentasei copie di Lo Hobbit rigorosamente ordinate per altezza, mangia sempre le stesse cose comprate allo stesso supermercato e torna dal lavoro in bicicletta alle quattro in punto ogni giorno. La sua serata ideale? Giocare a Scarabeo con un’immaginaria Monica Geller guardando in loop le repliche di Friends. D’altronde, perché esporsi all’incertezza della felicità e al caos delle relazioni? Molto meglio trincerarsi dietro una routine rassicurante. Ma Lenny è anche molto, molto brava a non ricordare cosa è successo il giorno in cui, da bambina, sua madre e il patrigno sono scomparsi. Il giorno in cui una vocina nella testa ha cominciato a sussurrarle: “È colpa tua”. Poi, all’improvviso, riceve una lettera dalla Commissione per la libertà vigilata che la convoca in tribunale per un’udienza. E quando i suoi disperati tentativi di ignorarla falliscono, per la prima volta dopo anni si trova costretta a uscire dal guscio e a fare i conti con il mondo che la circonda, con nuove relazioni inaspettate e con sé stessa. Lenny Marks potrebbe finalmente iniziare a vivere. Riuscirà a farlo prima che il passato la raggiunga?
Autore: Kerryn Mayne
Editore: Feltrinelli
Traduzione: Chiara Mancini
Genere: narrativa
Pagine: 328
Anno di pubblicazione: 2026
Recensione
di
Matilde Russo
Lenny Marks è un’insegnante la cui vita è un perfetto equilibrio di routine e prevedibilità: sa con settimane di anticipo cosa insegnerà, quando e cosa mangerà. Conosce molte persone, ma le sue relazioni sono principalmente formali; al lavoro come nella vita privata, Lenny è circondata da molte conoscenze, ma senza legami profondi.
Un giorno, però, una lettera arriva per lei. Il mittente ha usato un nome che Lenny non usa più da anni, quello che aveva prima di cambiarlo. Inizialmente pensa che si tratti solo di un errore, ma dopo giorni di attesa decide di aprirla. Questo diventa solo l’inizio di un viaggio nel passato, un passato che Lenny pensava di aver sepolto. Ma è davvero come lo ricordava? O c’è qualcosa di così doloroso che ha manipolato la sua memoria?
Questa è una storia di rinascita, di seconde possibilità. Lenny vive una vita ordinata e protetta, senza scosse che possano ferirla. L’arrivo della lettera, però, diventa l’opportunità per confrontarsi con il passato, un’opportunità che, seppur con fatica, gli permetterà di affrontare le sue ombre.
Il libro è un perfetto mix di leggerezza e riflessione. La lettura è fluida e avvincente, con capitoli brevi che mantengono alta la curiosità del lettore. La storia riesce a incuriosire e a rivelare lentamente gli strati nascosti dietro la facciata che Lenny mostra al mondo. Un libro che tocca il cuore e invita a riflettere.
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Kerryn Mayne
è scrittrice, ex fotografa di matrimoni e agente di polizia. Quando non cerca di risolvere crimini, inventa trame per i suoi romanzi. Vive nei sobborghi costieri di Melbourne con la famiglia. Diversamente dalla protagonista del suo romanzo d’esordio, Tocca a te, Lenny Marks (Feltrinelli, 2026) – che in Australia e negli Stati Uniti ha scatenato un inarrestabile passaparola –, possiede solo dodici copie di Lo Hobbit (per ora).