Austin Wright
Traduttore: Laura Noulian
Editore: Adelphi
Genere: Thriller
Pagine: 408
Anno edizione: 2022

Sinossi. Confessa, lettore. Se un conoscente ti recapita un manoscritto ingiungendoti di leggerlo entro qualche giorno, quando vorrà incontrarti per un responso, cosa provi? Nervosismo? Fastidio? Imbarazzo? Bene, più o meno quello che prova Susan, anche perché il mittente non è una persona qualsiasi, ma il suo ex marito, e il romanzo che le ha spedito è quello che ha fantasticato di scrivere, senza riuscirci, per tutta la durata del loro matrimonio. Quindi mentre tu, lettore, puoi accampare un qualsiasi pretesto che ti impedisce di fare quanto più desidereresti al mondo, cioè leggere quel benedetto manoscritto, Susan deve sedersi, e cominciare da pagina uno. Dove si racconta di una famiglia che torna a casa nella notte, in aperta campagna. Di un sorpasso e di un controsorpasso con una macchina sconosciuta. Di uno scambio di insulti dai finestrini. Di un agguato, qualche chilometro dopo. Di una moglie e una figlia portate via da tre balordi. Di un uomo rimasto solo, che vaga alla loro ricerca in una notte che, come un incubo perfetto, sembra sempre ricominciare daccapo. Allora, lettore? Se alla fine hai ceduto anche tu, se ormai stai leggendo da sopra le spalle di Susan, devi fermarti, come lei. Fare una pausa. Cercare conforto nei suoi pensieri, nel suo sforzo di capire da dove tutto questo abbia avuto inizio. Prima o poi però, insieme a lei, dovrai ricominciare a leggere. Di alcuni fatti muti, semplici, atroci. E di una lenta, feroce, allucinata vendetta…
Recensione
di
Fiorella Carta
La storia è questa: ci sono due storie e in realtà, se anche noi volessimo sentirci protagonisti, ce ne sarebbero addirittura tre.
Noi leggiamo Susan che legge Tony.
L’ex marito di Susan, Edward, ha deciso di mandarle un manoscritto. La sua carriera di autore è sempre stata denigrata dalla sua ex, che forse non lo riteneva capace di raccontare qualcosa di memorabile.
L’attuale marito di Susan invece è fuori per lavoro, così lei, titubante, decide di dedicare il suo tempo libero a questa lettura, di cui dubita fortemente.
Però Edward la sorprenderà e anche noi ci sorprenderemo, a un certo punto, tanto che ci dimenticheremo totalmente di Susan perché la storia di Tony e della sua famiglia, gli eventi che li coinvolgono sono talmente disturbanti da prendere tutto lo spazio dei nostri occhi e della nostra mente.
E quando torneremo a Susan, ai capitoli che riguardano la sua realtà, ci sentiremo come chi si sveglia da un sogno, realizzeremo che qualcuno altro sta leggendo ciò che accade, non noi.
Un romanzo dentro un altro romanzo insomma, un thriller che mette in gioco la psiche umana perché, mentre ci addentriamo nel buio, Susan cerca di comprendere se stessa, il suo ex e il motivo per cui ha deciso di mandarle una storia del genere.
Cosa vorrebbe scatenare?
È un dispetto per dimostrarle che si sbagliava?
E cosa la turba nella sua vita reale?
Anche lei non lo capisce, come un prurito che non sai da dove arriva ma c’è, infastidisce, disturba.
Una storia interessante, urticante, multisfaccettata a cui il lettore darà la sua personale interpretazione del doppio finale, scelta, secondo me, intelligente, perché aperta e non scontata.
La trasposizione prende il titolo del romanzo di Edward, Animali notturni, secondo lavoro di Tom Ford e vincitore del Gran premio della giuria al festival di Venezia.
Austin McGiffert Wright
Austin McGiffert Wright (Yonkers, 6 settembre 1922 – Cincinnati, 23 aprile 2003) è stato uno scrittore, critico letterario e saggista statunitense, professore emerito di inglese all’Università di Cincinnati. È Vincitore del prestigioso Whiting Writers’ Award.