MARIA CARBONI

Sinossi. L’avvocato Pazienza Mantovani, detta Paz, vive con il figlio adolescente e la madre. Sempre dalla parte dei più deboli, esercita una professione che non la arricchisce. Per pagare le bollette accetta di entrare a far parte dello studio legale più in vista di Roma. Scopre presto che la collega che sostituisce è morta, suicida, poco tempo prima. Le ragioni di quel gesto rimangono un mistero finché un magistrato, ex amante di Paz, che stava investigando sul cliente più importante dello studio, viene assassinato. Paz collega in fretta le due morti: il filo che li unisce è un’organizzazione criminale che, per fermare le sue indagini, la costringerà a dichiararsi colpevole di un omicidio che non ha commesso. Paz finisce in prigione. Quando esce è una donna finita, senza futuro, nessuno studio legale la assumerebbe. Dalle sue ceneri sorge Madame X, una mistress che odia il genere maschile, una macchina da guerra la cui unica benzina è la vendetta. Ma l’amore è in agguato.
Editore: Baldini+Castoldi
Genere: Thriller
Pagine: 356
Anno edizione: 2025
Recensione
di
Giusy Ranzini
Tradita è un romanzo potente, cupo e sorprendentemente stratificato, che affonda le mani nelle contraddizioni della giustizia, del potere e dell’identità femminile, per poi risalire in superficie con una protagonista che brucia di rabbia, dolore e desiderio di riscatto.
Maria Carboni costruisce una storia che parte come un legal thriller, scivola nel noir più feroce e approda infine a una riflessione intensa sulla rinascita, sulla vendetta e sull’ambiguità dei sentimenti.
Pazienza Mantovani, detta Paz, è una figura immediatamente credibile e profondamente umana. Avvocata idealista, sempre dalla parte dei più deboli, vive una vita che non concede sconti: mantiene un fragile equilibrio tra il lavoro sottopagato, un figlio adolescente da crescere e una madre anziana con cui condivide la quotidianità.
Paz non è un’eroina patinata, ma una donna stanca, etica, ostinata, che paga sulla propria pelle la scelta di non piegarsi ai compromessi. Proprio per questo, quando accetta di entrare nello studio legale più prestigioso di Roma per sopravvivere economicamente, il lettore avverte subito una tensione latente, il presagio di una caduta imminente.
Il cuore oscuro del romanzo prende forma con la scoperta della morte della collega che Paz va a sostituire: un presunto suicidio che lascia troppe domande aperte. Da qui, Carboni orchestra una trama avvincente, in cui nulla è lasciato al caso.
La scrittura di Maria Carboni si fa spietata, asciutta, quasi dolorosa: il carcere non è solo un luogo fisico, ma uno stato dell’anima. Quando Paz esce, è una donna spezzata, privata della dignità professionale, della reputazione, di qualsiasi prospettiva futura. Il sistema che avrebbe dovuto proteggerla l’ha divorata.
Ed è proprio dalle macerie di questa distruzione che nasce la parte più audace e disturbante del romanzo. Paz muore simbolicamente, e dalle sue ceneri emerge Madame X.
Uno degli aspetti più riusciti di Tradita è proprio l’ambiguità morale della protagonista. Paz/Madame X non è mai completamente giusta né completamente sbagliata: è una donna che reagisce, che si reinventa, che usa il corpo e il potere psicologico come strumenti di riscatto in un mondo dominato da uomini corrotti e violenti.
E quando, contro ogni aspettativa, l’amore torna a farsi strada, il romanzo si carica di una tensione emotiva fortissima: è possibile amare dopo essere stati annientati?
È possibile fidarsi, quando il tradimento ha cambiato per sempre la percezione del mondo?
La scrittura di Maria Carboni è incisiva, cinematografica, capace di alternare ritmo serrato e introspezione profonda. Roma non è solo uno sfondo, ma un organismo vivo, fatto di palazzi di potere, studi legali scintillanti e zone d’ombra dove la legge perde significato.
I temi affrontati, corruzione, abuso di potere, sessismo, giustizia tradita, sono attuali e trattati con intelligenza e coraggio.
Tradita è un romanzo che non cerca consolazione facile. È una storia di caduta e rinascita, ma anche un racconto inquieto, che costringe il lettore a interrogarsi su quanto si possa perdere prima di smettere di essere se stessi, e su quanto, invece, si sia disposti a diventare pur di sopravvivere.
Un libro intenso, feroce e profondamente femminile, che lascia il segno e continua a lavorare dentro anche dopo l’ultima pagina.
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Maria Carboni
Maria Carboni, nata a Roma sotto il segno dello Scorpione, ha vissuto un periodo formativo a Los Angeles, dove ha frequentato un corso di scrittura creativa prima di rientrare in Italia per motivi familiari. Divorziata e madre di Marco, oggi diciottenne, si definisce una donna che ha affrontato da sola le sfide della vita, trovando nella scrittura la propria forza e la propria libertà. Femminista convinta, Maria scrive tutte le sue opere a mano, per mantenere un contatto diretto e viscerale con le parole. “Scrivere a mano è come respirare, mi tiene viva”, confessa. Tradita è il suo romanzo d’esordio, dal quale è tratto l’omonimo film internazionale con un cast d’eccezione: Giancarlo Giannini, Angela Molina, Manuela Arcuri, William Levy e Fernando Lindez.