Florence Knapp
Sinossi. Mentre fuori il vento spezza i rami degli alberi, il pianto di un neonato riempie di vita la stanza. È nato il figlio di Cora e lei, finalmente, può cullarlo. Ma non è solo una notte di nascita e tempesta. È una notte di decisioni. Il bambino ha bisogno di un nome, ma Cora esita. La scelta più semplice sarebbe chiamarlo Gordon. Il nome del padre, e di tutti i maschi della famiglia. Il nome che il marito vorrebbe imporle. Eppure, Cora sente che non è la decisione giusta. Potrebbe chiamarlo Julian, un nome che le è sempre piaciuto per il suo significato: Padre del cielo. O accontentare la primogenita Maia che le ha suggerito Bear. Il mattino dopo, la bufera è passata. Cora, invece, sente ancora infuriare dentro di sé lo stesso vento che ha messo sottosopra la città. Mentre va all’anagrafe, ferma il passeggino sotto una quercia e stringe forte la mano di Maia. Gordon, Julian, Bear. Cora deve decidere se assecondare la volontà di suo marito o ribellarsi. In tre scenari alternati, la madre dà al figlio un nome diverso. Una scelta che comporta tre vite differenti. Una decisione che innesca infinite possibilità. Perché un nome non è mai soltanto un nome. Può essere dono, eredità, promessa; oppure trasformarsi in vincolo, marchio, condanna. Può proteggere o ferire. Può esprimere amore o potere. E può cambiare un’intera esistenza. Questo romanzo ci spinge a riflettere sulle conseguenze delle nostre scelte e su come il nome dato a un bambino possa influire sul suo futuro.
Autore: Florence Knapp
Traduzione: Federica Merati
Editore: Garzanti
Genere: narrativa
Pagine: 320
Anno di pubblicazione: 2026
Recensione
di
Michela Bellini
Una storia di violenza domestica e impossibili soluzioni giocata molto abilmente su scenari diversi che portano i protagonisti a fare scelte e ad avere comportamenti differenti con ricadute di vario tipo sulle loro vite.
Tutto nasce il giorno in cui Cora viene incaricata dal marito Gordon di andare a registrare il nome del loro ultimo nato che, come da tradizione, dovrà chiamarsi Gordon.
Questa volta però Cora non ci sta, quel nome non le piace e non le piace nemmeno l’idea di piegarsi ancora una volta alla volontà del consorte. Ha paura, perché sa benissimo quali potrebbero essere le conseguenze di una sua ribellione dato che Gordon è un uomo molto violento: lei potrebbe persino rischiare la vita.
Anche sua figlia Maia che, pur non avendo assistito a tutte le violenze, in qualche modo ha capito ha paura per lei. Quel nome però a Cora proprio non va.
È a questo punto che la scrittrice dà inizio a tre storie diverse, che alternerà sapientemente per tutto il libro, raccontando le vite che tutta la famiglia potrebbe vivere a seconda del nome che Maia deciderà di dare a suo figlio: Gordon, Bear o Julian. C’è di più: il nome potrebbe influire così tanto sul bambino da cambiarne la personalità.
Un’idea geniale molto difficile da sostenere nella narrazione, ma la Knapp ci riesce benissimo, dimostrando una notevole maestria nel creare l’architettura di un romanzo mai noioso, nel quale la psicologia delle persone che vivono in un contesto di violenza familiare è indagata a fondo, senza pietismi e senza sconti.
Un romanzo davvero stupefacente sia per l’originalità che per la passione che genera nel lettore.
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Florence Knapp
vive appena fuori Londra con il marito e un cane. I due figli hanno ormai lasciato il nido. Tre nomi è il suo romanzo d’esordio e sarà tradotto in venticinque paesi.