Tutti i colori del buio




‎ Chris Whitaker


Sinossi. Nel bosco di Monta Clare, Missouri, una mattina del 1975 un adolescente scompare. È l’inizio di un’epopea lunga trent’anni. La storia di un legame che nessun buio riuscirà a spegnere.Quando il tredicenne Joseph «Patch» Macauley viene rapito, Saint Brown, la sua compagna di scorribande, è determinata a riportarlo a casa. Ma Patch rimane prigioniero in uno scantinato per quasi un anno. Solo una ragazza di nome Grace gli fa visita di tanto in tanto e parla con lui, nascosta dall’oscurità. Tornato libero, Patch è ossessionato dall’idea di ritrovarla, e di dare la caccia all’uomo che gli ha rovinato l’esistenza. Mentre i mesi si trasformano in anni e la speranza diventa disperazione, Saint, nell’ombra, lo segue e lo protegge nella sua ricerca. Anche se scoprire la verità può significare perdersi per sempre.


Autore: Chris Whitaker

Traduzione: Alfredo Colitto

Editore: Einaudi

Collana: Stile libero

Genere: Horror

Pagine: 752

Anno di pubblicazione: 2026

 Recensione

di

Anthony Brigida 


“Tutti i colori del buio” di Chris Whitaker è uno di quei romanzi difficili da incasellare.

In apparenza è un thriller sul rapimento di un ragazzo nel Missouri degli anni Settanta, in realtà è un romanzo monumentale sull’amicizia, sul trauma, sull’ossessione e sulla capacità dell’amore di sopravvivere anche quando tutto sembra perduto. La storia si sviluppa nell’arco di circa trent’anni e segue le vicende di Patch Macauley e Saint Brown dopo il rapimento di Patch.

Una struttura che cambia continuamente pelle, l’autore non scrive un thriller “classico” e questo può essere visto come un punto di forza, spaziando per diversi generi come mystery e crime, romanzo di formazione, storia d’amore, dramma psicologico, saga familiare.

Ogni volta che il lettore pensa di aver capito quale sarà il centro della narrazione, Whitaker sposta il baricentro e gioca con il lettore, quando il ritmo e l’attenzione cala fa emergere tutti i crismi di un vero e proprio thriller per poi ritornare a svariare sui generi citati e ripartire con questo meccanismo. Il rapimento è solo il punto di partenza, il vero racconto si concentra su ciò che resta dopo il male.

Questa scelta è ambiziosa perché potrebbe spiazzare o far desistere gli amanti dei thriller dal ritmo serrato.

Il vero cuore del romanzo sono i personaggi e la loro caratterizzazione, in maniera assoluta.

Patch è un protagonista insolito, né un eroe né una vittima, vive sospeso tra senso di colpa, speranza e ossessione. La sua ricerca diventerà una missione esistenziale. La sua evoluzione è credibile proprio perché  piena di contraddizioni.

Saint, intelligente, determinata, leale ma anche profondamente umana. Forse il pilastro morale dell’intero romanzo, questo emerge soprattutto nel modo in cui continua a proteggere Patch nonostante  scelte a volte discutibili. Il loro rapporto evita molti cliché romantici e diventa qualcosa di più complesso, un legame costruito sulla memoria condivisa, sulla fedeltà e sul dolore.

“Hanno detto che io ero tutto ciò che c’è di buono al mondo, Patch. Riesci a crederci? Lui voltò la testa a guardarla. “ Certo che ci credo. In modo completo e assoluto”.

Anche gli altri personaggi secondari hanno un loro perché e riescono a restituire qualcosa di significativo e importante all’anima del libro, ma soprattutto a quella del lettore.

Whitaker racconta il trauma senza spettacolarizzarlo, non si concentra sul momento della violenza ma sulle conseguenze psicologiche del poi. Cosa succede a una persona dieci, venti o trent’anni dopo? L’autore scava sul senso di colpa, la difficoltà ad andare avanti, l’ossessione per le persone perdute, il bisogno di dare un significato al dolore, è un libro sulla sopravvivenza più che sul crimine.

“Patch sarà lo stesso di prima? Nix si alzò, si stiracchiò e raccolse le sue cose. E le toccò la guancia mentre usciva. – Nessuno di noi sarà lo stesso, ragazzina.”

Lo stile dell’autore è cinematografico, descrizioni ricche ma mai pesanti con alternanza di scene molto tese, dialoghi essenziali e momenti lirici quasi poetici.

Il ritmo del libro probabilmente è la parte più divisiva, dovuta alla sua struttura particolare. Non mantiene sempre la stessa intensità, parliamo di molte pagine, ci sono lunghe sezioni dedicate alla crescita dei personaggi e alle loro relazioni, per mio gusto la parte migliore, per gli amanti dei thriller serrati può costituire un rallentamento eccessivo e si potrebbe rimanere delusi, non comprendendo però la vera essenza del romanzo, i personaggi e le loro storie.

Alcuni aspetti meno riusciti del libro, a mio avviso, sono  alcune coincidenze narrative che sembrano un po’ forzate, la prima parte del romanzo, il rapimento, è faticosa, dimostrazione chiara dell’autore che quello non è il focus del racconto, alcuni personaggi secondari potevano essere approfonditi maggiormente.

Un libro, infine, che può unire due pubblici diversi,  chi ama il thriller ha un mistero da seguire e chi ama la narrativa trova personaggi complessi, una forte intensità emotiva e una riflessione sul tempo, sull’identità e sulla perdita.

A me ha conquistato pienamente e a un certo punto che ci fosse o non ci fosse del crime non mi interessava minimamente, mi sono catapultato a Monta Clare insieme a questi fantastici personaggi. Sperando, soffrendo, piangendo e sorridendo insieme a tutti loro.

Un libro che lascia il segno, un segno indelebile che non si concentra sul mistero iniziale, ma sulla storia delle persone e ciò che il tempo fa alle loro vite.

Un libro che quando arriva al cuore della vicenda, riesce a essere intenso, commovente e memorabile. E’ uno di quei libri che una volta terminato continua a riaffiorarti alla mente e difficilmente potrai dimenticarlo.

“In quel momento, in quella stanza spoglia, si chiese quanto avesse fallito, non solo nel trovare lei, ma in ogni modo in cui una persona poteva fallire”

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Chris Whitaker


Chris Whitaker è un autore inglese. Per Einaudi ha pubblicato “I confini del cielo” (2021), “Tutti i colori del buio” (2026).