Un delitto fuori luogo




Francesco Cheynet

Lucio Schina


Sinossi. Roma, primavera 1981. Nel cuore del lussuoso comprensorio Isola del Gabbiano, un’oasi di eleganza nell’Olgiata, un delitto inaspettato scuote il tranquillo quartiere dell’alta società romana. Il corpo di Luigi Mariani, portiere e factotum della palazzina C, viene trovato in un magazzino: un omicidio senza indizi né movente apparente.
Le indagini della polizia brancolano nel buio, intrappolate tra il riserbo dell’aristocrazia locale e un cordone di segretezza che nasconde più di quanto riveli. Chi poteva voler morto un uomo qualunque in un mondo di privilegi?
Angosciata dall’immobilismo delle autorità, la vedova Mariani si rivolge a Daniele Negretti, investigatore privato dal carattere schivo ma dall’intuito affilato, trascinato nel caso dall’amico Luca Viti, scrittore di gialli tanto brillante quanto ficcanaso.
Per Negretti, abituato a piccoli misteri e grandi caffè, questo è il primo, vero caso di omicidio. Tra i vialetti ordinati dell’Isola del Gabbiano e il fascino decadente di una Roma anni ’80 dove il profumo di primavera si mescola a segreti sussurrati, Negretti si muoverà con ironia e tenacia, scavando tra pettegolezzi, rancori nascosti e verità taciute. Riuscirà a ricostruire il puzzle di un delitto che minaccia di scuotere le fondamenta di un mondo apparentemente perfetto?


Autori: Francesco Cheynet e Lucio Schina

Editore: Indomitus

Genere: Giallo

Pagine: 207

Anno di pubblicazione: 2026

 Recensione

di

Salvatore Argiolas


L’Olgiata è un quartiere romano molto esclusivo diventato noto a livello nazionale per il delitto della contessa Alberica Filo della Torre nel 1991, omicidio che fu sulle prime pagine dei giornali e catturò l’interesse dell’opinione pubblica per tanto tempo sino alla risoluzione del caso diversi anni dopo in seguito alla prova del DNA.

Questo quartiere così elegante ed elitario è anche lo scenario del giallo di Francesco Cheynet e Lucio Schina “Un delitto fuori luogo” ambientato all’inizio degli anni Ottanta, periodo di tanti attentati terroristici e di tensioni politiche e sociali molto forti.

Di solito un omicidio ha un rapporto stretto con il luogo del delitto e quest’ultimo delinea e indirizza le indagini mettendo gli inquirenti su tracce molto valide.

In questo caso invece l’omicidio del portiere del comprensorio Isola del Gabbiano non presenta indizi capaci di far progredire l’indagine e indicare almeno un movente per un delitto che pare senza motivo e fuori luogo.

“Un bel ginepraio, non c’è che dire; fosse stato ucciso un riccone pieno di nemici, le indagini sarebbero talmente semplici che avremmo aspettato mezza giornata prima di leggere il nome del colpevole sui giornali. Sfortunatamente, invece, siamo di fronte a un omicidio all’apparenza illogico, quasi un delitto fuori luogo, come se qualcuno abbia volutamente gettato un mazzo di carte alla rinfusa sul tavolo.”

Dato che la polizia non sembra capace di risolvere il caso, distratta da tante emergenze, la moglie dell’assassinato decide di ingaggiare, su suggerimento dello scrittore di gialli Luca Viti, l’investigatore Daniele Negretti che era solito impegnarsi su indagini di scarso conto ed è completamente all’oscuro di come ci si muova in un inchiesta su un omicidio.

“Negretti si sentiva spossato. Passare nel giro di un paio di giorni dal mistero di una torta contraffatta all’omicidio di un uomo era già abbastanza complesso: occorreva resettarsi e prendere coscienza che non ci si muoveva più all’interno di una caricatura da macchietta teatrale, ma si era di fronte alla drammaticità di un atto crudele, inumano, con tutte le implicazioni emotive che ne derivavano, come se non bastasse, si era trovato in una situazione ingarbugliata, una sequela di bugie, omissioni, pettegolezzi, in cui districarsi appariva tutt’altro che semplice.”

Daniele Negretti è un bel personaggio, naif e non ancora del tutto maturo ma determinato e con tanta voglia di fare il grande passo e diventare un detective di livello. Nella sua inchiesta affronta un ambiente teso e ricco di ambiguità: “Insomma, quel comprensorio sembra più un manicomio che un rifugio per gente ricca; sotto gli abiti firmati ci sono drammi di ogni genere, da inezie trascurabili a rancori profondi. Gli inquilini si salutano con un sorriso affabile, ma quando sono di spalle, non se la mandano a dire. Un bel posticino…”

Lentamente Daniele Negretti raccoglie prove che mostrano la vera personalità del portiere ucciso, sempre alla ricerca di soldi da versare agli usurai che gli avevano sottratto il bar che gestiva e inoltre viene a conoscenza di diverbi che avrebbe avuto con un personaggio importante del comprensorio.

Francesco Cheynet e Lucio Schina gestiscono con sicurezza un giallo che svela tante dinamiche usuali nei condomini, tra meschinità, grandi ipocrisie, vizi privati e pubbliche virtù rappresentate in un periodo dove le indagini si svolgevano alla vecchia maniera, muovendosi per la città e andando casa per casa, facendo le domande più adeguate, non conoscendo cellulari, telecamere di sorveglianza e microspie.

Nel giallo sono presentati scenari che ormai siamo abituati a vedere nelle trasmissioni che trattano cronaca nera, dove un fatto viene analizzato e commentato dando diversissime interpretazioni, facendo crescere confusione e disorientamento.

Daniele Negretti arriverà a sbrogliare il caso complicato seguendo con intuito una pista che poteva sembrare secondaria ma che lo porterà a comprendere lo svolgimento dei fatti anche se il movente non sembra talmente motivato da causare un omicidio ma, si sa, non sempre le azioni umane vengono dettate dalla logica perché “La logica è un modo sistematico di sbagliare in tutta sicurezza.” come sosteneva Robert A. Heinlein

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Francesco Cheynet, Lucio Schina


Francesco Cheynet: nasce e vive a Roma dove insegna in una scuola primaria e nel tempo libero scrive, per lavoro e per hobby. Oltre a dedicarsi alla scrittura creativa, principalmente romanzi e racconti gialli, thriller e noir, Francesco lavora come copywriter freelance immettendo su siti e portali contenuti testuali di vario genere.

Lucio Schina: Mi chiamo Lucio Schina e vivo in provincia di Roma. Trascorro gran parte del giorno a scrivere e leggere; come ogni autore di gialli che si rispetti, la mia strada è disseminata di omicidi da risolvere e, in cuor mio, è sempre mezzanotte in punto.