candida e vermiglia
Sinossi. Nella primavera del 1940 la Germania nazista invade la Francia. Il musicista Darius Milhaud, di famiglia ebrea, fugge dalla Provenza con la moglie e il figlio a bordo di una piccola Fiat. Anche la baronessa Marianne de Goldschmidt- Rothschild parte dal sud della Francia con i due figli e un carico di preziosi dipinti da salvare, inseguita dai tedeschi e dalla polizia fascista italiana. Intanto il maresciallo belga Bertholet Flemal è in viaggio con la volontà di risolvere un omicidio di dodici anni prima legato a un ritratto misterioso. Sono tutti diretti a Lisbona, l’unica città a offrire ancora una via di fuga dall’Europa e, per questo, divenuta crocevia di traffici e personaggi di ogni genere – intellettuali, artisti, perseguitati politici, cittadini comuni, spie, affaristi senza scrupoli, malavita – su cui domina la polizia segreta del regime di Salazar. Tra alberghi di lusso e fumosi caffè, omicidi e tradimenti, si dipanano via via storie di vendetta e delitti ma anche di salvezza.
Autore: Lorenzo Della Fonte
Editore: Elliot
Genere: narrativa
Lunghezza stampa: 224 pagine
Data di pubblicazione: 20 marzo 2026
Recensione
di
Giusy Ranzini
Una primavera candida e vermiglia di Lorenzo Della Fonte è un romanzo che si muove con eleganza tra storia e finzione, costruendo una narrazione intensa, stratificata e profondamente evocativa.
Ambientato in uno dei momenti più drammatici del Novecento, il libro non si limita a raccontare eventi, ma li scandaglia attraverso una costellazione di personaggi memorabili, ognuno portatore di un destino, di una paura e di una speranza.
Figure storiche come Darius Milhaud si intrecciano con personaggi di fantasia o meno noti, creando un mosaico narrativo vivido e credibile. La fuga del compositore, costretto a lasciare la Provenza per sfuggire alle persecuzioni razziali, si carica di una tensione autentica, resa ancora più intensa dalla dimensione familiare.
Accanto a lui, la baronessa Marianne de Goldschmidt-Rothschild rappresenta un’altra declinazione della fuga: quella della memoria artistica e culturale, incarnata nei dipinti che tenta disperatamente di salvare. Qui il romanzo si apre anche a una riflessione sul valore dell’arte in tempi di barbarie.
Parallelamente, la trama investigativa legata al maresciallo Bertholet Flemal introduce un elemento quasi “giallo”, che arricchisce la narrazione senza appesantirla. Il mistero del ritratto e dell’omicidio irrisolto funge da filo conduttore capace di legare passato e presente, mostrando come le ferite della storia non si rimarginino facilmente.
La scelta di Lisbona come punto di convergenza non è casuale, ma estremamente efficace. La città emerge come un luogo sospeso, un crocevia di destini e identità, dove convivono speranza e pericolo.
Sotto il controllo del regime di António de Oliveira Salazar, Lisbona diventa quasi un personaggio a sé: ambigua, affascinante, carica di tensioni sotterranee. Gli hotel lussuosi e i caffè fumosi fanno da sfondo a intrighi, tradimenti e incontri decisivi, contribuendo a creare un’atmosfera cinematografica.
Dal punto di vista stilistico, Della Fonte dimostra una scrittura ricca ma mai eccessiva. Le descrizioni sono curate, capaci di evocare ambienti e stati d’animo senza rallentare il ritmo narrativo. Il linguaggio è elegante, a tratti lirico, ma sempre funzionale alla storia.
Il titolo stesso, Una primavera candida e vermiglia, riflette questa duplicità: la purezza e la violenza, la rinascita e il sangue, in un equilibrio delicato e profondamente simbolico.
Un’opera che offre al lettore un viaggio intenso tra fuga e redenzione, memoria e identità.
È un romanzo che si legge con partecipazione crescente e che lascia, una volta concluso, una sensazione di malinconica bellezza e riflessione duratura.
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Lorenzo Della Fonte
È musicista, direttore d’orchestra, compositore e docente presso i conservatori di Torino e Messina. Ha scritto il romanzo storico-musicale Il senso del tempo (Elliot, 2018) e ha ottenuto successo di pubblico e critica per una serie di gialli sempre a sfondo musicale, con protagonista il capitano dei carabinieri Giovanni Bassan, tutti editi da Elliot: Chopin non va alla guerra (2017, segnalazione al Premio Calvino 2016), Il codice Debussy (2019, qualificato al Torneo Letterario di «Repubblica» 2020), Stoccafisso in salsa Verdi (2020, menzione d’onore al 12° Concorso Letterario di Grottammare 2021) e La banda Cimarosa(2022).