Claire Lynch
Traduttore: Velia Februari
Editore: Fazi
Genere: Narrativa
Pagine: 216
Anno edizione: 2025

Sinossi. È il 1982 e Dawn, ad appena ventitré anni, ha già una figlia, Maggie, e un marito, Heron, che pianifica il loro futuro. Un futuro che, per quanto modesto, sembra avviato su binari sicuri. Finché Dawn non incontra una donna, Hazel, e quasi senza accorgersene se ne innamora. Decide di parlarne con il marito, convinta che lui, un uomo mite e benevolo, capirà. Non è così. Gli avvocati a cui l’uomo si rivolge gli consigliano di chiedere la custodia esclusiva di Maggie: donne “depravate” come sua moglie non possono occuparsi dei figli. Durante la dolorosa udienza in tribunale, Dawn viene dipinta come una figura pericolosa, una donna incapace di prendersi cura della sua bambina. È quindi costretta ad allontanarsi e a lasciare la piccola con il padre. Nel 2022 Maggie, ormai adulta, è madre di due figli, ha un marito dolce e premuroso e coltiva con il padre un rapporto quotidiano inossidabile: nel corso della sua infanzia e dell’adolescenza lui è stato tutta la sua famiglia. Alla figlia il padre ha sempre raccontato che sua madre l’ha abbandonata dopo averlo tradito. Null’altro. Quando però Heron scopre di avere il cancro e inizia a mettere mano ai documenti accumulati in una vita, Maggie trova le carte che raccontano la vera storia di sua madre e, scoperta finalmente la verità, decide di provare a rintracciarla. Nel suo romanzo d’esordio, un libro delicato e toccante, Claire Lynch imbastisce una storia sull’essere figli e genitori, sulla sessualità, sui rapporti intergenerazionali e familiari; le sue sono pagine bellissime che raccontano legami comuni, quasi scontati eppure preziosi, vite fatte di routine, di incertezze, di ferite passate e piccole gioie quotidiane.
Recensione
di
Matilde Russo
È il 2022, Heron e sua figlia Maggie hanno un rapporto saldo, si sentono con affetto e regolarità, sono legatissimi, soprattutto da quando Dawn, la mamma di Maggie, li ha lasciati anni prima.
Nel 1982 Dawn ed Heron sono sposati. Il loro è un matrimonio tranquillo, finché Dawn si scopre innamorata di una donna, Hazel. Confida il suo segreto al marito, perché lui è un uomo buono, capirà cosa le sta succedendo, e in qualche modo troveranno una soluzione insieme.
Nel 2022 Heron si scopre ammalato, non sa se dirlo alla figlia, e mentre si trova ad affrontare questo momento difficile ripercorriamo la loro vita familiare a partire da quarant’anni prima. Il passato si alterna al presente in modo fluido, non sembra quasi di vivere due momenti paralleli, ma il tutto è talmente ben amalgamato che sembrano ricordi, racconti.
Le voci di Heron, Maggie e Dawn si alternano e così scopriamo cosa è realmente accaduto, veniamo a conoscenza delle reali motivazioni che hanno portato all’abbandono della piccola Maggie da parte di sua madre
I capitoli sono brevi, la scrittura malinconica, la narrazione è calma.
Leggere del giaciglio a terra, della polvere della serratura sulla soglia di casa, della chiave che non gira, il leggere di una donna spezzata che forse non si sente più veramente in grado di essere una mamma colpisce nel profondo.
Questo libro affronta la triste tematica dei divorzi negli anni Ottanta nel Regno Unito, dove a circa il novanta percento delle donne omosessuali veniva tolta la custodia dei figli. Il libro offre tanti spunti di riflessione, con un finale che ti lascia un dolce gusto di speranza.
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Claire Lynch
è docente universitaria e studiosa di Letteratura inglese e irlandese. Small: On Motherhoods, il suo memoir sulla creazione di una famiglia con sua moglie, è stato pubblicato nel 2021 e ha ricevuto entusiastici consensi da artiste del calibro di Bernardine Evaristo, Philippa Perry ed Emilie Pine. Vive a Windsor con la moglie e tre figlie. Una questione di famiglia è il suo romanzo d’esordio: venduto in undici paesi prima dell’uscita, ha già conquistato l’editoria internazionale e ammaliato gli addetti ai lavori; ora è pronto a far innamorare i lettori italiani.