Una sciarpa blu cobalto




‎ Cristina Biolcati


Sinossi. In un palazzo di Padova, un’anziana attrice viene trovata morta nel suo appartamento chiuso a chiave dall’interno. Per l’ispettrice Bianca Damiani il caso si presenta complesso quanto anomalo: chi poteva avere interesse a ucciderla e, soprattutto, come ha fatto l’assassino a entrare? Il caso si complica quando l’autopsia rivela che l’arma del delitto è una sciarpa blu cobalto, scomparsa nel nulla. Nello stesso condominio vive Carla Piovan, madre di cinque figli e influencer dalla vita apparentemente impeccabile. Ma cosa si cela dietro la vetrina patinata dei social? Tra indizi e sospetti, l’inchiesta svela il volto effimero e spietato dell’esposizione sui social media, dove nulla è davvero come appare. 


Autore: Cristina Biolcati

Editore: Golem Edizioni

Collana: LeVespe

Genere: Giallo

Pagine: 176

Anno di pubblicazione: 2026

 Recensione

di

Patrizia Argenziano 


“Una sciarpa blu cobalto” è un’indagine simile a una caccia al tesoro, una ricerca continua di indizi per arrivare finalmente al colpevole. In questo caso, di indizi, ce ne sono davvero pochi anche se tutto ruota intorno a una palazzina di Padova.

I personaggi che la abitano si mostrano  senza veli e, nel bene e nel male, il lettore ne rimane subito affascinato. La vittima ha il sapore di un passato lontano, il calore di una madre, la bellezza di una giovinezza perduta, la nostalgia per ciò che è stato e non è più, il dolore dell’oblio. È lei, con la sua presenza assenza, che illumina la palazzina più di chiunque altro.

Eppure di fronte c’è chi fa più rumore, chi ha più visibilità, chi ha più followers, chi pensa di spaccare il mondo, chi crede di avere più successo, chi crede di avere tutto a portata di  click.

Queste pagine fanno paura.

Quella paura che si insinua lentamente sottopelle, che al suo insorgere ha le caratteristiche di un sorriso, di una risata, di uno scherzo quotidiano e poi, con il trascorrere del tempo, si trasforma in stupore, in brivido e quindi in orrore.

Queste pagine diventano subito specchio. Specchio di una società malata, irrisolta, vuota. Un mondo di solitudini che si aggrappano alla vita grazie a un filo sottile e invisibile. Invisibile perché costituito da “niente”:celebrità, potere, beni materiali, followers, ricchezza. Il niente che si imprigiona delle anime più deboli e le rende prive di vita propria, prive di emozioni e sentimenti. Ed è come un ingranaggio a catena, per il principio di emulazione, non esclude nessuno.

Questo è il punto di forza, il nocciolo vero del romanzo, la molla che può rendere più consapevole il lettore, più vero e meno televisivo. Più conscio del fatto che ogni nostra azione è sotto lo sguardo di tutti.

Non dimentichiamo Bianca, la sua squadra e tutti coloro che le gravitano attorno, una storia che si incastra alla perfezione in questo giallo noir dal gusto amaro ma che, chi più chi meno, vede tutti protagonisti.

Un giallo dalle tinte noir.

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Cristina Biolcati


È nata a Ferrara, ma padovana d’adozione. Ha pubblicato “Le congetture di Bonelli” (Delos Digital, 2020) e “In grazia di Dio” (Todaro Editore, 2023). I suoi racconti hanno vinto numerosi premi: “Il suono delle sue ferite” (Garfagnana in Giallo, sez. Nero Digitale, 2022), “Doppia promessa” (GialloLuna Nero-Notte, 2023), “Tutta la mia solitudine” (Writers Magazine Italia, 2024). Nel 2025 è uscito “Le regole del gioco”, nella collana NeroDonna di Golem Edizioni.