Venti corpi nella neve




Recensione di Maria Sole Bramanti

Autore: Giuliano Pasini

Editore: Fanucci Timecrime

Pagine: 325

Genere: Thriller

Anno Pubblicazione: 2012

 

 

 

 

 

Vi capita mai di finire un libro e avere voglia di leggerne mille altri dello stesso autore o per approfondire gli argomenti riscoperti durante la lettura?
Ecco, “Venti corpi sulla neve” mi ha lasciato proprio questa sensazione.
È un giallo, quindi, direte voi, quali argomenti mai ti avrà fatto venire voglia di approfondire?
Vi spiego.
Giuliano Pasini, qui, ci racconta un efferato omicidio avvenuto in un paesino delle montagne tra Modena e Bologna: una piazza, una statua, un’osteria, il Comune, il Commissariato. Poche anime vivono a Case Rosse, una di queste è Roberto Serra, poliziotto ‘ed fòra’, che lì si è rifugiato per sfuggire ai suoi fantasmi.
Ma Case Rosse non è sempre stato il paesino addormentato che è adesso; come tanti altri luoghi, nel corso della seconda guerra mondiale fu teatro di un eccidio nazista.
In queste pagine, il passato si fonde al presente. Questo romanzo, infatti, si svolge su tre piani distinti: il nebbioso oggi montano, il cruento passato bellico, e la mente del commissario Serra, che fa da ponte tra i due.
Come in ogni giallo di quelli scritti bene, non è tanto l’assassino ciò di cui ci porta alla scoperta l’autore, bensì una storia, delle sensazioni, degli eventi.
Ed ecco che mi ricollego a quanto dicevo all’inizio: ho seguito con piacere la trama gialla, ben costruita e anche sorprendente, ma mi sono appassionata, soprattutto, alle pagine che raccontano la storia dei partigiani, che Pasini è bravissimo a incastrare nel romanzo: non c’è niente di forzato; è importante anche per la trama conoscere questo passato per ricostruire le motivazioni di ciò che è accaduto nel presente.
E poi, Roberto Serra. Bel personaggio, un personaggio raro. Un poliziotto che dimentica sempre la pistola a casa, un uomo che si circonda di musica e che si rilassa solo cucinando prelibatezze che poi, spesso, dimentica di mangiare. Un passato, e ahimé, anche un presente, tormentato, difficile, che lui cerca di affrontare da solo, come può.
Dunque, questo romanzo narra di un omicidio e di un assassino; di un paesino e dei suoi incubi, di una bambina e della colpa che sconta ingiustamente. E poi parla di un uomo che cerca giustizia, con passione e coraggio.
Per concludere, non posso fare a meno di manifestare la mia stima a Pasini per le citazioni in apertura: è sempre un piacere leggere Sant’Agostino e Salvatore Quasimodo.

 

 

Giuliano Pasini


È nato il 16 maggio 1974 a Zocca, sull’Appennino modenese. Dopo gli studi classici, e un’esperienza di studio all’Université Blaise Pascal di Clermont-Ferrand si è laureato in giurisprudenza all’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia con una tesi sulla tutela dell’ambiente come diritto dell’uomo. Lavora a Treviso per una importante agenzia di comunicazione.

 

Acquista su Amazon.it: