Ritorno alla buia valle




Recensione di Manuela Baldi


Autore: Santiago Gamboa

Traduzione: Raul Schenardi

Editore: e/o

Genere: noir

Pagine: 464

Anno di pubblicazione: 2018

 

 

 

 

 

 

 

 «Per favore, console, vada a Madrid, all’Hotel de las Letras. Prenda la stanza 711 e mi aspetti».
 

Sinossi.  I lettori riconosceranno subito in queste parole all’inizio del romanzo il tono tipico dello scrittore colombiano, miracolosamente sospeso tra avventura e contemporaneità, tra erudizione e rigogliosa invenzione di personaggi. Santiago Gamboa ci trasporta in un’altra delle sue mirabolanti avventure tra Madrid, la Colombia e l’Etiopia, a caccia di un ex paramilitare riciclato come trafficante di droga. Sulle tracce del criminale, a fianco del console (io narrante) troviamo Juana, una donna che ha lasciato un segno profondo nella sua vita, un pittoresco argentino che sostiene di essere figlio di papa Bergoglio e altri personaggi dipinti a tutto tondo. Quando riceve un misterioso messaggio, la voce narrante del romanzo sale senza esitare sul primo aereo in partenza da Roma: la donna che glielo ha inviato, Juana, ha lasciato un segno profondo nella sua vita. È l’inizio di un viaggio che lo riporterà in Colombia, il suo paese natale, e finalmente a Harar, sulle tracce di Rimbaud, il poeta a cui ha dedicato anni di studi appassionati. Juana però, dopo aver fissato l’appuntamento, non si fa viva, e l’attesa si fa spasmodica. Per difendere una sconosciuta dall’aggressione del suo accompagnatore, il console finisce in ospedale, malridotto e ammanettato. E sono proprio le vicissitudini di questa ragazza colombiana – violentata ancora bambina dal compagno della madre e poi derubata delle sue poesie dalla sua amante – a coinvolgerlo in un’impresa pazzesca. Fedele alle proprie tematiche, Santiago Gamboa costruisce una fitta trama costellata di eventi drammatici, ricorrendo ai racconti in prima persona di personaggi dipinti a tutto tondo. Le loro storie si intrecciano fatalmente, sullo sfondo di un mondo assillato da problemi urgenti: il terrorismo, la violenza, le diseguaglianze fra il nord e il sud del mondo che provocano le ondate migratorie…

 

Recensione

Scritto in prima persona, “Ritorno alla buia valle” è diviso in due parti ognuna a sua volta in capitoli che inizialmente sono scollegati gli uni dagli altri. Sembrano vicende a sé stanti con protagonisti diversi, non si coglie il legame.

Nella narrazione piano piano le pedine vanno a posto, ci sono salti temporali perché una parte del racconto è dedicata al poeta francese Rimbaud, del quale si sta occupando “il Console” che come spiega nel libro per presentarsi, sta scrivendo :”Un testo-viaggio nella vita di uno dei più grandi profughi d’Oriente e d’Occidente. La vita del poeta Arthur Rimbaud…”.

Fra i protagonisti spicca Juana la donna, il cui sms da il via allo strano intreccio mentre il Console, pur essendo l’Io narrante, pare quasi defilato dalle vicende come se non ne fosse protagonista ma solamente il narratore.  

Storia che si svolge in Europa, Sudamerica ed Africa e permette a chi legge di viaggiare con il pensiero in luoghi molto diversi tra di loro. Intreccio tra passato e presente, vicende personali e pubbliche. C’è un piccolo universo in questo libro, sentimenti, passioni, dolore, nostalgia, violenza. A fare da sfondo vicende reali, terrorismo, narcotraffico.

Il tutto condito con una sorta di disincanto, che permette di raccontare vicende anche molto truci con una sorta di levità, facendole diventare sopportabili e perfino “giuste”.

Cosa non mi è piaciuto?

Pur leggendo velocemente non amo i racconti troppo lunghi e a mio avviso questo lo è, ho trovato pagine non necessariamente funzionali al racconto che lo hanno allungato ed appesantito, ma questo, come detto, attiene ai gusti personali.

Consigliato a chi ama i libri che hanno un respiro lungo, a chi cerca atmosfere sudamericane, a chi cerca in un libro anche lo spunto per riflettere, a chi conosce lo scrittore e sa cosa aspettarsi, a chi non lo conosce perché rimarrà stupito.

 

 

 

Santiago Gamboa


Santiago Gamboa è nato a Bogotá nel 1965. Tra i suoi romanzi ricordiamo Gli impostori, Ottobre a Pechino, Perdere è una questione di metodo e Vita felice del giovane Esteban. Dello stesso autore le Edizioni E/O hanno pubblicato Morte di un biografo, Preghiere notturne, Una casa a Bogotá e Ritorno alla buia valle.