Il bivio






(Recensione di Simona Vallasciani)


Autore: Kathleen Barber

Editore: Corbaccio

Traduttore: Olivia Crosio

Pagine: 360

Genere: Thriller

Anno di Pubblicazione: 2017

 
 
 

L’esordio letterario della giovane scrittrice Kathleen Barber è una delle novità editoriali del gruppo editoriale Corbaccio che presenta l’opera come “la risposta americana alla Ragazza della nebbia” celebre opera di Donato Carrisi.

Effettivamente vi sono alcune caratteristiche che accomunano le due opere, soprattutto per il ruolo fondamentale di internet e dei social media nello sviluppo della storia.

“Il bivio”, infatti, rientra perfettamente in quello che io definisco, erroneamente o no, un “thriller moderno”, ossia una di quelle opere che esistono perché ci troviamo nel ventunesimo secolo, era in cui internet ha più potere di qualsiasi influenza umana ed è una presenza costante anche nelle indagini investigative.

È proprio grazie ad internet, in particolar modo ad un podcast gestito da una giornalista investigativa, che il caso Chuck Buhrman torna sotto i riflettori.

Charles “Chuck” Buhrman, professore universitario dell’Illinois, una notte del 2002, più di un decennio prima dell’inizio della vicenda, è stato ucciso da un colpo di pistola alla nuca, nella cucina di casa sua, mentre le figlie, due gemelle appena adolescenti, dormivano tranquillamente al piano di sopra.

A premere il grilletto, il figlio diciassette dei vicini, Warren Crave, incastrato dalla testimonianza di Lanie, una delle gemelle, che lo ha visto con i propri occhi uccidere il padre mentre scendeva a prendere un bicchiere d’acqua.

Chi ci racconta la storia è Josie, l’altra figlia di Buhrman, che per anni ha provato a cancellare il ricordo della sua famiglia e di quella tragedia che l’ha distrutta per sempre. Ha viaggiato per il mondo, ha incontrato un ragazzo di cui si è innamorata e si è trasferita a New York dove lavora per una libreria. Per dimenticarsi di ciò che è stato, ha persino deciso di cambiare cognome, ma quando viene a conoscenza del podcast e di tutto il caso mediatico nato su di esso, il suo passato le ricade crudelmente addosso.

Costretta a tornare in Illinois, Josie dovrà finalmente scontrarsi con la realtà dalla quale ha sempre cercato di scappare e man mano che Poppy Parnell, la giornalista senza scrupoli che l’ha fatta sprofondare nuovamente nell’incubo, scava per trovare la verità, nella sua mente iniziano a formarsi alcuni terribili dubbi. È stato davvero Warren Crave ad uccidere suo padre?

Se non è stato lui, per quale motivo Lanie, la sua incasinata e inaffidabile gemella, ha affermato il contrario?

È davvero possibile che abbia mentito?

Si tratta senza dubbio di un bel libro d’esordio, buona la scrittura, originale l’idea iniziale portata avanti in modo scorrevole e mai banale.

Perfetti i colpi di scena, che costringono il lettore a concentrarsi attentamente sulle pagine.

Appropriata anche la scelta di dare a Josie il compito di raccontare la storia in prima persona, perché è il personaggio più vicino al fulcro della vicenda; ben costruiti i personaggi, alcuni limpidi, altri complessi, subdoli e costantemente in bilico tra sanità e follia.

Thriller piacevole, forse non propriamente al livello di Carrisi, ma comunque un buon punto di partenza per una scrittrice che, in questo genere, potrebbe andare lontano.

 
 

Kathleen Barber è cresciuta a Galesburg, Illinois. Si è laureata all’università dell’Illinois e alla Northwestern University School of Law, e si è a lungo occupata di diritto fallimentare in importanti società di Chicago e New York. Quando non scrive, ama viaggiare con il marito in tutto il mondo.

(Recensito da Simona Vallasciani)


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